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LASCIA FARE A ME!

LASCIA FARE A ME!
Lascia fare a me!, 
Non temere, io sono la luce vera quella che illumina ogni uomo (Gv1,9), il tuo fondamento, “sono la pietra scartata, diventata testata d’angolo” (Mt 21,42) io ti amo, conto su di te!
Questo non ti basta? Se lascerai fare a me, hai tutto l’aiuto necessario, non ti mancherà nulla.
Solo se sarai capace di abbandonarti totalmente a me, io potrò servirmi di te; questo  è  il segreto della felicità, dell’amore.
Lascia fare a me! Desidero che la tua vita sia un canto d’amore, tutta e solo amore. 

Non avere paura, conosco il tuo cuore, nulla mi è nascosto di te!
Conosco i tuoi sforzi, il tuo impegno, i tuoi desideri, le tue attese, le tue speranze. Mi sono noti i tuoi turbamenti, le tue cadute, le tue incertezze, vedo quando soffri a causa dello scoraggiamento, dei tuoi fallimenti, delle incomprensioni, sei vulnerabile lo so, ma tu hai dimenticato che per quanto ti affanni, da solo non puoi riuscire a far fronte a tutto.
A volte ti comporti come se tutto dipendesse da te eppure non puoi aggiungere un’ora soltanto alla tua vita; (Lc12,25) non temere piccolo mio e lascia fare a me!
Ti senti debole,solo, dimenticato, ti sono vicino,dimoro in te, non ti abbandono neanche per un istante, ti ho forse guidato in strade sbagliate? Non temere, ti indicherò io la strada da percorrere, ma tu lascia fare a me!
Io sono l’Amore!
Ma tu smettila di ripiegarti su te stesso, sulla tua preghiera, sul tuo impegno, sulle tue azioni, conta sulla mia preghiera, il mio impegno, le mie azioni, abbandonati al mio cuore, abbi fiducia e lascia fare a me!
Anche nella notte più oscura perché continui a temere, confida in me, cercami, chiamami, dimmi “Gesù. Lascio fare a Te! Agisci tu in me!” questo vale più di ogni tua preghiera, ogni tuo impegno, ogni tua azione; tu potrai così trovare rifugio in me.
Lasciati riscaldare dal mio amore, così potrai realizzare il progetto d’amore che è nel cuore del Padre. 
Lascia fare a me che sono mite e umile di cuore (Mt11,29) desidero condividere con te la mia tenerezza, la mia misericordia, come una madre.
Non sono io il buon Pastore? Io non sono un mercenario, ti sei scordato che ho percorso ogni via, sono giunto fino alle porte dell’inferno per ritrovarti e così far scaturire il bene anche dal male.
Eri impaurito, stanco, affamato, ti ho accarezzato, caricato sulle mie spalle, mi sono preso cura di te; tuttavia hai ancora paura di lasciare fare a me!
Non dimenticare che quando piangi io piango con te, quando soffri io soffro con te, quando sei nella gioia io gioisco con te; tutto ciò che tu provi io lo provo con te!
Io sono sempre presente in te, ti tengo stretto a me.
Domandati spesso: Gesù, parla, io ti ascolto. Gesù, cosa vuoi che io realizzi? Gesù, cosa ti attendi da me in questo momento?
Lascia fare a me! Non significa lasciare qualcosa di te a me, ma lasciare tutto te stesso.
Molti lasciano qualcosa di loro, pochi lasciano tutto.
Lascia la tua vita a me ed io ti trasformerò, allora con me rinnoverai il mondo, in quanto darai amore al mondo, di questo hanno bisogno le anime.
Ti stai chiedendo ancora come fare? Lascia fare a me! Confida nel mio amore, apriti alla mia Grazia, con questo desiderio umile, sincero, rimanendo nella tua piccolezza, saprai rispondere alle mie esigenze divine.
Non mi deludere. Basta dire: Gesù sì, ed io mi unirò a te!
LASCIA FARE A ME……..E VEDRAI!
 Don Tiziano Soldavini.

