Archivio mensile:giugno 2012

L’amicizia cristiana.

Non si dirà mai abbastanza quanto sia preziosa l’ amicizia cristiana e di quali ascenzioni spirituali possa essere l’origine. 

” Un ‘amicizia è una grande benedizione di Dio”.

” Noi dobbiamo pensare all’amicizia profonda che ci unisce sotto la luce di questa unione con Dio così desiderabile per noi e per i nostri fratelli. Quest’amicizia ci procura dolcezza, riposo dello spirito, ed è una grazia grande, ma può fare anche di più. Mi pare che fra i figli di Dio dovrebbe regnare l’immagine della fraternità la quale dovrebbe essere il pungolo alla nostra voglia di essere migliori “. 

A. Martel

 “Le racconto cose molto interessanti, sorella ed amica mia; non esiste sulla terra un’anima alla quale mi aprirei in questo modo, ma il buon Dio l’ha messa sulla mia strada perchè forse mi vedeva, nonostante tenerezze preziose, molto isolata spiritualmente. Ha voluto darmi la dolcezza, il conforto di un affetto interamente religioso. Che ne sia benedetto! Non sa quanto bene fa all’anima mia. Non abbiamo neppure bisogno di parole perchè questa unione tanto buona sia in noi poichè è del tutto soprannaturale; perciò non tema di rimanere a lungo senza scrivermi. Per nulla al mondo vorrei toglierla ai suoi cari malati, e ,nonostante la gioia che provo nel ricevere le sue lettere, non ho bisogno di esse per sentir l’anima sua unita alla mia. Ci troviamo nel cuore di Gesù e vicino al tabernacolo, sopratutto nel benedetto istante della Comunione. Talvolta, durante il giorno, mi porto in spirito nella sua Cappella e offro al Nostro Signore la mia adorazione e le mie preghiere. E il mio cuore la segue vicino ai suoi malati, invidiando il bene che fa, ma siccome quello che importa è la divina Volontà, mi dico che le mie fastidiose malattie, le privazioni che comportano e le monotonie che rappresentano sono egualmente una forma d’azione e che Dio saprà disporne a vantaggio delle anime e a vantaggio della sua gloria. Che gioia in questo pensiero, non è vero? 

Signora Leseur 

” Non siamo mai separate perchè viviamo ed agiamo per lo stesso adorato Maestro, perchè ci troviamo vicino a Lui al Tabernacolo, sia nelle ore di preghiera e di raccoglimento, ma ciò non impedisce che trovi una gran dolcezza e ancor più, un vero conforto, nel venire talvolta a riposare il mio cuore presso al suo, a rifugiare l’anima mia all’ombra della sua cara anima. E’ così bello sentire che, lontano, un essere caro, una vera sorella spirituale si unisce a noi che la distanza fra lei e noi non esitìste più, dato che in Dio non ci sono distanze e dato che il cuore di Gesù è il punto di incontro di tutti i cuori”. 

 Signora Leseur

Ma per essere cristiana, l’amicizia dovrà essere santificata dalla religione. Gli amici pregheranno gli uni per gli altri.

“che il buon Dio ti custodisca e ti faccia fruttificare come un albero su sponde di acque vive”.

Giacomo Maritain:
da una lettera a Psichari

” Ho non dubitare, fratello dilettissimo del mio ardente affetto, tu, colui al quale debbo di più sulla terra e per cui prego senza posa con tutta l’anima…

” Voglio scriverti da tempo e ieri, festa di San Lorenzo, a te più che mai. Ma è propio inutile scrivere quando ci si sente uniti come lo siamo, innestati sul medesimo tronco, viventi della medesima linfa “.

Psichiari: dalla risposta alla precedente lettera di G. M. 

I veri amici sentono il dovere della correzione fraterna tanto importante per ogni progresso spirituale, e in pratica tanto rara!

“A proposito, da qualsiasi parte mi giri, mi accorgo che sono di una insoportabile vanità, che non ho un briciolo di modestia. Veglia su me, te ne prego; è il dovere di un vero amico: avvertimi te ne scongiuro. Più rimproveri mi farai, più ti considererò amico mio; poichè spero di saper ascoltare almeno la verità”.

