Archivi categoria: Maria Madre di Dio

«Io sono tutto tuo»

«Tutta la nostra perfezione consiste nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo. Perciò la più perfetta di tutte le devozioni è incontestabilmente quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, essendo Maria la creatura più conforme a Gesù Cristo, ne segue che tra tutte le devozioni, quella che consacra e conforma di più un’anima a Nostro Signore è la devozione a Maria, sua santa Madre, e che più un’anima sarà consacrata a lei, più sarà consacrata a Gesù Cristo. La perfetta consacrazione a Gesù Cristo, quindi, altro non è che una consacrazione perfetta e totale di se stessi alla Vergine santissima e questa è la devozione che io insegno. O, in altre parole, essa è una perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo Battesimo. Questa devozione consiste, dunque, nel darsi interamente alla santissima Vergine allo scopo di essere, per mezzo suo, interamente di Gesù Cristo. Con questa forma di devozione ci si consacra nello stesso tempo alla Vergine santa e a Gesù Cristo: a Maria, come al mezzo più perfetto che Gesù Cristo ha scelto per unirsi a noi e unirci a lui; a nostro Signore, come al nostro fine ultimo, cui dobbiamo tutto ciò che siamo, perché è nostro Redentore e nostro Dio. Ogni cristiano, nel Battesimo, di propria bocca o per mezzo del padrino e della madrina, ha rinunciato solennemente a Satana, alle sue seduzioni ed alle sue opere, ed ha scelto Gesù Cristo per suo Maestro e sommo Signore, al fine di dipendere da lui in qualità di schiavo d’amore. È precisamente ciò che avviene nella presente devozione: si rinuncia al demonio, al mondo, al peccato, a se stessi e ci si dà interamente a Gesù Cristo per le mani di Maria. Nel Battesimo non ci si dona a Gesù Cristo per le mani di Maria, almeno in maniera esplicita; né si dà a Gesù Cristo il valore delle nostre buone azioni. Perciò, dopo il Battesimo, si rimane perfettamente liberi di applicare detto valore a chi si vuole o conservarlo per se stessi. Con questa devozione, invece, ci si dona esplicitamente a Nostro Signore per le mani di Maria e a lui si consacra il valore di tutte le proprie azioni».

Dal «Trattato della vera devozione alla santa Vergine» (nn. 120, 121-125, 126: Opere, Ed. Monfortane, Roma 1990)
 

Inviato da Dony su ” Innamomorati della Lode- ML

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IL VERO VOLTO DI MARIA SANTISSIMA

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IL VERO VOLTO DI MARIA SANTISSIMA

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Storia dell’immagine lasciata dalla Vergine in un incontro con la“Serva di Dio” Luigina Sinapi con il messaggio: “Fate quello che Egli vi dirà
Il “regalo” della Madonna a Luigina

Ella attendeva, come ogni primo sabato del mese, la visita della “Mamma” nella sua casa di via Urbino, e più esattamente nella sua Cappellina; ma quel sabato la Madonna non era venuta. Luigina si fece triste e, per consolarsi, pensò di proiettarsi alcune immagini sacre, ed in particolare le diapositive dei Luoghi Santi.
Un’abitudine, questa, che incrementò dopo il pellegrinaggio in Terra Santa, avvenuto nell’agosto 1967. Sulla parete che funge da schermo, ecco che arriva, nell’ordine , la diapositiva della località, Cana, luogo dell’evangelico “Festino di Nozze”, dove Gesù “diedi inizio ai suoi miracoli”.

All’’improvviso la scena si anima per la presenza reale della Madre di Gesù che intercede preso il Figlio. Maria è rivestita della Veste di Nozze, ed è adorna dei “gioielli della Casa di Davide”, dono dello Sposo Giuseppe: due magnifici orecchini di perle e una fibula analoga sull’omero a fermare la lieve cadenza del manto. Un tessuto impalpabile, quasi un velo, bianco, poggia sul suo capo. In una prima posa la

Vergine è rivolta con gli occhi al Figlio e dice a Lui: “Non hanno più vino”. In un’altra posa, la seconda, l’immagine si presenta il sembiante verginale della “Donna”, allorché la Madre di Gesù, rivolta ai servi, pronuncia le arcane parole: ”Fate quello che Egli vi dirà”. Nell’atto di allontanarsi la Madonna dice a Luigina: “Ti lascio un regalo, vedi!”, e aggiunge: “In Me troverai Gesù”.
La testimonianza è di Don Attilio Malacchini, Paolino, che fu con lei in quel pellegrinaggio, e, successivamente, provvide Luigina del proiettore, preso in affitto vicino Porta Cavalleggeri, nonché delle diapositive. Maria indossava abitualmente il costume del suo popolo, di tessuto bigio, ma usava per le festività anche un abito turchino con ricami d’argento. Sono particolari, questi, dati da Luigina. Luigina constata che la presenza della Madre di Gesù alle “Nozze di Cana” ha impressionato per due volte il materiale adoperato per la proiezione, producendo il ritratto della Madre di Dio in due pose diverse.

