Archivio mensile:settembre 2012

“IL MINISTERO DEGLI ANGELI NELLA BIBBIA”

 

Padre Matteo La Grua

 

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Il mondo angelico ci circonda, gli angeli, infatti, sono in cielo e intorno a noi, Dio li ha messi a governo del mondo e accanto a noi. Non è facile parlare degli angeli. Questo argomento riguarda la nostra fede ma anche la scienza e la conoscenza.

Negli ultimi due secoli si è parlato poco degli angeli; la loro presenza, figura e missione, è stata messa da parte. Di recente vi è stata però un’ inversione di tendenza. Teatro, musica, cinema si sono dimostrati attenti a questo argomento, ma mancando di una retta base filosofica e religiosa, ne hanno diffuso un’ immagine falsa, monca inadeguata e profana. Vi sono in giro libri e figure di angeli, in gran parte l’ editoria è in mano a messaggeri di satana che presentano questi esseri in una falsa luce. Per parlare bene degli angeli bisogna interrogare la rivelazione divina.

Il film “ Angeli a Berlino” a suscitato un certo interesse, in esso l’angelo è presentato in una luce bello di purezza e amore. Altri film invece, ne adulterano la figura. Molte pitture raffigurano angeli decaduti.

Il mondo degli angeli è più vicino a noi di quanto noi pensiamo.

Siamo chiamati a diventare come gli angeli cioè a realizzare un processo di angelicazione.

Troviamo notizie sul ministero angelico sia nel V.T. che nel N.T.

L’azione degli angeli non si è conclusa in Gesù ma continua. S. Paolo nella lettera ai Colossesi (1,15 – 16) afferma che Troni, Dominazioni, Principati e Potestà sono stati creati per mezzo di Cristo e in vista di Lui.

Gli angeli sono messaggeri  di comandi di Dio.

Ciascuno ha un angelo che lo rassomiglia, esso è partito dal cielo e tornerà con noi nella dimora eterna.

Dobbiamo interessarci agli angeli perché, come ho già detto, la nostra vita deve essere angelicata.

In cielo non ci saranno marito e moglie ma saremo come angeli: ameremo il Signore vivendo come angeli.

Gli angeli che sono tra noi hanno lo sguardo rivolto a Dio.; attingono da Cristo la  Verità, ce la riflettono e ci aiutano a camminare.

Il concilio Lateranense IV, ha precisato che il mondo invisibile, è stato creato da Dio prima della creazione visibile  degli esseri corporei. Dio creo il mondo invisibile, quello visibile e infine l’uomo che assume in sé il mondo materiale e quello spirituale, la natura corporea e quella spirituale.

Gli angeli, dotati di intelligenza, volontà e libertà, furono sottoposti ad una prova: dovettero scegliere di aderire totalmente a Dio.

Come esseri liberi loro potevano allontanarsi da Dio (cfr. Lc 10: 18, Ap 12, 7-9). La caduta di alcuni di loro non fu provocata dall’ignoranza ma da un cedimento dell’amore. Lucifero s’ innamorò di se stesso, volle prendere il posto di Dio e in ciò fu seguito da una schiera di angeli. Gli angeli rimasti fedeli, guidati dall’arcangelo  Michele, continuarono a guardare Dio e furono stabilizzati nel bene. Gli infedeli vennero precipitati.

Dio pone gli angeli come guida ma il principe di questo mondo è satana.

Egli anche se è decaduto, rimane un angelo con la sua grandezza e potenza, tutto però è pervertito: la potenza è forza malefica.

Satana per colmare il vuoto della caduta, cerca di conquistare il mondo. Egli è invidioso dell’uomo perchè nella natura umana il Cristo s’ incarnerà. Odia l’uomo e si accanisce contro di lui. Sulla terra c’è una lotta continua tra angeli decaduti e angeli buoni, viviamo, perciò sotto l’influsso angelico e quello demoniaco. Gli angeli ci guidano nel nostro cammino fino all’ultimo giorno finché porteremo la nostra anima in cielo o all’inferno.

Essi prendono forza da Dio e ce la comunicano. 