“Se vuoi convincermi che accogli favorevolmente la mia amicizia e la mia fiducia, esigo da te che tu sia inesorabile verso tutto ciò che vedrai di reprensibile in me e me ne avverta senza riguardi immediatamente: è la miglior prova di un’ amicizia vera e cristiana, a questa sola condizione riconoscerò la tua”.

Montalembert a Cornunet

“Ti sono grato mille volte quando acconsenti a rilevare i miei difetti, poichè la mia bisaccia è talmente sulla schiena che mi riesce impossibile conoscerne il contenuto ( benchè spesso avverta la presenza del carico). Mentre sei in viaggio, rifletti a quello che sarebbe più conveniente, tanto per gli affari quanto per i ragazzi e scrivimelo “… ” E probabile anzi certo –  che accetterei volentieri di essere criticato per A. B.C., tre difetti che non possiedo, mentre mi renderebbe furioso un accenno a D. il difetto che salta agli occhi di tutti! Ebben parlami di quest’ultimo e mi renderai un grande servizio. Dopo un mese riattacca, poichè, se intendiamo veramente sradicare un difetto, occorre che il nostro amico abbia la carità di avvertircene molto spesso. Tanto più insito in quanto sei il solo che mi renda il più prezioso di tutti i servizi”. 

Harmel al fratello


La vera amicizia cristiana ha il suo fondamento in Dio e non è eslusiva ne statica.

” Si, ci amiamo , ma non ci amiamo per averne un aumento di piacere personale, ci amiamo per Dio, che ci ordina di rimanere strettamente uniti. E ci amiamo anche per tutti. Vorremo che il nostro amore servisse di esempio. Ci auguriamo che le nostre file s’ ingrossino molto a dismisura, e non per formare una conventicola di esclusivisti. In tal caso, se trovate che quanto facciamo è bello, venite con noi: e imparate da noi dal nostro grande fratello Gesù come si possa dare la propia vita per gli amici”.


Tratto da : La vita spirituale nel pensiero dei laiciGarnier, A. (1954).Roma: Edizioni Paoline.
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L’ATTO D’AMORE

L’ATTO D’AMORE

(dagli scritti di San Giovanni della Croce)

Un atto di amore perfetto di Dio compie immediatamente il mistero dell’unione della’anima a Dio. Quest’anima, fosse pure colpevole delle massime e più numerose colpe, con quest’atto conquista immediatamente la grazia di Dio con la condizione della successiva confessione sacramentale.
L’atto di amor di Dio è l’azione più semplice, più facile, più breve che si possa fare.
Basta dire con semplicità: “Mio Dio, io ti amo”.

L’atto d’amore: “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime”
(Da “Il Cuore di Gesù al mondo” di P.Lorenzo Sales. Editrice Vaticana  1999)

Promesse di Gesù per ogni atto d’amore:

“Ogni tuo atto d’Amore rimane in eterno…
Ogni” “GESU’ TI AMO ” attira ME nel tuo cuore…
Ogni tuo atto d’Amore ripara per mille bestemmie…
Ogni tuo atto d’Amore e’ un’anima che si salva perche’ ho sete del tuo Amore e per
un tuo atto d’Amore creerei il Paradiso..
L’atto di Amore ti va a valorizzare al massimo ogni istante di questa vita terrena, facendoti osservare il Primo e Massimo Comandamento: AMA DIO CON TUTTO IL TUO CUORE, CON TUTTA LA TUA ANIMA, CON TUTTA LA TUA MENTE, CON TUTTE LE TUE FORZE. ” (Parole di Gesu’ a Suor Consolata Betrone).

Messaggio d’amore che il Sacro Cuore di Gesù manda al mondo per salvarlo.


Mentre il mondo è atomizzato e disintegrato dall’odio degli uomini e dei popoli, Gesù vuole rinnovare e salvare dall’amore.Vuole salire in cielo le fiamme d’amore che neutralizzano le fiamme dell’odio e dell’egoismo.A tal fine, ha insegnato a suor M. Consolata Bertrone un atto d’amore molto semplice da essere ripetuta frequentemente, promettendo che ogni atto d’amore salverà l’anima di un peccatore e riparare mille bestemmie.