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Essa chiamerà l’effige “La Vergine alle Nozze di Cana”.

L’evangelica “Festa di Nozze” è il misterioso grembo da cui è sorta l’immagine. Quale “regalo” più bello avrebbe potuto lasciarle, la “Mamma”? Più desiderato? Ma Luigina era anche depositaria di un materno avviso: “In me troverai Gesù”, le aveva detto la “Mamma” all’’atto di allontanarsi. Quali parole misteriose, queste! Luigina dapprima non le intende. La sua fede, fede di “eventi maturati in silenzio”, diventa operosa attesa. Sorge la viva esigenza di decifrare il senso delle arcane parole. Il giubilo del materno “regalo” era attraversato da quella domanda. Ed ecco, a un tratto, la sublime, consolante scoperta: nel Volto bello e santo della “Mamma”, c’era –c’è– ben visibile, il Volto di Gesù.

Bisogna coprire con un foglio bianco la parte sinistra del Volto della Madre, perché nella parte destra emerga una sagoma, uguale e diversa: l’immagine del Figlio. I sembianti del Figlio e del Figlio e della Madre sono uguali, ma non identici, nei tratti e nelle espressioni.
Luigina cerca una conferma alla sua scoperta e la trova in modo convincente nell’unico termine di paragone irrefragabile: i tratti del Salvatore presenti nel Volto della “Donna” che intercede alle Nozze di Cana, sono conformi al divino sembiante dell’Uomo  della Sindone, l’unico archetipo dell’Uomo–Dio.

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 Nel regalo fatto dalla “Mamma” a Luigina “il Figlio di Maria” è conforme nei tratti al Volto della Madre. Ma la Madre, “Figlia del Suo Figlio”, è conforme a Lui. Allorché Luigina mostrava nel volto di Maria il volto adorabile del suo Gesù era presa da un’intima consolazione. Era questo il messaggio più grande dell’immagine: “ –e cioè in Me– troverai Gesù”, aveva detto la “Mamma”. Le riproduzioni Luigina attribuiva molta importanza a questa compenetrazione fisionomica del Figlio e della Madre e, con Lei, anche Padre Raffaele Preite, il Servo di Maria che le fu “amico e fratello per venticinque anni”.
L’autodefinizione di Padre Raffaele sta nell’unica intervista, concessa a “Prospettive 2000”, che egli stesso diffondeva.
Padre Raffaele Preite diffondeva la “foto” della “Vergine alle Nozze di Cana” con poche parole, solo qualche espressione diretta e franca, esercitando una delicatissima  forma di equilibrio tra il proporre e il non imporre. O meglio, egli dava l’immagine a chi credeva fosse pronto ad accoglierla. Ma egli, nelle “retrovie” del suo ministero sacerdotale, ad insaputa di tutti, combatteva a favore dell’immagine un’altra singolare battaglia, quella di farla riprodurre: un’impresa che non sempre gli riusciva. “Se non è scritto, non riesce”, diceva. Ma era anche un avvertimento. Significava: “Non a tutti riesce”. La sorella di Padre Raffaele, Paolina Preite vedova Letizia, ricorda: “Quando la dava per riprodurla, a qualche fotografo si rompeva l’obiettivo. È capitato a Roma ma anche a Spongano. Uno dei nostri fotografi, quando ripeteva, ripeteva i tentativi, ma non credeva, si rompeva l’obiettivo.” Si spiega così il piccolo capitale di immagini di diverso formato ed esecuzione che alla sua morte è accaduto di trovare nella valigia dove aveva disposto con estrema precisione tanti suoi documenti. Padre Raffaele le aveva accumulate amorosamente, quelle foto, sovvenendo, certo, alle spese di suo. Le copie del materno “ricordo” a Luigina da lui realizzate, egli le distribuiva con parsimonia nel tempo: le ha lasciate come impreveduta sua eredità. Per quello che riguarda la prima riproduzione dell’ “originale” e cioè l’impressione della Sua Presenza lasciata come “regalo” a Luigina dalla Madonna, se ne occupò il fisico On. Prof. Enrico Medi, a quel tempo vicino a Luigina.
Il Santo Padre Pio XII aveva disposto che si instaurasse una collaborazione della carismatica romana con lui all’’Istituto Nazionale di Geofisica. L’On. Medi sottopose l’immagine, ma senza denunciarne l’origine, alla perizia di un esperto dell’Università “La Sapienza”.