 

( Brano tratto da: L’accompagnamento spirituale – rilettura di Tobia di Padre Matteo La Grua)

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Gli angeli e la chiesa

Gli Angeli e la Chiesa Gli Angeli circondano la Chiesa, essi difendono la Chiesa, preparano la Chiesa al grande giorno delle sue nozze eterne; quel giorno, essi faranno da corteo alla Chiesa, immortale Sposa dell’Agnello. 
La missione degli Angeli è di ordine naturale. Anteriormente al battesimo, il bambino che viene al mondo è provvisto di un angelo custode. “Grande è la dignità delle anime, dice San Girolamo, per aver ognuna, fin dalla sua nascita, un Angelo delegato alla sua custodia”.

Ma, se l’ufficio degli Angeli di fronte alle anime umane, preso in se stesso, è di ordine naturale, essi esercitano  un fine soprannaturale. E’ per questo che San Paolo li chiama “degli spiriti incaricati da Dio d’un ministero a favore di quelli che hanno parte all’eredità della salvezza” (Eb.1,14). Questa frase paolina pone la missione degli Angeli nella sua vera luce.  Essi sono incaricati di proteggere le creature umane, ignoranti, deboli, od almeno …

… indigenti sotto qualche aspetto. Ma, pur essendo tutte prese dalla cura dei loro protetti, anche sotto un rapporto puramente naturale, essi lavorano infaticabilmente ad orientare, a guidare il loro itinerario esistenziale terreno verso “l’eredità della salvezza”. Così, preposto alla custodia di un acattolico, l’Angelo si sforzerà di aprirgli, di appianargli le vie che lo porteranno alla fede ed al battesimo cristiano.
In unione con gli uomini apostolici, gli Angeli lavorano all’edificazione della Chiesa. Dopo aver preparato gli incontri degli Apostoli con gli infedeli od i peccatori, essi assecondano le loro parole con delle segrete ispirazioni. Noi abbiamo visto all’opera, negli Atti degli Apostoli, questi agenti celesti, questi intermediari invisibili. Quello che hanno fatto allora, essi lo continuano incessantemente. Non vi sono, nell’opera della salvezza delle anime, mille coincidenze che resterebbero inesplicabili, se non vi si vedesse l’azione di questi spiriti tutelari, che si chiamano gli Angeli buoni? Così, primo ufficio degli spiriti angelici: essi concorrono a raggruppare queste pietre vive con cui la Chiesa si edifica. Un secondo ufficio è di far salire verso Dio le preghiere della Chiesa; un terzo è di vigilare su di Lei e di proteggerla dai suoi nemici.
L’Apocalisse, che è la storia profetica della Chiesa, ci traccia un quadro molto espressivo di questi diversi ministeri degli angeli buoni. “Io vidi, ci dice San Giovanni, sette Angeli che stavano davanti al trono di Dio, e ad ognuno di essi fu data una tromba.
Ed un altro Angelo sopraggiunse, e si tenne davanti all’altare, avendo in mano un incensiere d’oro; e gli fu dato dell’incenso in abbondanza, affinché egli facesse salire il profumo delle preghiere dei Santi sull’altare d’oro che è davanti al trono di Dio. Ed il fumo dell’incenso, formato dalle preghiere dei Santi, salì dalla mano dell’Angelo davanti a Dio. E l’Angelo prese l’incensiere, e lo riempie del fuoco dell’altare, e lo sparse sulla terra, e ci furono tuoni,  clamori,  folgori ed un grande terremoto.  Ed i sette Angeli che avevano le trombe si disposero a suonarne, ecc.” (Ap.18, 2 e 7).
Ad ogni suono delle trombe angeliche, si produce uno sconvolgimento sulla terra. Più avanti, appaiono diversi Angeli: quello che evangelizza i popoli con una voce che rassomiglia al ruggito del leone, quello che ha una falce appuntita, quello che ha potenza sul fuoco. Infine intervengono sette spiriti celesti che vuotano di volta in volta sulla terra e le acque le sette coppe della collera di Dio (Ap.16 ).
L’ufficio dei Santi Angeli, per assistere e difendere la Chiesa durante il suo pellegrinaggio terreno, è ben chiaramente ed energicamente descritto in queste pagine, di cui non vorremmo attenuare a sproposito l’aspetto formidabile, ma da cui possiamo anche rilevare il lato consolante.
L’assegnazione delle sette trombe ai sette Angeli indica ch’essi sono incaricati di segnare, di aprire e di sviluppare, per così dire, i grandi periodi dell’umanità.
Ma ecco un angelo che è chiamato ad esercitare un ministero sacerdotale, analogo a quello che compie il levita sotto l’antica Legge: gli prende dell’incenso, che rappresenta la preghiera dei Santi;  lo fa bruciare e lo fa salire in fumo di piacevole odore davanti al trono di Dio.
Questo passo ci rivela una verità importantissima: i Santi Angeli hanno la missione di presentare a Dio le nostre preghiere. “Il Figlio dell’uomo salva, dice Sant’Ilario, gli Angeli vedono Dio, e gli Angeli dei bambini presiedono alle preghiere dei fedeli. Che vi sia presenza degli Angeli, è un  dogma fuori discussione. Gli Angeli, ogni giorno, offrono a Dio, per Cristo, le preghiere dei fedeli. Vi è dunque un grande pericolo nel disprezzare uno di questi piccoli, i cui desideri e le suppliche sono presentate al Dio eterno ed invisibile dal ministero veloce e magnifico degli Angeli”.
Gli Angeli non smettono  di esercitare utilmente il loro ufficio, introducendo le nostre preghiere alla presenza del Dio invisibile ed eterno.
Come sarebbero più ferventi le nostre preghiere, se noi le facessimo in presenza degli Angeli (Salmo 137,1), per non far che un assieme con le preghiere degli angeli, per essere poste, dalla mano degli Angeli, nell’incensiere d’oro e salire così come un fumo d’incenso davanti al trono di Dio!
Ma ecco un’altra visione dell’Apocalisse. L’Angelo prende l’incensiere, lo riempie del fuoco dell’altare, lo versa sulla terra; e ne consegue un grande movimento, rumori di voci, tuoni e terremoti.
Qui, l’Angelo esercita un ministero di giustizia, ma sempre in favore degli eletti di Dio. Le loro preghiere hanno provocato un intervento divino.
Nel giorno delle rogazioni, la Chiesa chiedeva a Dio, attraverso la voce dei suoi figli, ch’egli “si degni di umiliare i suoi nemici”. Queste suppliche ripetute divengono dei carboni di fuoco, che l’Angelo, ad un dato momento, prende nel suo incensiere; ed egli li versa sulla terra e ne risultano delle commozioni salutari, un felice sconvolgimento dell’impero del male.
Don Marcello Stanzione (Ri-Fondatore della M.S.M.A.)

