Archivi categoria: Preghiere allo Spirito Santo.

Vieni, alito di vita…

Vieni, alito di vita,
scuoti la nostra pigrizia,
sostienici tu con potenza,
anima in noi la preghiera.

Vieni, Fuoco d’Amore,
con rovente carbone purificaci,
la viva tua fiamma ci scaldi,
al tuo ardente calore plasmaci.

Vieni, Maestro interiore,
svelaci i misteri della fede,
le nostre ignoranze illumina,
parlaci dell’eterna Sapienza.

Vieni, Sorgente d’acqua viva,
irrora i deserti dell’anima,
la sete d’Eterno soddisfa,
rigenera chi è morto alla grazia.

Gloria a te, Spirito Santo,
consacraci tempio vivente
per la lode del Padre e del Figlio,
ora e sempre, nei secoli. Amen.

san Luigi M. da Montfort
ispirato al C 141

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Il Canto e la Preghiera in Lingue



LA PREGHIERA DI LODE A DIO, LA PREGHIERA SPONTANEA, IL CANTO DEGLI ANGELI

“Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili” (Rm 8, 26).

L’esperienza degli esorcisti e dei gruppi che praticano abitualmente preghiere di liberazione, ci ha fornito delle indicazioni precise su quale sia una delle forse di preghiera più efficaci nel liberare dal Maligno: la preghiera di lode.

La preghiera di lode è una preghiera che si fa sotto l’azione dello Spirito Santo immergendosi nella pienezza dell’amore di Dio. Nella preghiera di lode, tutto è luce, tutto è amore, tutto è gioia. Lodare Dio significa elevarsi al di sopra delle nostre miserie umane e inneggiare alla Sua gloria con tutto il nostro essere.

La preghiera di lode è la preghiera degli Angeli – il canto degli Angeli – che sono al cospetto di Dio. La preghiera di lode è un immergersi nello sconfinato amore di Dio abbandonandosi sotto la giuda dello Spirito.

I demoni risentono fortemente della preghiera di lode, non solo perché è una preghiera potente, ma anche perché con essa rivivono ciò che di più prezioso hanno perso: la possibilità di abbandonarsi con fiducia tra le braccia amorose del Creatore in una lode gioiosa.

Qui, però, c’è da specificare è un passaggio importante. La preghiera di lode si può fare in diverse maniere: si possono usare i salmi o altre espressioni della Bibbia, o anche preghiere già codificate dalla Chiesa… Ma una delle forme più “efficaci” è quella spontanea. E a questo riguardo spicca su tutti il “canto in lingue”.

Molto praticato dai gruppi del Rinnovamento nello Spirito, il canto in lingue esprime una forma di preghiera spontanea per monosillabi. Mi spiego. Cantare in lingue non significa parlare lingue sconosciute: sotto l’azione dello Spirito ci si lascia andare ad una preghiera di lode che non si articola con parole e frasi di senso compiuto, ma, al contrario, con “gemiti” ed espressioni apparentemente senza senso che richiamano in un certo senso quelli che sono i monosillabi pronunciati da una mamma quando si stringe al seno il figlio.

Sant’Agostino chiamava questo tipo di preghiera: preghiera in jubilo.

“Chi è nella gioia non dica parole; la sua gioia si fa capire senza che egli vi aggiunga parole: è il canto di un’anima che la gioia inonda e che può esternare dei sentimenti senza arrivare a formare delle frasi. L’uomo che è nella gioia, cominciando dalle parole che non possono né dirsi né comprendersi, giunge a una specie di grido in cui la felicità scaturisce senza parole” (Sant’Agostino, Commento al Salmo 90).

Concludo riportando la testimonianza di due tra i più noti esorcisti italiani riguardo a questo argomento.

“In sostanza si tratta di preghiere di adorazione a Dio, parole senza un significato compiuto. La prima volta che mi è accaduto di sentire queste preghiere mi dissi: ma qui sono una gabbia di matti! Poi ci ho preso gusto… Personalmente non ho il dono della preghiera in lingue, ma la ascolto volentieri. E poi funzionano!” (Padre Amorth intervistato da Marco Tosatti, Memorie di un esorcista, Ed. Piemme, Milano 2010, pag.186).