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Da questa perizia gli viene risposto che la persona rappresentata era di razza semitica e propriamente del Medio Oriente. L’On. Medi estese le sue indagini scientifiche anche negli Stati Unititi avvalendosi delle strutture di elaborazione dati dalla N.A.S.A.; lo ricordano Alfonso Malacchini dell’Istituto Nazionale di Geofisica, Pina Nuccitelli Sinapi e Maria Rosaria Calabrese. Alla morte di Luigina, il 17 Aprile 1978, nel trambusto, nel via vai di gente che si verificò nella sua casa, il Padre Raffaele Preite ebbe “un solo pensiero”, com’egli mi disse più tardi, e cioè ritrovare il cosiddetto “negativo” –che negativo non era– e cioè recuperare la matrice dell’immagine. “La ritrovai fortunatamente dentro il suo passaporto”, mi disse, “posto in un cassetto”. Ma l’immagine originale sembra essere scomparsa, vale a dire non sia più tornata nella casa di Via Urbino.

Da ogni mia immagine, anche la più povera, effondo la mia benedizione sui miei figli”, dice la Madonna a Luigina. “Mamma, Ti amerò e Ti farò amare come mai sei stata amata”, aveva detto Luigina a Maria Santissima. La “Madre universale”, le ha dato uno strumento perché possa davvero essere “amata come mai è stata amata”, perché possano essere accorciate le distanze tra Lei e tutti i Suoi figli.
Così che l’amore per lei possa parlare “a tu per tu” con ciascuno. In ogni punto della terra.

La storia di Luigina Sinapi su 

http://blog.studenti.it/biscobreak/2013/04/luigina-sinapi/)
(tratto da http://digidownload.libero.it/adveniat/04/articoli/vm_art06.pdf)
L’articolo IL VERO VOLTO DI MARIA SANTISSIMA su Maria Regina dell’universo ✞ ☧ (Biscobreak gusto paradiso).

L’Ausiliatrice di don Bosco

Molte sono le espressioni con le quali i cristiani invocano Maria. “Maria, Aiuto dei cristiani” è una di queste e, come le altre, mette in luce un aspetto della sua identità. D. Bosco, in modo particolare, ha contribuito alla diffusione di questo titolo, indicandola come “Madre e Maestra” ai suoi giovani ed a tutta la famiglia salesiana che l’ha fatta, poi, conoscere in tutto il mondo.

D. Bosco è stato uno dei più grandi devoti di Maria e lo è stato in forma caratteristica, con una sua specifica modalità: egli non inventa la devozione all’Ausiliatrice, ma si inserisce in una tradizione già antica e specifica, sapendole dare un volto ed uno stile così particolari che da lui in poi l’Ausiliatrice è stata chiamata familiarmente “la Madonna di d. Bosco”. Nel suo cuore si è consolidato un tipo di devozione mariana che non è settoriale o unilaterale, ma comprensiva e totale, centrata direttamente sull’aspetto vivo e reale della persona di Maria, ed ha cercato di rispondere alla bontà materna della Vergine spendendo tutta la sua vita per il trionfo del culto e della devozione verso Maria Ausiliatrice, così che il Papa Pio XI ha affermato: «E’ questo il titolo della Madre di Dio (Auxilium Christianorum) che d. Bosco ha preferito a tutti gli altri».

D. Bosco è contemporaneamente pieno di Dio e pieno di Maria: tutto nella sua vita ruota attorno al Signore ed in dipendenza da Lui, ma un ruolo molto importante lo riveste anche Maria. Ella ha preso possesso del cuore di Giovanni molto presto, è presenza viva nella sua esistenza grazie alla fede, agli insegnamenti ed alla testimonianza di sua mamma, ma soprattutto grazie all’irrompere della stessa Madonna nella sua vita: non è Giovannino a scegliere Maria, è Maria che prende l’iniziativa nella scelta; Lei, su richiesta del suo Figlio, è l’Ispiratrice e la Maestra della vocazione di Giovanni Bosco.

La devozione del santo verso Maria è stata, per un decimo, la manifestazione di un cuore spontaneamente sensibile ed il frutto di una prima educazione intensamente mariana e, per nove decimi, la risposta a delle iniziative impreviste di Maria, che ha fatto irruzione nella sua esistenza sotto diverse forme: egli percepisce con lucidità crescente l’iniziativa di Dio nella sua vita di fondatore, ma ha anche la certezza di essere condotto e guidato in tutto, come ha visto nel “sogno dei nove anni”, dalla mano di Maria: «Maria Santissima è la fondatrice e sarà la sostenitrice della nostra opera. (…) Maria è la Madre e il sostegno della Congregazione».