 

SAN MICHELE ARCANGELO

Non attribuire carattere assoluto a nulla di umano.
Michele è il più grande degli angeli. Il suo nome significa chi è al pari di Dio? Dobbiamo farci questa domanda. Ė un bisogno profondo dell’uomo quello di essere come Dio. L’uomo vorrebbe non dipendere da Dio, vorrebbe essere assoluto, vorrebbe potersi determinare autonomamente. Ma quanto più l’uomo prova a essere come Dio, tanto più fallisce nel suo essere uomo. Adora se stesso al posto di Dio, trasforma se stesso in idolo e in criterio ultimo. Quest’atteggiamento è la causa di molte sofferenze nel mondo. Molti pensano che questo pericolo riguarderebbe tutt’al più le persone più potenti, i sovrani. Ma noi tutti corriamo il pericolo di voler essere pari a Dio. C’è chi ha la tentazione di voler essere perfetto. Vorrebbe essere senza errori e pensa che sia questa la volontà di Dio. In realtà è la sua ambizione a spingerlo a questo. Un altro vuole porre i suoi criteri come assoluti, non vuole essere messo in discussione da nessuno. Vorrebbe fare e non fare quello che vuole, senza accettare indicazioni di sorta. […] Un pericolo è che noi stessi vogliamo essere come Dio. L’altro pericolo sta nel fatto che adoriamo idoli al posto di Dio. Nella nostra epoca questi idoli sono soprattutto il potere, il denaro, la sessualità. Questi tre ambiti hanno in sé la caratteristica di porsi in modo assoluto e di determinare in modo totale il pensiero e l’aspirazione dell’uomo. Michele ci lancia contro la frase che non ci lascia in pace: Chi è al pari di Dio?. Solamente se adoriamo Dio, saremo veramente persone, diventeremo capaci di vivere umanamente tra di noi. Non siamo mai esenti dal pericolo di assolutizzare qualcosa che non ha valore assoluto. Poniti sempre questa domanda: Chi è al pari di Dio?. Scoprirai allora dove corri il pericolo di assolutizzare ciò che è umano, di mettere te stesso sullo stesso piano dello splendore divino, del potere divino, di voler essere pari a Dio. Ė necessario che ti accetti nella tua limitatezza umana. Solamente se conservi i tuoi limiti umani, riesci ad accogliere Dio in te e a essere trasparente per la sua realtà.
Grün A., Scoprire i Santi per la nostra vita, Brescia, 2004, pp. 183-186.