E ancora, l’esorcista siciliano padre Matteo La Grua.

«La preghiera in lingue è una preghiera nello Spirito. L’esperienza ci insegna che i demoni sono molto sensibili alla preghiera in lingue. Nel corso di una liberazione, quando già parecchi demoni erano usciti ma altri resistevano tenacemente, domandammo per telefono alla comunità riunita in preghiera a parecchi chilometri di distanza di venirci in aiuto. Ci aiutarono pregando in lingue: “Chi sono questi che cantano lontano, che sono queste lingue che io sento?” disse lo spirito che teneva legata la ragazza, e, dopo averla rotolata a terra per parecchi metri, fuggì ruggendo».

(Matteo La Grua, La preghiera di Liberazione, Ed. Herbita, Palermo 1985, pag. 89).

Voi siete una lettera di Cristo.


Voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.

Anche noi infatti siamo una lettera che Gesù stesso scrive attraverso gli insegnamenti sacri del Nuovo Testamento che non da uomo, ma dallo stesso “Spirito del Dio vivente” prende forma e significato. Dove? “Non su tavole di pietra” ma su quelle dei nostri cuori. Questa è la fiducia che, per mezzo di Gesù, Paolo ha davanti a Dio. E questa è pure la nostra. Sì, perché ? come dice l’apostolo ? “la nostra capacità viene da Dio”. Noi possiamo fare della nostra vita un lieto proclamare l’Amore che Dio ha per ogni uomo per ogni donna di tutta la terra. Diventiamo una lettera di Cristo, un suo messaggio. Non tanto per quello che diciamo quanto piuttosto per quello che testimoniamo. Soprattutto la pace, la gioia, una coraggiosa e serena voglia di essere e di dirci cristiani con quelle scelte che come tali ci distinguono: rispettosi di tutti ma assolutamente non omologati alla banalità, al vuoto, all’agnosticismo pratico imperante.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, invoco lo Spirito Santo perché faccia veramente del mio cuore una tavola vivente in cui Gesù scrive, giorno dietro giorno, la Parola di vita, perché in pensieri parole scelte e azioni, io sia sale, lievito e luce di vangelo in mezzo alla stoltezza di un nuovo paganesimo.
Che io proclami il tuo vangelo, sia una tua lettera scritta dallo Spirito Santo ai miei contemporanei.

La voce di un teologo e mistico del nostro tempo

I libri, i documenti, i ragionamenti non ci potranno mai convincere e convertire. Ciò di cui c’è bisogno è la luce di una vita, l’irradiamento di un volto, il battito di un cuore: è il dono di tutta una vita.

Maurice Zundel



BRANI SULLO SPIRITO SANTO DI EDITH STEIN

La raccolta di questi testi e preghiere di Edith Stein sullo Spirito Santo riflette come in tutta la vita e soprattutto negli ultimi anni della carmelitana era presente la viva realtà di un’esperienza spiritua­le, basata sui passi della Sacra Scrittura e approfon­dita con l’aiuto della dottrina mistica di San Giovanni della Croce. Anche prima non è mancata in lei la riflessione teologica sull’opera dello Spirito Santo nell’anima umana, e se ne fanno eco alcune pagine da lei scritte prima della sua entrata al Carmelo. Ma per arrivare a una forte, intima devo­zione allo Spirito Santo, per sentirlo “vibrare” nell’a­nima, per “aprirsi” alle sue illuminazioni e ispirazio­ni e per camminare alla sua dolce guida verso la più stretta unione d’amore con Dio, ci voleva il suo incontro con la spiritualità e la mistica carmelitana. I più profondi testi steiniani sullo Spirito Santo por­tano perciò il sigillo dell’esperienza spirituale di un profondo abbraccio d’amore dello Spirito Santo che con la sua “dolce e deliziosa acqua” ha trasformato la sua anima in una “fiamma viva d’amore”.