In d. Bosco è caratteristico l’atteggiamento di relazione personale con Maria: la sua devozione mariana si dirige a considerare direttamente la persona viva di Maria ed in Essa contempla ed ammira la grandezza, la missione salvifica in unione a Cristo suo Figlio, la sua maternità che la fa essere vicina ed attenta a tutti i suoi figli. Risulta evidente, perciò, che l’attenzione di d. Bosco si rivolge al ruolo che Maria ha in ordine alla salvezza personale di ciascuno: egli ha guardato a Maria come a Colei che, nell’economia salvifica, coopera con Cristo, suo Figlio, al raggiungimento della vita eterna.

La Madre di Dio viene quindi presentata da d. Bosco come Avvocata efficace e Mediatrice potente presso Dio: pressante è allora l’invito che egli fa a gettarsi fiduciosamente nelle braccia di questa Madre. Onorare Maria, per don Bosco, era essere fedele a quella particolare missione a cui egli era stato chiamato a consacrarsi per la salvezza dei giovani e Maria, in tale missione, occupa un posto insostituibile, proprio di aiuto, accanto a Cristo, nella realizzazione del mistero della salvezza nei confronti di ogni giovane.



“O Maria, Vergine potente,
Tu grande presidio della Chiesa;
o Maria, aiuto dei cristiani!
Tu terribile esercito schierato;
Tu doni il Sole che vince ogni tenebra;
Tu nelle angosce e lotte della vita;
Tu nei pericoli difendici dal nemico.
Tu nell’ora della morte
accogli l’anima in Paradiso.”
Amen.

Banneaux, la Vergine dei poveri


“Vengo per dare sollievo alle sofferenze”
“Credete in Me, io crederò in voi. Pregate molto.”
Le apparizioni della Vergine a Banneux nel gennaio del 1933 sono state una luce nella notte del dolore e della sofferenza che l’umanità ha vissuto come conseguenza dell’illuminismo e del nazionalsocialismo.
Nella notte la Vergine dei Poveri viene per richiamare alla fede, per invitare a rimettersi in cammino, per sollecitare alla confidenza in Dio, per accompagnare l’umanità a Cristo Gesù.
Solo dodici giorni dopo la fine delle apparizioni a Beauraing la Madonna appare ad una bambina di 11 anni di nome Mariette Beco, a Banneaux, un paesino del Belgio non molto distante da Beauraing. 

La sera del 15 gennaio 1933, Mariette si trova in casa con la madre. Ad un tratto vede nel cortile una giovane signora che “sembra fatta di luce” e che le sorride. La Signora indossa una veste bianca con un nastro blu che le cinge la vita e un velo bianco e trasparente sulla testa. Mariette nota anche una rosa d’oro sul Suo piede destro e nella mano un rosario che sembra fatto anch’esso d’oro. La Signora ha le mani giunte come se pregasse. Mariette inizia a recitare il Rosario e mentre prega ha l’impressione che anche la Signora fuori dalla finestra muova le labbra come se pregasse. La Signora fa cenno a Mariette di uscire e quando la bambina fa per dirigersi verso la porta la madre preoccupata chiude a chiave. Quando Mariette guarda di nuova dalla finestra la Signora è ormai scomparsa.

La sera del 18 gennaio Mariette esce di casa,  mossa da un impulso interiore va ad inginocchiarsi vicino al cancello e inizia la recita del Rosario. Improvvisamente ecco la Vergine comparire fra due pini. La Signora si unisce alla preghiera della bambina. Mariette allora si alza e seguendo le indicazioni della Vergine, che le fa segno di seguirla, esce dal cancello del cortile di casa e si dirige verso la strada. Qui, cadendo in ginocchio va in estasi; la Madonna allora chiede a Mariette di immergere la mano in un corso d’acqua che si trova lì. La gente che intanto è intervenuta le sente ripetere ad alta voce le parole che le dice la Madonna: “Questo ruscello è riservato a Me“. Subito dopo la Signora scompare.