La formula di questa legge è:“Gesù, Maria, ti amo, salvate anime”

Ci sono i tre amori: Gesù, Maria e le anime che ama il Signore e che non vogliono perdere, dopo che Lui aver versato il suo sangue per loro.Gesù gli disse: “Think of Me e le anime in me, ad amarmi, al fine di salvare le anime (22 agosto 1934) ha aggiunto:.. Il rinnovo della presente legge de essere frequente implacabile: Giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto
“(21 maggio 1936).


“Consolata, dì alle anime che preferisco un atto d’amore ad ogni altro dono che mi possono dare” … “Ho sete d’amore” … (16 dicembre 1935).Questo atto è la via del cielo. Con esso si adempie il comandamento della Legge: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” … e il prossimo tuo come te stesso.

Con questo atto continuo d’amore diamo a Dio l’atto più eccellente: l’amore delle anime. Con questa preghiera possiamo comunicare costantemente con Dio. Ogni ora, ogni minuto, cioè, ogni volta che vogliamo. E possiamo farlo senza sforzo, con facilità. Si tratta di una preghiera perfetta, molto facile per uno studioso o un ignorante. Così facile per un bambino e un anziano, tutto può essere elevato a Dio in questo modo. Anche una persona morente può pronunciare più con il cuore che con le labbra questa preghiera.

Questa preghiera include tutte:

Le anime del Purgatorio, la Chiesa militante, le anime innocenti, i peccatori, i moribondi, i pagani, tutte le anime. Con essa è possibile chiedere la conversione dei peccatori, l’unione delle Chiese, la santificazione dei sacerdoti, le vocazioni al sacerdozio e dello stato religioso. Un atto d’amore mandato a Dio e alla Beata Vergine Maria può decidere la salvezza di un morente, la riparazione per mille bestemmie, e come ha detto Gesù a suor Consolata: 
“Vuoi fare penitenza? Amami!” Ha detto Nostro Signore a Suor Consolata. 


A proposito, ricordate le parole di Gesù Cristo alla Maddalena penitente dette al fariseo Simone: “Le sono rimessi molti peccati, perché ha molto amato”.

 “Gesù, Maria, ti amo, salvate anime”, pronunciate in aumento, ci faranno sorridere durante la giornata ci aiuteranno a meglio adempiere i nostri doveri in campo, ufficio, strada, ecc. Pronunciate con facilità, senza distrazioni e con piacere. 

“Gesù, Maria, ti amo, salvare le anime,” santificano le sudorazioni, ammorbidiscono le sanzioni. Cambiano la tristezza in gioia. Sostengono e confortano nelle lotte della vita. Guidano in tentazioni. Fanno far bene il lavoro. Fan piangere di gioia. Rafforzano e confortano nella malattia. E portano benedizioni sul lavoro e le famiglie.

“Gesù, Maria, ti amo, salvate anime”. Aiutano a calmare la rabbia e la rabbia si trasformano in dolcezza. Rendono bene per male. Con un effetto che conduce a nobili parole vere, grandi opere ed eroico sacrificio, luci che illuminano la vostra comprensione di soprannaturale, incoraggiano bene e ritrattanoil male. È possibile ottenere il pentimento del peccatore,  alimentare la fede e fanno venire voglia di felicità eterna.Dio merita di essere amato perchè è il nostro bene più alto. Questa invocazione è una canzone dolce per Gesù e Maria.

Come è dolce ripeterla spesso! Come è piacevole attizzare il fuoco dell’amore di Dio!E dopo averla ripetuta migliaia di volte durante la tua vita, quanto sarà felice è l’ora di morire, e con quanta gioia salterà  tua l’anima ad abbracciare Gesù e Maria in cielo!