Gli angeli




Chi sono gli angeli?  “Gli angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi, contemplando incessantemente Dio a faccia a faccia, Lo glorificano, Lo servono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza per tutti gli uomini” (Compendio del CCC, 60).

“In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Per il fatto che «vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18, 10), essi sono «potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola» (Sal 103, 20).

In quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria” (CCC, 329-330).

Sant’Agostino dice a loro riguardo: La parola “angelo” designa l’ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo»


Che cosa fanno gli angeli nell’Antico Testamento?  L’Antico testamento descrive vari interventi degli angeli nella vita del Popolo d’Israele:  Ad esempio: 

·        la lotta con l’angelo di Giacobbe (Gn 32, 25-29); 
·        la scala percorsa dagli angeli, sognata da Giacobbe (Gn 28, 12);
·        i tre angeli ospiti di Abramo (Gn 18); 
·        l’intervento dell’angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare Isacco;
·        l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto.

E il Nuovo Testamento come parla degli angeli? Anche il Nuovo Testamento parla frequentemente degli angeli. Si veda ad esempio:

·        l’annuncio, da parte degli angeli, ai pastori della nascita di Cristo;
·        l’angelo che compare in sogno a Giuseppe, suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino; 
·        gli angeli che adorano e servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto; 
·        l’angelo che annunciò alla Maddalena e alle altre donne, la Risurrezione di Cristo; 
·        la liberazione di S. Pietro, dal carcere e dalle catene a Roma; 
·        l’Apocalisse.

Qual è la relazione fra Gesù Cristo e gli angeli?