LO SPIRITO SANTIFICATORE

Un anno prima di entrare al Carmelo Edith Stein, trovandosi come docente all’Istituto di peda­gogia scientifica di Muinster, aveva programmato un corso di antropologia filosofica e teologica. Costretta a ritirarsi a motivo della sua origine ebraica, aveva tuttavia già preparato il materiale. In alcune pagine esprime il suo pensiero sullo Spirito Santo:

LA CRESIMA

“La vita cristiana è una continua lotta. Il mezzo che ci fortifica per sostenere una tale lotta, è il sacramento della cresima, nel quale ci viene dona­to lo Spirito Santo, così come fu donato agli aposto­li nel giorno della Pentecoste, affinché il cristiano confessi coraggiosamente il nome di Cristo”.

LA GRAZIA SANTIFICANTE

“Il Concilio tridentino insegna che la nostra giustificazione è opera del “Dio Misericordioso” che ci rende “santi” (1 Corinti 6,11) con “il suggello dello Spirito Santo” che era stato promesso (e che è) caparra della nostra eredità” (Efesini 1,13-14)… Questo dono di Dio – lo Spirito Santo – che a ciascuno di noi viene donato, nella misura in cui Dio lo ha pre­destinato e conforme alla nostra preparazione a riceverlo e collaborazione, cioè la grazia santificante o la giustizia, altro non è che l’amore di Dio” river­sato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Romani 5,5), assieme con la speranza e la fede. Questo dono ci unisce con Cristo come membri vivi del suo corpo. (…) Prima della grazia santificante… possiamo spe­rimentare l’infusione dello Spirito Santo che ha per effetto di svegliare in noi il desiderio di purificazione, ‘con cui da parte di Dio viene preparata la volontà’ (Proverbi 8, 35). Così ha inizio in noi anche la fede,… cioè lo Spirito Santo viene riversato in noi come dono della grazia per cambiare la nostra volontà, condu­cendola dall’incredulità alla fede, dall’ateismo alla pietà. È la grazia preveniente di Dio che chiama il peccatore… a consentire liberamente alla grazia, a collaborare con essa e ad essere pronto all’illumina­zione dello Spirito Santo e ad accettare la fede”.
“Appartiene alla vera grazia di Cristo che il cuore dell’uomo venga toccato mediante l’illumina­zione dello Spirito Santo… Da questa illuminazione o dal soffio dello Spirito Santo dipende il consenso della fede. Poiché senza una tale illuminazione non è possibile accettare la predicazione evangelica, come è necessario per arrivare alla salvezza. Perciò la fede è un dono di Dio”.
“L’accettazione della fede è un atto ragionevole; non è mai un’espressione del sentimento. Tuttavia, la luce naturale non basta. Nessuno potrà accettare la predicazio­ne evangelica, come è necessario per giungere alla salvez­za, senza l’illuminazione e il soffio dello Spirito Santo, perché Egli soltanto può dare la dolcezza del consenso e della fede alla verità” (cit. Tridentino, D 1791).

IL DONO DELLO SPIRITO

Edith Stein esprime, dunque, con chiarezza che la vita della grazia e tutta la vita del cristiano ci vengono comunicate da Dio per mezzo dello Spirito Santo, e con ciò inizia la nuova vita del cristiano redento da Cristo nostro Salvatore: “Con la morte in croce Cristo ci ha guadagnato la nostra rinascita: “ci ha fatto rivivere in Cristo” (Efesini 2,4) rinnovando i nostri cuori nello Spirito, tanto da non somigliare soltanto ai giusti, ma di esserlo in verità: riceviamo in noi la giustizia, ciascuno nella misura che lo Spirito Santo gli dona, come egli vuole (1 corinti 12,11)”.
Questa meravigliosa constatazione che riempie il cuore della Stein di sempre nuove profondità, la fa implorare alcuni anni più tardi lo Spirito Santo di “mostrarsi a lei in forma visibile”, così come risplende nella bellezza di Maria, che è la sua vera sposa, “a lui unita indissolubilmente”:

SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

“Tu, dolce Spirito, che crei ogni bene, tu, pace della mia anima, luce e forza, onnipotenza dell’amore eterno, mostrati a me in forma visibile.
Là presso il Giordano il Figlio dell’uomo si mostrò, chinò il suo divino capo in profonda umiltà; allora venisti tu, sovrabbondanza di ogni purezza, sotto l’aspetto luminoso di una leggera colomba. I discepoli ti udirono nello scroscio tempestoso, la casa trema per il possente sibilo; sul loro capo guizzano come lingue di fuoco, il suo fuoco d’amore domina il lor cuore. Tu ti creasti una fedele immagine, purissimo fiore della creazione, divino e mite. In un volto umano, celeste, chiaro, diviene manifesta la pienezza della tua luce.
Dai suoi occhi irraggia brace d’amore, e spira fresco come da acqua chiara.
Il suo sorriso è splendore della santa gioia, si versa come balsamo nel cuore ferito.
Con mano materna ella conduce il suo bambino [dolcemente, e tuttavia forte nella tua forza, dove camminano i suoi piedi verdeggia e fiorisce [la campagna e lo splendore del cielo rischiara la natura.
La luminosa gloria della pienezza di grazia l’ha eletta al trono dall’eternità
e attraverso di lei scorre sulla terra ed ogni dono viene dalle sue mani.
Come sposa è unita a te indissolubilmente O dolce Spirito, io ti ho trovato.
Tu mi riveli la luce della tua divinità che risplende chiara nel volto di Maria”.
Nel medesimo periodo, attraverso lo studio della Fiamma d’amor viva di san Giovanni della Croce – quella fiamma d’amore che brucia nel cuore umano con l’ardente desiderio di “rompere la tela del dolce incontro”- Edith Stein intuisce lo Spirito Santo con la sua presenza nell’uomo, non solo illu­mina la mente e purifica il cuore, ma innalza l’ani­ma all’unione con Dio.
“La Fiamma viva d’amore è lo Spirito Santo, “che l’anima sente ormai dentro di sé… come un fuoco che la arroventa, trasformandola tutta in soave amore”, ma anche “come un fuoco che arde davvero dentro di lei, lanciando delle fiammate. Orbene, ogni­qualvolta quella vampa fiammeggia, irrora l’anima di gloria, rinfrescandola in un bagno tempratore di vita divina”. Lo Spirito Santo provoca in lei un arroven­tamento amoroso, per cui la volontà dell’anima viene a confondersi in un amore solo con la fiamma divina. La trasformazione in amore è un “habitus”, vale a dire uno stato permanente in cui l’anima viene posta; è il fuoco che arde continuamente in lei. 1 suoi atti invece “sono le fiamme che si sprigionano dal fuoco amoroso, e che salgono con tanto maggior impeto quanto più è intenso il fuoco dell’unione”. In questo stato, l’anima è impossibilitata ad agire di sua inizia­tiva. Tutti i suoi atti vengono eccitati e compiuti dallo Spirito Santo, per cui sono del tutto divini. Sicché, ad ogni avvampare di questa fiamma, all’ani­ma sembra di star ricevendo la vita eterna: “perché essa la solleva all’altezza operativa di Dio in Dio”.
Data questa sua trasformazione in fiamma d’a­more, si comunicano a lei il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; ed essa arriva così vicina a Dio da pregustare un piccolo saggio della vita eterna; anzi ha l’impressione che quella sia già la vita eterna”. ‘Quando l’anima dice che lo Spirito Santo la feri­sce nel suo più profondo centro, intende affermare che in lei esistono anche dei punti meno profondi, corrisponden­ti ai vari gradi dell’amore divino; adesso però è la sua sostanza, la sua capacità, la sua forza, che viene toccata e investita. Con questo non vuol dire `che tutto ciò si verifichi così sostanzialmente e con tanta perfezione come nella visione beatifica dell’altra vita’; ma dice così semplicemente `per manifestare la copiosità, la sovrab­bondanza di piacere e di gloria da lei sentite in questa comunicazione dello Spirito Santo. Il piacere è tanto più intenso e tenero, quanto più fortemente e sostanzialmente essa è concentrata e trasformata in Dio”.
Che cosa opera lo Spirito Santo nell’anima tra­sformata in Dio? Qualcosa che secondo la Stein oltrepassa l’esperienza dell’inabitazione della SS. Trinità, nella quale l’intelletto viene “illuminato con la sapienza del Figlio, la volontà con il gaudio dello Spirito”, e il “Padre abbraccia l’anima, assorbendola nell’abisso della sua dolcezza”.
Ma lo Spirito Santo che brucia con amore ardente, fa ancora qualcosa di più sublime. Rende l’anima: “un carbone acceso che non soltanto arde, ma lancia attorno a sé delle lingue di fiamma”. La unione semplice assomiglia al “fuoco di Dio che si ali­menta in Sion”, ossia alla Chiesa militante, in cui il fuoco della carità è sì acceso, ma non fino all’incandescenza; l’unione amorosa fiammeggiante invece, assomiglia “alla fornace di Dio che c’è a Gerusalemme”, ossia a quella visione di pace costi­tuita dalla Chiesa trionfante, ove il fuoco arde dav­vero come in una fornace arroventata dalle vampe del perfetto amore. È vero che l’anima non ha anco­ra raggiunta la perfezione del cielo; tuttavia essa brucia come una fornace, alimentata da una visione riposante, gloriosa e splendente d’amore.
Ora essa tocca con mano “come la fiamma d’a­mor viva, che sì dolce ferisci!” come volesse dire: “O infiammato amore, come mi stai glorificando gene­rosamente con i tuoi slanci amorosi, che colmano la capacità e la forza dell’anima mia! Tu mi dai una conoscenza divina che riempie tutta l’abilità e la capacità del mio intelletto; Tu mi infondi l’amore sino al limite di capienza della mia volontà, sommergendo la sostanza dell’anima mia con il torrente del piacere provocato dal tuo contatto (avvenuto) in rapporto con la purezza interiore e l’apertura della mia animd”().