Gesù disse a Suor Consolata:“Ricordati che un atto d’amore decide l’eterna salvezza di un’anima e vale a riparare più di mille bestemmie . In cielo si conosce il suo valore e la fecondità per salvare le anime”.“Non perdere tempo, ogni atto d’amore è un’anima.” Quando hai tempo libero e non hai niente altro da fare, prendi la tua corona del Rosario tra le mani e ciascun grano ripeti: “Gesù, Maria, ti amo, salvate anime” … In quattro o cinque minuti che hai fatto passare tra le dita tutti i grani  hai salvato 55 anime dei peccatori e avrai riparato 55.000 bestemmie.

Agostino dice: “Colui che salva una sola anima, ha la sua salvezza”, e chi ha salvato centinaia di migliaia o addirittura milioni di anime, con un mezzo più semplice e agevole, senza uscire di casa, non le si assegnerà il Cielo?

Nostro Signore ha chiesto suor Consolata di ripetere spesso l’atto d’amore ed essere costante, vale a dire, continuamente, e continuamente molte anime vanno all’inferno perché non c’è nessuno a salvarli … Tutto ciò che possiamo fare  è ripetere questo atto d’amore: “Gesù, Maria, vi amo, salvate
le anime” molte anime che andrebbero all’inferno le iniziamo a renderle felici per sempre in cielo. Le anime salvate con questo atto d’amore, un giorno saranno la nostra corona di gloria in cielo.

Anche ad uno manualmente occupato è possibile ripetere questo atto di amore con la mente e ha lo stesso valoreha detto Nostro Signore a Suor Consolata.

E perché non abbiamo potuto fare lo stesso invece di perdere tempo prezioso in discussioni inutili?
Ripetendo spesso questo atto d’amore, si accumulano preziosi tesori per il Cielo.Sono tanti coloro che sono stati salvati sono in cielo per aver amato Dio. I gradi di gloria in cielo sono misurati con l’intensità dell’amore che le anime hanno praticato nella vita.Solo allora ci renderemo conto del valore di un atto di amore e la sua fecondità nel salvare le anime.

Suor Consolata uno giorno chiese a Gesù: “Gesù mi insegni a pregare?.”
Ed ecco la risposta divina: “Non sai  pregare? C’è qualche più bella preghiera che è più piacevole dell’atto d’amore?”


PREGHIERA AGLI APOSTOLI

PREGHIERA AGLI APOSTOLI

I. O santi Apostoli, che rinunciaste a tutte le cose del mondo per seguire al primo invito
il grande maestro di tutti gli uomini, Cristo Gesù, otteneteci, vi preghiamo, che anche noi viviamo 
con il cuore sempre staccato da tutte le cose terrene e sempre pronti a seguire le divine ispirazioni.
Gloria al Padre…
II. O santi Apostoli, che, istruiti da Gesù Cristo, impiegaste tutta la vita nell’annunciare ai diversi popoli
il Suo Divino Vangelo, otteneteci, vi preghiamo, di essere sempre fedeli osservanti di quella
Religione santissima che voi fondaste con tanti stenti e, a vostra imitazione, aiutateci a
dilatarla, difenderla e glorificarla con le parole, con le opere e con tutte quante le nostre forze.
Gloria al Padre…
III. O santi Apostoli, che dopo aver osservato e incessantemente predicato il Vangelo,
ne confermaste tutte le verità sostenendo intrepidi le più crudeli persecuzioni e i più tormentosi
martìrii in sua difesa, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di essere sempre disposti, come voi,
a preferire piuttosto la morte che tradire in qualsiasi maniera la causa della fede.
Gloria al Padre…
Per altre preghiere cliccare—->QUI

Cenni storici sulla festività di oggi

La festa, o più esattamente la solennità, dei Ss. Pietro e Paolo è una delle più antiche e più solenni dell’anno liturgico.