Non ho altri che te nella mia vita

TU SEI I MIEI GIORNI
Signore Gesù,
Tu sei i miei giorni,
non ho altri che te
nella mia vita.
Quando troverò
un qualcosa
che mi aiuta,
te ne sarò immensamente grato;
però Signore,
quand’anche io fossi solo,
quand’anche non ci fosse nulla
che mi dà una mano,
non ci fosse neanche
un fratello di fede
che mi sostiene,
Tu, o Signore, mi basti,
con Te ricomincio da capo.
Tu mi basti, Signore:
il mio cuore,
il mio corpo, la mia vita,
nel suo normale modo di vestire,
di alimentarsi, di desiderare
è tutta orientata a Te.
Io vivo nella semplicità
e nella povertà di cuore;
non ho una famiglia mia,
perché Tu sei la mia casa,
la mia dimora, il mio vestito,
il mio cibo,
Tu sei il mio desiderio.
DON LUIGI SERENTHÀ
da Tu sei i miei giorni,
Àncora, Milano 1996

Il potere terapeutico del Nome di Gesù.

Meditazione di san Bernardo sul potere terapeutico del Nome di Gesù.

«NEL NOME DI GESÙ CRISTO NAZARENO, ALZATI E CAMMINA» (At 3,6)
II nome di Gesù non è soltanto luce, ma è anche cibo. Non ti senti forse rinforzato ogni volta che lo ricordi? Cosa nutre di più la mente di chi lo pensa? Cosa ristora, in uguale misura, i sensi affaticati, rafforza le virtù, fa crescere i comportamenti buoni ed onesti, alimenta gli affetti casti? Ogni cibo dell’anima è arido, se non è intriso di quest’olio; è insipido, se non è reso gustoso con questo sale. Se scrivi, per me non ha sapore, se non vi leggerò Gesù. Se discuti o discorri, per me non ha sapore, se non vi risuonerà Gesù. Gesù, miele nella bocca, melodia nell’orecchio, giubilo nel cuore.

Ma è anche medicina. Qualcuno di noi è triste? Gesù venga nel cuore, e di là salga nella bocca: ed ecco, al sorgere della luce del nome, ogni nube si dissipa, torna il sereno. Qualcuno cade in una colpa? Peggio, corre, senza più speranza, al laccio di morte? Non è forse vero che, se invocherà il nome della vita, immediatamente riprenderà fiato per la vita? Com’è possibile che, alla presenza del nome della salvezza, duri a lungo — come talvolta accade — la durezza del cuore, il torpore dell’ignavia, il rancore dell’animo, il languore dell’accidia? A chi la fonte delle lacrime, disseccata per caso, non sgorgò subito più abbondante, non fluì più soave, dopo aver invocato Gesù? A chi, sbigottito e trepidante fra i pericoli, l’invocazione del nome della potenza non donò all’istante fiducia, non allontanò il timore? A chi, domando, – mentre era agitato e inquieto fra i dubbi – all’invocazione del nome luminoso, non brillò all’improvviso la certezza? A chi mancò la fortezza se, mentre ormai aveva perso la fiducia e stava per venir meno, risuonò il nome di colui che viene in soccorso? Senza dubbio queste sono malattie e debolezze dell’anima, quel nome è la medicina. E si può anche provare: «Invocami — dice — nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria» (Sal 49(50),15). Niente trattiene altrettanto efficacemente l’impeto dell’ira, placa il gonfiore della superbia, guarisce la ferita del livore, limita il moto impetuoso della lussuria, spegne la fiamma della libidine, tempera la sete dell’avarizia e allontana la voglia di tutto ciò che è disonorevole. In verità, quando nomino Gesù, mi pongo davanti un uomo mite e umile di cuore, generoso, sobrio, casto, misericordioso, insomma, straordinario in ogni cosa onesta e santa e, contemporaneamente, il medesimo Dio onnipotente che mi guarisce con il suo esempio e rafforza con il suo aiuto. Tutte queste cose risuonano per me, quando percepisco l’eco interiore potente: di Gesù. Così prendo, per me, esempi da lui, come uomo, e aiuto da lui perché potente: quelli come essenze aromatiche, questo per renderle più efficaci; e confeziono un preparato che nessun medico è in grado di preparare.

Anima mia, hai questo farmaco, nascosto nel piccolo vaso di questo nome, che è Gesù, sicuramente portatore di salvezza, e che non si dimostrerà mai inefficace nei confronti di nessuna tua malattia. Sia sempre nel tuo petto, sempre nella tua mano, affinché tutti i tuoi sensi e le tue azioni siano orientati a Gesù. Infine, sei anche inviata. Dice la Scrittura: «Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio» (Ct 8,6). Ma di questo parleremo un’altra volta. Ora hai ciò con cui guarire sia il braccio sia il cuore. Tu hai – ripeto -, nel nome di Gesù, ciò con cui puoi, o correggere le tue azioni malvagie, o perfezionare quelle meno perfette; allo stesso modo hai ciò con cui custodire i tuoi sensi affinché non si corrompano o, con cui guarirli, se si corrompessero.