L’INCONTRO CON LO SPIRITO SANTO

Tutta questa meravigliosa esperienza significa per Edith Stein un incontro con lo Spirito Santo che riempie l’anima d’immensa gioia, di “festeggiamenti amorosi”, “di fiumi d’acqua viva”.
“L’anima designa questo strapotente abbraccio interiore dello Spirito Santo col nome di incontro. Dio l’afferra con una vera irruenza soprannaturale, per ele­varla oltre la carne e condurla alla stretta conclusiva. Ci troviamo di fronte ad autentici incontri; lo Spirito Santo compenetra infatti la sostanza dell’anima, irra­diandola e divinizzandola. “Sicché l’essere divino assor­be l’essere dell’anima al di là di ogni altro essere”.
L’anima è quindi in grado di gustare al vivo Dio; per cui chiama dolce questo incontro, che è real­niente più soave di tutti gli altri contatti ed incontri, perché li sorpassa tutti in grado eminente'”.
La Stein torna ancora sull’azione bruciante dello Spirito Santo mettendo in luce come si realizza questo incontro: “Conosciamo di già lo Spirito Santo come fuoco divoratore (Deuteronomio 4,24), Ossia come “fuoco d’amore, che – carico di energia infinita – può consumare incoercibilmente, trasformando in sé l’a­nima da Lui investita… E allorché questo fuoco ha trasfigurata in sé l’anima, questa non solo sente la scottatura, ma diventa lei pure tutta una scottatura bruciante. Ed è un fatto meraviglioso,… che questo fuoco di Dio così impetuoso e divoratore, capace di consumare mille mondi con maggior facilità di quanto non faccia il fuoco terrestre con un batuffolo di lino, non consuma né distrugge l’anima… ma anzi la divinizza e la colma di delizie…”.
Esso è per lei “una rara fortuna, perché così sa tutto, gusta tutto e fa tutto ciò che vuole; inoltre essa fa ottimi progressi, senza che nessuno possa avere il sopravvento su di lei e nulla arrivi a scalfirla”. A lei si possono ora applicare le parole dell’Apostolo: “l’uomo spirituale giudica tutto, e non è giudicato da nessuno” (icorinti 2,,5) e ancora: “Lo Spirito scruta tutto, anche le profondità di Dio” (1 Corinti 2,10). È infatti una caratteristica dell’amore, il fare l’inventario di tutti i beni dell’Amato” .
Infine, per terminare il grande ed inesprimibile mistero della trasfigurazione dell’anima in Dio, la Stein ribadisce di nuovo: “Questo immenso fuoco è così soave da assomigliare alle acque vive che sazia­no a dismisura la sete dello Spirito. Ne abbiamo una figurazione allusiva in quel prodigio di cui parlano i libri dei Maccabei: il fuoco sacro che un dì era stato nascosto in una cisterna, si era trasformato in acqua; portato sull’altare del sacrificio, si trasformò di nuovo in fuoco. Lo Spirito di Dio è come una dolce e deliziosa acqua, finché resta nascosto nelle vene del­l’anima; ma appena viene alla luce per essere impie­gato nell’offerta sacrificale dell’amor divino, divampa in vivide fiamme. Siccome in questo momento l’ani­ma è infiammata e intenta a concedersi nell’abbando­no amoroso, ecco che giustamente parla più volentie­ri di lampade piuttosto che di acqua.
Resta però sempre un fatto incontestabile: che tutte queste descrizioni non sono che timidi tentati­vi di esprimere ciò che si sta verificando in realtà; “poiché la trasfigurazione dell’anima in Dio è qual­cosa di indicibile”.