Nel frattempo il padre della bambina (che da anni non entrava in una chiesa) chiede al parroco di potersi riaccostare ai sacramenti. Il sacerdote rimane colpito poiché aveva chiesto a Dio come segno che dimostrasse la veridicità delle apparizioni, proprio la conversione del padre di Mariette. La sera del 19 gennaio, alle 19.00 in punto, Mariette si inginocchia sulla neve ed inizia a pregare. Dopo aver recitato un paio di decine del Rosario compare la Madonna che le dice:Io sono la Vergine dei Poveri“. La bambina allora si dirige verso il ruscello e cade nuovamente in ginocchio. Maria le dice: Questa sorgente è riservata a tutte le nazioni per dare sollievo agli ammalati“. Alla fine di questa breve apparizione che durerà circa sette minuti, Mariette ripete le ultime parole della Signora: Pregherò per te. Arrivederci“.
Nell’apparizione del 20 gennaio Mariette chiede alla Madonna: “Che cosa volete?“, “Una piccola cappella risponde la Madonna e benedice la bambina con un segno di croce. La sera dell’11 febbraio, la festa di Nostra Signora di Lourdes, la Madonna appare di nuovo e dice a Mariette: “Vengo per dare sollievo alle sofferenze“. Durante l’apparizione i presenti vedono Mariette immergere la mano nell’acqua e farsi il segno della Croce.
La successiva apparizione ha luogo il 15 febbraio. Durante il suo colloquio con la Vergine, Mariette le chiede un segno, come il parroco le aveva suggerito di fare. Alla fine dell’apparizione Mariette scoppia in lacrime – probabilmente a causa di un segreto che pare le avesse confidato la Madonna – e tutto quello che riesce a dire è che la Vergine le ha detto: Credete in Me, io crederò in voi. Pregate molto. Arrivederci“.
La sera di lunedì 20 febbraio Mariette si dirige verso il ruscello e quando la Madonna compare le dice: “Mia cara bambina, prega molto“.

L’ottava ed ultima apparizione avverrà il 2 marzo 1933. Mariette attende la venuta della Vergine sotto una pioggia battente. Improvvisamente, un po’ prima dell’apparizione, il maltempo cessa e il cielo si rasserena. A questo avvenimento assistono stupefatti numerosi testimoni. In quel momento la Madonna appare a Mariette e le dice: Io sono la Madre del Salvatore, la Madre di Dio. Pregate molto“, Mariette risponde “Si, si”; allora la Madonna benedice la bambina e prima di scomparire la saluta con un Addio” anziché con l’ormai abituale “Arrivederci” delle precedenti apparizioni.

Una commissione episcopale venne incaricata nel 1935 di investigare sugli avvenimenti di Banneaux. Nel maggio del 1942 il Vescovo di Liegi approvò il culto della Vergine dei Poveri. Le apparizioni ricevettero un’approvazione preliminare nel 1947 e quella definitiva nel 1949.

Mariette Beco dopo la fine delle apparizioni e per il resto della sua vita ha cercato di condurre una vita normale, cercando di evitare ogni sorta di clamore e pubblicità.

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RIFLESSIONI SU MARIA IMMACOLATA

Immacolata
Se si acquista uno splendido gioiello e lo si vuole esporre al pubblico oppure lo si vuole custodire gelosamente, certamente non lo si collocherà in un luogo qualsiasi, ma in un posto proporzionato alla bellezza e all’importanza dell’oggetto medesimo, quale potrebbe essere una vetrina luminosa o una cassaforte adeguata.
Analogamente, per entrare nella storia e dimorare con noi, il Verbo di Dio non poteva scegliere se non un seno carnale proporzionato alla sua grandezza, vale a dire perfetto e limpido sia pure nelle sue limitazioni; di conseguenza è cosa logica che Egli abbia dovuto predisporre per sé una donna assolutamente priva di tutte quelle carenze e peccaminosità che concernono la realtà umana, ivi compreso il peccato originale. Il corpo di Maria doveva essere assolutamente immacolato, ossia puro e limpido per poter ospitare il Dio delle assolute perfezioni che voleva farsi uomo.

