Archivio mensile:dicembre 2014

Messaggi, 25 dicembre 2014

Messaggio, 25 dicembre 2014 

 “Cari figli!  Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi.  Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia.  Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera.  Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Apparizione annuale a Jakov Colo del 25 Dicembre 2014 data: 

25.12.2014. Nell’ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L’apparizione è iniziata alle 14 e 40 ed è durata 8 minuti. Jakov , dopo di che , ha trasmesso il messaggio:

Cari figli, anche oggi in questo giorno di grazia, desidero che il cuore di ciascuno di voi diventi la capanna di Betlemme nella quale è nato il Salvatore del mondo. Io sono vostra Madre che vi ama immensamente e si prende cura di ciascuno di voi. Perciò, figli miei, abbandonatevi alla Madre affinché possa posare davanti a Gesù Bambino il cuore e la vita di ciascuno di voi, perché soltanto così, figli miei, i vostri cuori saranno testimoni della nascita quotidiana di Dio in voi. Permettete a Dio di illuminare le vostre vite con la luce ed i vostri cuori con la gioia affinché il vostro cammino sia illuminato quotidianamente e siate esempio della vera gioia per gli altri che vivono nelle tenebre e non sono aperti verso Dio e verso le Sue grazie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/

Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?

 I doni spirituali sono benedizioni o capacità date tramite Dio ai Suoi figli mediante il potere dello Spirito Santo. I doni dello Spirito sono dati per benedire e dare giovamento a coloro che amano il Signore e cercano di osservare i Suoi comandamenti. 

Domanda: “Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?”

Risposta: Ci sono somiglianze e differenze tra talenti e doni spirituali. Entrambe sono doni da Dio. Entrambe crescono nella loro efficacia quando li utilizziamo. Entrambe sono intesi come strumenti da usare per gli altri e non per scopi egoistici. 1 Corinzi 12:7 afferma che i doni spirituali sono dati per il beneficio di altri e non per noi stessi. Alla luce del fatto che i due grandi comandamenti hanno a che fare con amare Dio ed il prossimo, ne consegue che dobbiamo usare i nostri talenti per questi due scopi. Ci sono tuttavia differenze tra chi riceve doni spirituali e talenti e tra quando vengono ricevuti. Una persona (a prescindere se crede in Dio o in Cristo) riceve dei talenti naturali come risultato di una combinazione genetica (c’è chi ha abilità musicali, artistiche o matematiche naturali) e del suo ambiente (chi cresce in una famiglia musicale sarà incoraggiato a sviluppare un talento musicale), oppure perché Dio ha scelto di dotare certi individui con determinati talenti (per esempio Besaleel in Esodo 31:1-6). I doni spirituali sono dati a tutti i credenti attraverso lo Spirito Santo (Romani 12:3,6) al momento in cui mettono la loro fede in Cristo per il perdono dei propri peccati. In quel momento lo Spirito Santo conferisce la nuovo credente uno o più doni spirituali in base a ciò che Lui desidera per quella persona.

Romani 12:3-8 elenca i seguenti doni spirituali: profezia, ministero, insegnamento, esortazione, dare, presiedere, fare opere di misericordia. 1 Corinzi 12:8-11 elenca i seguenti doni: parola di sapienza (saper comunicare sapienza spirituale), parola di conoscenza (capacità di comunicare verità pratiche), fede (fiducia insolita in Dio), potenza di operare miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue (capacità di parlare una lingua che non è mai studiata), e interpretazione delle lingue. Una terza lista si trova in Efesini 4:10-12 che dice che Dio ha dato alla Chiesa apostoli, profeti, evangelisti e pastori-dottori. C’è anche una domanda su quanti doni spirituali esistono, dato che nessuna di queste liste è identica. E’ possibile che le liste bibliche non siano esaurienti, e che esistano doni spirituali aggiuntivi oltre quelli menzionati dalla Bibbia.

Mentre, nel caso dei talenti, è possibile svilupparli e dirigere i propri hobby o la propria professione in accordo con essi, nel caso dei doni spirituali essi sono dati dallo Spirito Santo per l’edificazione della chiesa di Cristo e tutti i Cristiani devono svolgere un ruolo attivo nel far progredire il vangelo di Cristo. Tutti sono chiamati ed equipaggiati ad essere coinvolti “nell’opera del ministero” (Efesini 4:12). Tutti hanno doni tali da poter contribuire alla causa di Cristo come segno di gratitudine per tutto ciò che Egli ha fatto per loro. Nel farlo, trovano anche una realizzazione nella vita attraverso il loro impegno per Cristo. Le guide della chiesa devono aiutare ad edificare i santi in modo che essi possano essere meglio equipaggiati per il ministero al quale Dio li ha chiamati. Il risultato voluto da Dio dei doni spirituali è che la chiesa nel suo insieme cresce ed è fortificata da ciò che ogni membro del corpo di Cristo contribuisce.

Per riassumere, ecco le differenze tra i doni spirituali e i talenti: 1) Un talento è il risultato di genetica e/o di addestramento, mentre i doni spirituali risultano dal potere dello Spirito Santo. 2) Chiunque potenzialmente può avere un talento, che sia Cristiano o non, mentre i doni spirituali sono solo per i Cristiani. 3) Sia talenti e doni spirituali vanno usati per la gloria di Dio e per il servizio del prossimo, ma i doni spirituali sono esclusivamente dedicati a questo scopo, mentre i talenti possono essere anche usati per scopi non-spirituali.

 http://www.gotquestions.org/Italiano/chi-siamo.html

AMARE VUOL DIRE..