BERNARDO DI CLAIRVAUX (CHIARAVALLE), Sermoni sul Cantico dei cantici,15, in “Opere di San Bernardo”, vol. V/I, prima parte I-XXXV, ed. F. Gastaldelli et alii, Milano 2006, 202-204:

Vieni Signore Gesù

Vieni Signore Gesù

Quando il nostro cuore si svuota della speranza e si riempie di scoraggiamento. 

Quando il nostro cuore si svuota dell’amore e si riempie di rancore. 

Quando il nostro cuore si svuota della luce e si riempie di incertezze sulle scelte da fare. 

Quando il nostro cuore è stanco e affaticato per il peso della croce che portiamo. 

Quando il nostro cuore si svuota della Grazia e si riempie del peccato. 

Quando il nostro cuore non ti riconosce e non ti vede nella vita quotidiana, e si riempie di sfiducia. 

Vieni Signore Gesù e riempi il nostro cuore di te!

VA! … DILLO A GESÙ

Se il mesto tuo cuore, in mezzo alla prova
fra pene e dolori la pace non trova,
se priva è d’incanto tua vita quaggiù,
non piangere tanto: va, dillo a Gesù! …

Se vedi svanire le gioie terrene,
se invano fuggire tu tenti le pene,
se il tuo bel fiore appassisce quaggiù
va, povero cuore, va, dillo a Gesù! …

Se forti legami tu devi spezzare,
se quei che più ami tu devi lasciare
se misero e solo non trovi quaggiù
chi pianga al tuo duol, va, dillo a Gesù! …

Va, dillo al Signore, a Lui che perdona,
che legge nel cuore, che pace ridona:
e tutto comprende, perché ebbe quaggiù
le pene più atroci… va, dillo a Gesù! …

Se hai duoli e affanni che niuno comprende
oppur disinganni e pene tremende,
nascondi il tuo duolo a tutti quaggiù,
va, dillo a lui solo; va, dillo a Gesù! …

I giorni di angoscia e le ore serene,
i dubbi del cuore, i gaudi del bene,
i torti patiti sovente quaggiù,
le gioie e i dolori; di’ tutto a Gesù! …

O nostro Redentore, conforta con la tua presenza tutti gli afflitti e insegna loro a unirsi alla tua passione, per manifestare in se stessi la tua salvezza. Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre nell’ unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

http://muniatintrantes.blogspot.it/2011/03/va-dillo-gesu-se-il-mesto-tuo-cuore-in.html

Gesù sia con me

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Gesù sia con me,
davanti a me,
dietro di me,
dentro di me.
Gesù alla mia destra,
alla mia sinistra,
dove mi corico,
quando mi alzo.
Gesù sia nel cuore di chi mi pensa,
nella bocca di chi parla di me,
nell’occhio di chi mi guarda,
nell’orecchio di chi mi ascolta”

“Preghiera di S.Patrizio del V secolo”

Ciao Gesù, mio Signore e mio Re.


Allontana da me tutte le cattive abitudini, io le affido a Te;
Allontana da me le mie invidie, e fammi gioire delle gioie altrui;

 Allontana da me le vanità, poiché le mie buone azioni
sono frutto del Tuo Santo Spirito, non di mia ispirazione.

Allontana da me l’ansia e la pretesa,
e dammi la pazienza di attendere i Tuoi progetti per me.

Tu che sei il Signore del tempo.

Donami l’Umiltà e l’Ingenuità di un bambino, con la certezza che
Tu mi proteggerai da chi ne vuole approfittare;


Donami Amore, così che io possa donarlo agli altri;

Donami Sorriso e Debolezza così che io possa confondere gli empi ed  i forti;
Donami la Tua Luce, così che io possa vedere la Tua strada, e  intraprenderla;

Fammi vedere il Tuo volto nelle mie sofferenze, 
cosi che io non mi senta da Te abbandonato.

E infine, quando terminato il mio periodo
di sconforto, giungerà quello della gioia,
dammi l’altruismo di dividerlo con chi ne ha bisogno.

Ti chiedo di salutare da parte mia nostra Madre Maria con un
abbraccio, nel quale Lei leggerà ciò che il mio cuore Le vuole dire.


Adesso caro Angelo di Dio, che sei il mio custode, ti consegno
questa lettera perché tu sia mio messaggero. Certo, che mentre io sto
ancora scrivendo, tu hai già consegnato. Grazie di cuore

.
Ciao Gesù, mio Signore e mio Re.

dal web
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