E’ vero infatti che Dio fatto uomo (Gesù Cristo) condivide in tutto e per tutto la precarietà e la nullità degli uomini, ma a questo si deve eccettuare il peccato, e quindi anche la possibilità che potesse nascere carnalmente in un grembo corrotto dalla macchia originale che ci interessa tutti. Ciò è sufficiente a spiegare la motivazione della solennità di oggi: Maria è Immacolata, ossia esente dal peccato originale. Fra l’altro, per implicito, lo rivelano le parole dell’angelo: “Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”; le quali affermano la benedizione speciale attribuita a Maria in vista della sua missione di essere Madre di Dio. Se Maria è benedetta fra tutte le donne, si deve necessariamente concludere che tale benedizione la “dispensa dal peccato originale.
La prima donna (Eva) avrebbe potuto fronteggiare senza riserve e con piena possibilità di successo le maligne insinuazioni del serpente quando questi la tentava a raccogliere il frutto proibito. Lo dimostra il fatto che ella sulle prime pone al medesimo delle obiezioni dal tono perentorio e categorico: “Di tutti gli alberi del giardino noi (Adamo ed Eva) possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non ne dovete toccare, altrimenti morirete.” (Gen 3, 2-3); nelle sue affermazioni si palesa la chiara consapevolezza del malessere morale al quale sarebbero stati assoggettati lei stessa e il suo uomo nella disobbedienza al divino volere, e pertanto anche la convinzione fondata per cui non conveniva contravvenire a tale ordine. Il serpente nondimeno riesce a dissuaderla (“Non morirete”); e il peccato è fatto.
Si conclude allora che se la colpa maggiore di tale mancanza è da attribuirsi al perfido animale strisciante –che infatti Dio maledirà per primo- (Gen 3, 14), una grossa parte di torto sarà da attribuirsi ad Eva che si è lasciata da questo sedurre, appunto perché lei, lungi dall’essere una donna stupida e sprovveduta, possedeva tutte le carte in tavola per poter uscire a testa alta da quella situazione adoperando al meglio la razionalità e la libertà responsabile.
Prima ancora che la raccolta del frutto, il peccato di Eva è consistito pertanto nella sua negligenza nel far fronte alle tentazioni diaboliche, nonché nel prescindere dalle prerogative di cui sopra.
La tradizione della Chiesa vede in Maria una “Nuova Eva”. Non soltanto perché in questa umile fanciulla si affermerà la nuova donna che collabora alla storia della salvezza in contrasto con la prima donna causa di perdizione, ma anche per il fatto che a differenza della prima donna ha saputo reagire prontamente alla propria debolezza compiendo un atto di coraggio, in una determinata situazione nella quale avrebbe potuto anche tirarsi indietro.
Alle parole dell’Angelo Gabriele, infatti, Maria afferma “Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto.”;ciò tuttavia non prima di avere attentamente valutato la proposta che le veniva rivolta e considerato i pro e i contro.
Nella vicissitudine di quel colloquio si trova nelle condizioni per le quali avrebbe potuto benissimo anche vacillare nella fede e addirittura opporre resistenza ai disegni dell’Altissimo giacchè è comprensibile che, specie se rivolteci a bruciapelo, simili proposte di improvvisa maternità possono dare luogo a reazioni istintive e non ponderate. Così avvenne in un certo qual modo a Zaccaria- a cui Dio per punizione tolse la parola- nell’analoga situazione della profezia sulla nascita di Giovanni Battista.
Eppure questa giovane fanciulla manifesta padronanza e sicurezza di sé, e al contempo si mostra intraprendente e razionale nel condurre la conversazione con l’angelo: non reagisce all’invito attraverso un diniego, né esternando una mancanza di fede; semplicemente rivolge all’angelo un’osservazione: “COME avverrà che io sarò madre, dal momento che NON CONOSCO UOMO?” Sempre secondo la Tradizione infatti Maria aveva emesso un voto di verginità per il quale si era predisposta a non avere rapporti con l’altro sesso in senso carnale, ragion per cui se lo spirito critico è legittimo in tutte le situazioni di obbedienza, nel caso di Maria è giustificato maggiormente: “Come avverrà?”
In secondo luogo Maria accetta l’improvvisa maternità ben soppesando quello che essa avrebbe comportato nella dimensione sociale dell’epoca: è vero che per lei vi era la garanzia di una gravidanza voluta dalla sola forza dello Spirito Santo, tuttavia era cosa certa che le giovani donne che si fossero trovate gravide prima dell’unione sponsale erano destinate alla lapidazione, e pertanto non poteva Maria non considerare la consistenza del pericolo che avrebbe dovuto affrontare. Tanto più che la Legge di Mosè a tal proposito era draconiale fino al paradosso,al punto che noi oggi potremmo definirla assurda e inaudita: se una donna veniva violentata sessualmente, si aprivano automaticamente due possibilità: 1) qualora fosse stata violentata in aperta campagna, non era colpevole di adulterio e oggetto di condanna era il solo aggressore; 2) qualora fosse stata violentata in città o in un centro abitato, allora era anch’essa colpevole di adulterio e andava punita con la lapidazione assieme al suo violentatore.
Nel primo caso, infatti, anche invocando aiuto ad alta voce, nessuno l’avrebbe sentita e il soccorso da parte di altri sarebbe stato impossibile; nel secondo caso, svolgendosi la violenza in città, avrebbe potuto gridare e qualcuno l’avrebbe soccorsa. Ecco perché in tal caso era colpevole di adulterio.
E in un villaggio ristretto di poche centinaia di abitanti quale era quello di Betlemme, chi non avrebbe potuto accorgersi della violenza che Maria stava subendo? Si comprende dunque la gravità del rischio, che, senza sua colpa, la nostra fanciulla stava per affrontare.
Anche se i Vangeli non mensionano specificamente questo assunto, è cosa evidente che Maria potesse essere stata sottoposta alla “prova dell’acqua amara” in uso presso il tempio e operata dal sacerdote ai fini di scoprire la colpevolezza o meno di adulterio da parte di una giovane donna.
In terzo luogo occorre anche considerare che Maria nel pronunciare quel “sì” famosissimo e oggi tanto venerato, era ben conscia che avrebbe rinunciato allo splendore e alla spensieratezza della vita adolescenziale per andare incontro a non pochi imprevisti.