“Cristo è il centro del mondo angelico. Essi sono i suoi angeli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli» (Mt 25, 31).  Sono suoi perché creati per mezzo di Lui e in vista di Lui: «Poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: troni, dominazioni, principati e potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui» (Col 1, 16).  Sono suoi ancor più perché li ha fatti messaggeri del suo disegno di salvezza: «Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?» (Eb 1, 14). Essi, fin dalla creazione e lungo tutta la storia della salvezza, annunciano da lontano o da vicino questa salvezza e servono la realizzazione del disegno salvifico di Dio.  Dall’incarnazione all’ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall’adorazione e dal servizio degli angeli. Quando Dio «introduce il Primogenito nel mondo, dice: lo adorino tutti gli angeli di Dio» (Eb1, 6). Il loro canto di lode alla nascita di Cristo non ha cessato di risuonare nella lode della Chiesa: «Gloria a Dio…» (Lc 2, 14). Essi proteggono l’infanzia di Gesù, servono Gesù nel deserto, lo confortano durante l’agonia, quando Egli avrebbe potuto da loro essere salvato dalla mano dei nemici come un tempo Israele. Sono ancora gli angeli che evangelizzano la Buona Novella dell’incarnazione e della risurrezione di Cristo. Al ritorno di Cristo, che essi annunziano, saranno là, al servizio del suo giudizio” (CCC, 331-333).  In che modo gli angeli sono presenti nella vita della Chiesa?  “Tutta la vita della Chiesa beneficia dell’aiuto misterioso e potente degli angeli. Nella liturgia, la Chiesa si unisce agli angeli per adorare il Dio tre volte santo; invoca la loro assistenza (così nell’In paradisum deducant te angeli… – In paradiso ti accompagnino gli angeli – nella liturgia dei defunti, o ancora nell’«Inno dei cherubini» della liturgia bizantina), e celebra la memoria di alcuni angeli in particolare (san Michele, san Gabriele, san Raffaele, gli angeli custodi). Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione” (CCC, 334-336).
“La Chiesa si unisce agli angeli per adorare Dio, invoca la loro assistenza e di alcuni celebra liturgicamente la memoria” (Compendio del CCC , 61).Chi sono gli Arcangeli?  Nella fede cristiana, fra gli angeli si identificano anche tre Arcangeli. Infatti nella Bibbia, e in particolare nel libro di Tobia, si legge che gli Arcangeli sono coloro che siedono alla presenza di Dio, ne contemplano la gloria e lo lodano incessantemente. La Chiesa cattolica riconosce tre arcangeli:  Michele: etimologicamente significa «Chi è come Dio?», “Grandezza di Dio”, “Il Grande Dio” o “Simile a Dio”. È l’Arcangelo della luce e del fuoco; è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. Per questo, nell’iconografia cristiana viene raffigurato come un giovane forte, giovane e bello, con indosso un’armatura. Viene identificato come il protettore della Chiesa Cattolica Romana, nonché santo patrono della nazione ebraica. La liturgia dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime.  Gabriele: il suo nome etimologicamente significa “Forza di Dio”, in quanto si suppone che abbia combattuto con Giacobbe rompendogli il femore (cfr. Gn cap. 32). Si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc 1, 19). Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione). Per questo è considerato a capo degli ambasciatori, nonché l’Angelo della Rivelazione. Frequentemente viene anche ritratto in ginocchio di fronte alla Madonna con le braccia incrociate sul petto o con in mano una pergamena, uno scettro o un giglio.  Raffaele: il suo nome significa “Divino Guaritore”, o “Dio Guarisce”, “Salvezza di Dio”.  È spesso considerato come l’angelo custode per eccellenza, il capo degli Angeli custodi, l’Angelo della Provvidenza che vigila su tutta l’umanità. E’ identificato come il protettore dei pellegrini, di coloro cioè che compiono un pellegrinaggio verso un luogo religioso o meglio ancora sono in cammino verso Dio. Che cosa fanno gli angeli custodi? Nel libro dell’Esodo, così leggiamo: “Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui » (Es 23, 20-21). «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita» (San Basilio Magno). “Dal suo inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione” (CCC, 336).  Leggiamo nel Libro dei Salmi: «Egli (Dio) darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi» (Sal 90, 11).
San Bernardo così commenta questa frase biblica: “Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti! Riverenza per la presenza, devozione per la benevolenza, fiducia per la custodia. Sono presenti, dunque, e sono presenti a te, non solo con te, ma anche per te. Sono presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti. Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre. Non possono essere sconfitti né sedotti e tanto meno sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare? Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella protezione del Dio del cielo” (San Bernardo, abate).

Il sacco di patate – racconto

 

Il sacco di patate
(dal web autore non specificato)
Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.
“Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.
“Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. “Poi ne parleremo”.
Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un pò, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.
Finalmente la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo: “Nessuna riflessione sulla cosa?”.
“Sì Maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi, e dopo un pò, peggiora.”
“Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore.
Allora, come possiamo alleviare questo fardello?”.
“Dobbiamo sforzarci di perdonare”.
“Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?”
“Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti”.



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Pensieri di San Vincenzo


Dopo la S. Messa, la devozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue “Ave Maria” compie più miracoli di ogni altra preghiera.

Amiamo Dio, fratelli miei, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle nostre braccia, col sudore del nostro volto

Le opere di Dio non si fanno quando lo desideriamo noi, ma quando piace a Lui. Non bisogna saltare davanti alla Provvidenza.

Bisogna essere come i raggi del sole che si posano continuamente sopra l’immondizia e nonostante questo non si sporcano.

Bisogna santificare queste occupazioni cercandovi Dio e compierle per trovare lui, piuttosto che per vederle fatte.

Ti accorgerai presto che la carità è un fardello pesante… Ma tu conserverai la tua dolcezza ed il tuo sorriso. Non è tutto dare il brodo e il pane. Questo lo possono fare anche i ricchi…

Non mi basta amare Dio se il mio prossimo non lo ama.

[San VINCENZO DE’ PAOLI]