LA “MIA” ULTIMA PENTECOSTE

In questo clima mistico, pochi mesi prima della sua deportazione ad Auschwitz, nacque una delle pre­ghiere più belle della Stein: l’intimo sposalizio dell’a­nima con lo Spirito Santo. È la “sua” Pentecoste:
I.
“Chi sei tu, dolce luce, che mi riempie e rischiara l’oscurità del mio cure? Tu mi guidi come una mano materna e mi lasci libero, così non saprei più fare un passo. Tu sei lo spazio che circonda il mio essere e lo racchiude in sé, da te lasciato cadrebbe nell’abisso del nulla, dal quale tu lo elevi all’essere. Tu, più vicino a me di me stessa e più intimo del mio intimo – e tuttavia inafferrabile ed incomprensibile che fai esplodere ogni nome: Spirito Santo – Amore eterno!
II.
Non sei la dolce manna che dal cuore del Figlio fluisce nel mio, cibo degli angeli e dei santi? Egli, che si levò dalla morte alla vita, ha risvegliato anche me ad una vita nuova dal sonno della morte e mi dà una nuova vita di giorno in giorno, e un giorno la sua pienezza mi sommergerà, vita dalla tua vita – tu stesso: Spirito Santo – Vita eterna
III.
Sei tu il raggio che guizza giù dal trono del giudice eterno ed irrompe nella notte dell’anima che mai si è conosciuta? Misericordioso ed inesorabile penetra nelle pieghe nascoste. Si spaventa alla vista di se stessa lascia spazio al santo timore, inizio di ogni sapienza, che viene dall’alto e ci àncora con forza nell’alto: alla tua opera, come ci fa nuovi, Spirito Santo – Raggio Impenetrabile!
IV.
Sei tu la pienezza dello Spirito e della forza con cui l’agnello sciolse il sigillo dell’eterno decreto divino?
Da te sospinti i messaggeri del giudice cavalcano per il mondo e separano con spada tagliente il regno della luce dal regno della notte. Allora il cielo diventa nuovo e nuova la terra e tutto va al suo giusto posto con il tuo alito. Spirito Santo – Forza vittoriosa.
V.
Tu sei l’artefice che costruisce il duomo eterno che s’innalza dalla terra al cielo.
Da te animate s’innalzano le colonne e restano saldamente fisse. Segnate con il nome eterno di Dio si alzano verso la luce sostenendo la cupola, che chiude il santo duomo coronandolo, la tua opera che trasforma il mondo. Spirito Santo – Mano creatrice di Dio.
VI.
Sei tu colui che creò il chiaro specchio, vicinissimo al trono supremo, come un mare di cristallo, in cui la divinità amando si guarda?
Ti chini sulla più bella opera della tua creazione e raggiante ti illumina il tuo proprio splendore, e la pura bellezza di tutti gli esseri, unita nel grazioso aspetto della Vergine, tua immacolata sposa: Spirito Santo – Creatore dell’universo.
VII.
Sei tu il dolce canto dell’amore e del santo timore che eternamente risuona attorno al trono della Trinità e sposa in sé il puro suono di tutti gli esseri? L’armonia che congiunge le membra al capo, in cui ciascuno, felice, trova il segreto senso del suo essere e giubilante irradia, liberamente sciolto nel tuo fluire. Spirito Santo – Giubilo eterno!
a cura di: Suor Giovanna della Croce Monastero Carmelitano di Milano Milano, Pasqua 1998