Questo suppone anche per noi la necessità della rinuncia in vista di progetti a vasto raggio orientativi alla missione e al bene per il prossimo: qualsiasi scelta comporta una rinuncia da eleggersi deliberatamente, e se ogni deliberazione suppone che si abbandoni un progetto da noi stessi impiantato, ciò vale ancora di più per tutte quelle scelte che imporranno fermezza, categoricità e determinazione nell’essere svolte e portate a compimento per il semplice fatto che la loro provenienza è “divina” e che è l’Altissimo ad eseguire un programma su di noi. E’ il caso della vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa, che suppone l’abbandono di molteplici sicurezze personali in vista della causa del Regno di Dio, come anche la chiamata alle missioni fuori porta, che impongono l’abbandono della propria terra per nuovi orizzonti sconosciuti e situazioni impreviste da affrontare. Maria si ritrova in quest’ultima tipologia di scelta/rinuncia, se è vero che abbandonerà perfino la sua terra di origine per recarsi in un paese sconosciuto come l’Egitto dalle fattezze culturali estranee, nel quale le comodità saranno solo un sogno, al fine di proteggere il piccolo Gesù dall’ira imminente di Erode. Ma già adesso nelle rinunce appena descritte si muove su questa linea; e lo fa’ con estrema sicumera e spirito di interesse per l’umanità, conscia che il progetto divino su di lei sarebbe stato volto a suo beneficio.
Una volta che si è sicuri di essere stati chiamati ad un determinato stile di vita o a un certo ministero non compatibile con le nostre condizioni attuali, si deve agire senza tentennamenti e senza riserve e adoperarsi in questo secondo uno spirito di critica partecipazione.
Infatti, come accennato in precedenza, Maria non si mostra soltanto sottomessa e disposta, ma mostra anche spirito di partecipazione nell’esporre opinioni e nell’obiettare, ovviamente ferma restando l’autorità indiscutibile di Dio: la frase “Com’è possibile? Non conosco uomo!” ci rivela in questa donna un sentire e un atteggiamento che sono ben lungi dall’obbedienza acritica ma che nell’obbedienza esternano capacità di intraprendenza.
Esaminiamoci allora nel contesto delle nostre situazioni di sottomissione in campo lavorativo, professionale sponsale e (nel mio caso) religioso. Con quale spirito accettiamo quello che ci viene proposto dall’autorità che ci compete? Con paura e frustrato timore reverenziale nonché malcelato dissapore e malcontento nei confronti di chi sta al di sopra di noi, oppure con spirito di fiducia reciproca e reciproca collaborazione nell’esporre opinioni e fare rilievi?
Qual è il nostro atteggiamento da cittadini nella convivenza civica e nell’ordine e disciplina pubbliche? Quello che suppone la ragione necessaria e sufficiente per evitare le riprovazioni da parte dei tutori della legge, oppure quello della responsabilità di coscienza, ossia della consapevolezza che il senso civico di ciascuno contribuisce al benessere dell’intera collettività?
Tornando alla Nuova Eva, se nella prima donna si riscontra dunque il pessimo orientamento da parte sua di quelle che in lei erano le caratteristiche di razionalità e temperanza, in Maria si nota invece lo spirito della donna libera, determinata, incondizionata e padrona del carattere che delibera della sua vita riscontrando la convenienza dei progetti del Signore, e preferendo questi alle proprie progettazioni.. Il che non mancherà di procurarle in futuro il riconoscimento di tanti meriti legati a sofferenze e privazioni: già lei stessa a casa di Elisabetta lo affermava: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata”. Perché? “Non perché io sia una donna eccezionale o altolocata rispetto alle altre, ma perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e tutto quello che in me si è verificato risponde al disegno da parte Sua di salvare l’umanità e io in questo progetto salvifico rientro!” Inoltre perché Maria ha volontariamente fronteggiato le prove di cui sopra e se è vero che ad ogni prova succede un’adeguata ricompensa, le sue ricompense sono state proporzionate ai suoi affanni.
Come sarebbe opportuno che ce ne ricordassimo anche noi (io per primo) tutte le volte che ci si chiedono frustrazioni, umiliazioni e che ci si trovi sottomessi alle ingiustizie, molte volte senza la possibilità di reagire nella replica e nelle rimostranze… La giustizia vera e propria deriva dal Signore e nessun tribunale umano potrà mai equipararla.
Ecco perché noi la si può vedere quale modello di donna emancipata che la cultura odierna più volte rivendica: oggigiorno si auspica, specialmente nelle culture differenti da quelle europee, l’affermazione della donna in ruoli e attività particolari, nonché la pari opportunità e la pari dignità con l’altro sesso. Soprattutto, si tende a voler rivalutare l’ideale della donna moderna partecipe, intraprendente e libera…. A volte la legittima pretesa di affermazione e autonomia della donna da’ luogo a fraintendimenti ingiustificati come la legittimazione della scelta dell’aborto “in nome della libertà del sesso femminile”; ma Maria non si è forse mostrata piena di riserve proprio difendendo la vita umana con coraggio, non soltanto accettando un parto ignobile nella rudezza dello speco, ma anche fuggendo all’ira di Erode?
Quante volte poi si intravede nella propaganda una situazione di sfruttamento del corpo femminile, reso oggetto di vituperio al solo fine commerciale e affaristico, e quante sono le donne che accettano volentieri tale condizione di mancato rispetto alla propria dignità corporale? Per non parlare poi della nefandezza del fenomeno della prostituzione, allusivo ad una cultura pressocchè edonistica che sottomette il corpo femminile ai piaceri altrui…. Non ha forse manifestato Maria la propria realizzazione sociale nel mantenimento della castità, e non ha forse manifestato tranquillità in tutti i sensi nel vivere questa sua situazione?
Non si può che guardare a Maria, che nella sua coraggiosa decisione offre a tutti un modello di autoaffermazione libera e spontanea, che non contrasta –anzi collima in pieno- con la volontà di Dio: nel rispondere al divino progetto, Maria non si mostra affatto sottomessa acriticamente, ma rivela se stessa come compartecipe nello spirito del dialogo e della collaborazione, con i disegni del Signore.
Nel titolo di Immacolata ci viene suggerito inoltre che non è affatto impossibile la realizzazione in questo mondo attraverso la continua appartenenza a Dio e la fuga dal peccato: se è vero che la santità richiede eroismo, fatica, vessazioni e determinazione, ciò non vuol dire che esse non siano ricompensate, mentre la sequela del Vangelo nelle comuni circostanze della vita piuttosto che dal mostrarsi inutile contribuisce a rendere migliore il presente in cui stiamo vivendo. La santità vissuta secondo varie caratteristiche specifiche è infatti garanzia di trasformazione del mondo.
Ben venga dunque il titolo di Maria Immacolata!