Tutto si gioca sull’amore. Nella comunità cristiana si possono fare tante belle discussioni e mettere in atto tanti bei programmi, ma alla fine saremo giudicati da quanto abbiamo veramente amato.
L’amore non è un concetto astratto, ha ben poco a che fare con il sentimentalismo e non è qualcosa di soggettivo. Nella Bibbia l’amore è definito in modo oggettivo e trova nella Persona ed opera di Gesù Cristo la massima esemplificazione. L’unità della comunità di Corinto sarà preservata non solo dalla retta dottrina, dalla retta amministrazione delle ordinanze di Cristo, dall’esercizio della disciplina e dalla mediazione fra le diverse correnti di pensiero al suo interno, ma soprattutto dall’imitazione dell’amore di Cristo. Che cosa vuol dire amare? Paolo ne da numerosi esempi e ciascuno di essi potrebbe essere ulteriormente amplificato.
Amare vuol dire avere pazienza con gli altri, sopportarli pazientemente.
Amare vuol dire essere disposti ad atti di generosa benevolenza, essere sempre autenticamente gentili, affabili e cortesi, pronti ad aiutare anche “se costa” o sembra che l’altro “non se lo meriti”.
Amare vuol dire non essere invidiosi e gelosi. Non importa se l’altro sembra avere più successo di noi o maggiori beni e vantaggi. Ci si accontenta di quel che si ha e lo si valorizza.
Amare vuol dire essere umili, non pretendere riconoscimenti o vantare quel che si è o si possiede mettendosi a confronto. Essere o avere di più di altri comporta maggior impegno e responsabilità, come pure disponibilità alla condivisione ed al servizio.
Amare vuol dire essere sempre corretti nel modo in cui parliamo ed agiamo, corretti secondo lo standard morale della sapienza divina. Agire in modo sconveniente rispetto alla vocazione che abbiamo ricevuto vuol dire parlare o agire in modo incompatibile con il carattere di Cristo che, come cristiani, dobbiamo sempre riflettere. 
Amare vuol dire non cercare il proprio esclusivo interesse, anzi, “dimenticare” noi stessi. Significa servire prima gli altri, ingegnarsi a far loro del bene.
Amare vuol dire essere “lenti all’ira”, non dare soddisfazione a chi ci provoca, “gettare acqua sul fuoco”delle contese. 
Amare vuol dire “non pensare sempre al male”, “concedere il beneficio del dubbio”, non sospettare sempre negli altri cattive intenzioni, essere più pronti a giustificare che ad accusare e condannare.
Amare vuol dire non avere senso di vendetta e di rivalsa verso gli altri, quand’anche cifacessero del male; non rallegrarsi nel vederli cadere ed essere condannati; mettere sempre in evidenza negli altri ciò che è positivo rispetto a quel che è negativo. 
Amare vuol dire rallegrarsi ogni qual volta la verità è affermata e prevale; quando gli altri sono scagionati dalle accuse loro rivolte. 
Amare vuol dire sapere quando è meglio sopportare e soffrire in silenzio anche i torti che si ricevono. 
Amare vuol dire pensare sempre bene degli altri e presumerli veraci e in buona fede. 
Amare vuol dire continuare a sperare quando gli altri hanno perduto ogni speranza. Il mondo spesso considera tutto questo “stupidità” e “debolezza” ma alla fine si rivela forza, la forza di amare.
Preghiera.Signore, insegnami ad amare come Cristo ha amato ed ha insegnato ai Suoi primi discepoli. Aiutami a vedere come sarà questo amore a sempre trionfare alla fine. Amen.
 

Preghiera del chitarrista

Signore Dio,
aiutami a mettere la chitarra al servizio dei fratelli.

Fa’ in modo che lo strumento che tengo tra le mani ti renda lode.

Fa’ che io non suoni tanto per me e per far vedere la mia bravura quanto per far pregare gli altri.

Fa’ che, come Davide quando suonava per Saul, il suono del mio strumento aiuti le persone che mi sono vicino a stare meglio.

Aiutami ad accettare i consigli di chi ha più esperienza.

Manda il tuo Spirito per farmi capire qual’ è il canto più adatto da fare in ogni circostanza.

Aiutami a rendere belle le celebrazioni e a ricordare sempre che queste sono fatte per dare gloria a te e non a me.

Aiutami a ricordare che suonare è un talento che mi hai dato tu e come ci insegna la parabola del servo fedele
i talenti devono essere messi a frutto e non nascosti.

Te lo chiedo per Cristo nostro Signore. Amen

(Antonio Piacentini)

MESSAGGIO DEL 2 DICEMBRE 2014

Cari Figli,
ricordatevi che l’Amore trionferà. So che molti di voi hanno perso la speranza, perchè intorno
a se stessi vedono la sofferenza, il dolore, la gelosia, l’invidia.
Ma Io sono vostra Madre. Sono nel Regno ma sono anche qui in mezzo a voi.
Mio Figlio mi manda nuovamente per aiutarvi, perciò non perdete la speranza ma seguitemi
perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio.
Mio Figlio ha amato e pensa a voi come ha pensato sempre.
Credetegli e vivitelo perché Lui è la Vita del mondo.
Figli miei vivere mio Figlio significa vivere il Vangelo e ciò non è facile.
Ciò significa amore, perdono e  sacrificio. Ciò purifica, vi apre la porta verso il Regno.
La preghiera sincera non è solo la parola, ma la preghiera che pronuncia il cuore. Questa vi aiuterà.
Anche il digiuno perché ciò è ancora più amore, perdono e sacrificio. Perciò non perdete la speranza ma seguitemi.
Vi invito nuovamente ad amare i vostri pastori, di pregare per i vostri pastori
affinchè guardino sempre mio Figlio che é stato il primo Pastore del mondo e la sua famiglia è stata tutto il mondo.
 Vi ringrazio