Preghiera per ricevere lo Spirito Santo

Preghiera per ricevere lo Spirito Santo:
Spirito Santo,
solo tu sei l’Amore infinito di cui ha sete l’anima mia,
solo in Te posso trovare la vera pace
a cui anela il mio spirito,
solo Tu sei il consolatore
per tutte le sofferenze che mi affliggono
Vieni ad abitare in me!
Spirito Santo, solo Tu puoi cambiare il mio cuore,
solo Tu sai ciò che è di impedimento alla tua azione divina,
solo Tu sei la Luce della Verità che cerco,
vieni ad abitare in me!
Spirito Santo,
solo Tu sei il divino Maestro della mia anima,
solo Tu conosci la volontà di Dio per me,
solo Tu mi puoi guidare nella via della vita,
vieni ad abitare in me!
Spirito Santo,
ti desidero ardentemente in me
perché non desidero altro che la tua santa volontà.
Non voglio nulla in me che Ti possa dispiacere,
per questo Ti prego di rimuovere tutti gli ostacoli
che pongo alla tua azione divina.
Vieni ad abitare stabilmente in me,
ed avvertimi subito quando Ti rattristo
con il mio comportamento perché possa dire
con sincero pentimento e vera fede:
vieni Spirito Santo!
O glorioso San Michele Arcangelo,
principe dell’esercito celeste,
difendici nella lotta contro i dominatori
di questo mondo di tenebre
e contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Vieni in aiuto agli uomini
che Dio ha creato a propria immagine
e riscatta a caro prezzo dalla tirannia del demonio.
La Santa chiesa ti venera come suo custode e patrono.
Il Signore ti ha affidato la missione
di accogliere nella felicità del cielo le anime dei redenti.
Prega il Dio della pace
perché schiacci Satana sotto i nostri piedi,
impedendogli di continuare a tenere gli uomini in schiavitù
e di nuocere alla chiesa.
Porta le nostre preghiere al cospetto dell’Altissimo,
perché presto ci venga incontro la sua misericordia.
Incatena il drago, il serpente antico,
colui che è diavolo e Satana:
legalo e gettalo nell’abisso,
così che mai più seduca gli uomini.
Amen.
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Facciamo un momento di silenzio,
cercando di ascoltare ciò che lo Spirito Santo vuole suggerirci..
anche attraverso la sua “Parola”,
teniamo la Bibbia a portata di mano.. 
PREGHIAMO: Venga il tuo Spirito, Signore, e ci trasformi interiormente con i suoi doni: crei in noi un cuore nuovo, affinché possiamo piacere a te e a conformarci alla tua Volontà. Per Cristo nostro signore. Amen.
Spirito Santo, eterno Amore,
Vieni a noi coi tuoi ardori,
Vieni infiamma i nostri cuori.

Gloria, adorazione, benedizione, amore a te,
 ETERNO DIVINO SPIRITO,
che ci hai portato sulla terra il Salvatore delle anime nostre.
E gloria e onore al suo adorabilissimo CUORE,
 che ci ama di infinito amore!
 
Amen!
 

Preghiera allo Spirito Santo di S. Caterina da Siena

« Spirito Santo, vieni nel mio cuore, per la tua potenza tiralo a te, Dio vero. / Concedimi carità e timore. / Custodiscimi o Dio da ogni mal pensiero. / Inflammami e riscaldami del tuo dolcissimo amore, / acciò ogni travaglio mi sembri leggero. / Assistenza chiedo ed aiuto in ogni mio ministero. / Cristo amore, Cristo amore. »