Essa venne inserita nel santorale ben prima della festa del Natale e vi era già nel secolo IV la costumanza di celebrare in questo giorno tre S. Messe: la prima nella basilica di S. Pietro in Vaticano, la seconda a S. Paolo fuori le Mura e la terza nelle catacombe di S. Sebastiano, dove le reliquie dei due apostoli dovettero essere nascoste per qualche tempo per sottrarle alle profanazioni. C’è un’eco di quest’abitudine nel fatto che oltre alla Messa del giorno è previsto un formulario per la Messa vespertina della vigilia. Dopo la Vergine SS. sono proprio S. Pietro e S. Paolo, insieme a S. Giovanni Battista, i santi ricordati più frequentemente e con maggiore solennità nell’anno liturgico: oltre alla festa del 29 giugno ci sono infatti le ricorrenze del 25 gennaio (conversione di S. Paolo), 22 febbraio (cattedra di S. Pietro) e 18 novembre (dedicazione delle basiliche dei Ss. Pietro e Paolo).

Per lungo tempo si ritenne che il 29 giugno fosse il giorno nel quale, nell’anno 67, S. Pietro sul colle Vaticano e S. Paolo nella località ora denominata Tre Fontane testimoniarono la loro fedeltà a Cristo con l’effusione del sangue.
In realtà, anche se il fatto del martirio è un dato storico inoppugnabile, ed è inoltre storicamente garantito
che esso avvenne a Roma durante la persecuzione neroniana, è incerto non solo il giorno, ma persino l’anno della morte dei due apostoli. Mentre infatti per S. Paolo vi è una certa concordanza di testimonianze antiche per l’anno 67, per S. Pietro vi sono pareri discordi, e gli studiosi sembrano preferire ora il 64, l’anno in cui, come attesta anche lo storico pagano Tacito, “un’ingente moltitudine” di cristiani perì nella persecuzione
seguita all’incendio di Roma.

Sembra poi che la festa del 29 giugno sia stata la “cristianizzazione” di una ricorrenza pagana che esaltava la figura di Romolo e Remo, i due mitici fondatori della Città Eterna. S. Pietro e S. Paolo, infatti, pur non essendo stati i primi a portare la fede a Roma, sono realmente i “fondatori” della Roma cristiana: l’antico inno liturgico“Decora lux aeternitatis” li definiva “Romae parentes”, procreatori di Roma, e uno degli inni del nuovo breviario  parla di Roma che, “fundata tali sanguine”, “celsum verticem devotionis extulit”. 
La parola e il sangue sono il seme con cui i Ss. Pietro e Paolo, uniti a Cristo, hanno generato e generano la Roma cristiana e la Chiesa intera.

Segnalato da :Graziella Raneri

Il silenzio

L’uomo vive nel rumore
Nella civiltà delle parole;
non sa più cosa è il silenzio.

La vita nasce nel silenzio.
L’uomo muore nel silenzio,
Dio s’incontra nel silenzio.

Il silenzio è indispensabile
per la vita dell’uomo;
Esso ti stimola a pensare,
ti serve per non sbagliare,
ti dispone ad ascoltare,
ti aiuta a pregare.


(fonte non specificata)

Se riesci a non parlare…

Se riesci a non parlare
 quando hai bisogno di parlare.
Se riesci a non parlare,
quando desideri far sapere quanto vali,
se riesci a non parlare,
quando ti viene voglia di parlare male degli altri.
Se riesci a non parlare,
quando stai per emettere giudizi e sentenze,.
se riesci a non parlare,
prima d’aver pensato a cosa serve il tuo parlare…
……….allora sai parlare.

                                                                       
Se desideri diventare forte,
impara ad accettare le tue debolezze.
Se desideri stare in buona salute,
impara ad eccettare le malattie.
Se desideri diventare ricco,
impara a vivere da povero.
Se desideri avere tanti amici,
impara a stare solo.
Se desideri essere stimato da tutti,
impara a non aver bisogno di stima.
Per ottenere tutte le cose che desideri
devi prima imparare…
…a fare a meno di esse.

MESSAGGIO DEL 25 GIUGNO 2012


“Cari figli! Con la grande speranza nel cuore anche oggi vi invito alla preghiera. Se pregate figlioli, voi siete con me, cercate la volontà di mio Figlio e la vivete. Siate aperti e vivete la preghiera; in ogni momento sia essa sapore e gioia della vostra anima. Io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


Fonte testo e immagine: www.medjugorje.hr

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