Descrizione dettagliata di come appare la Regina della Pace a Medjugorje


“Nei primi delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, una signora scattò un intero rullino nel punto dove guardavano i sei veggenti durante l’estasi dell’apparizione. Quando poi fece sviluppare il rullino fotografico constatò che tutte le foto erano bruciate tranne questa bellissima immagine dove si vede bene il volto della Madonna”

Descrizione dettagliata di come appare la Regina della Pace a Medjugorje


In molti, ed in molti modi, hanno interrogato i veggenti sull’aspetto della Vergine e su quanto in generale accade nella parrocchia di Medjugorje. In tutto questo è riuscito particolarmente bene Fra Janko Bubalo appartenente ai francescani dell’Erzegovina e letterato. Ha seguito fin dall’inizio le apparizioni a Medjugorje. Per anni è venuto a Medjugorje a confessare ed ha quindi acquisito esperienza sulla spiritualità di Medjugorje, come testimonia la pubblicazione del suo libro “Mille incontri con la Vergine a Medjugorje” (1985). Ha riscosso successi e premi a livello mondiale. Nel libro la veggente Vicka parla delle sue esperienze. In aggiunta a questa conversazione, Fra Janko ha parlato degli stessi argomenti anche con gli altri veggenti. Alla fine ha pubblicato solo il colloquio con Vicka poiché gli è sembrato che lei avesse risposto in maniera più esauriente alle sue domande. Le opinioni di tutti gli altri veggenti non si discostavano dalle sue. Come già detto, ha parlato più volte con i veggenti dell’aspetto della Madonna e nulla è stato pubblicato che essi non avessero preventivamente approvato.

E’ trascorso del tempo e si sono moltiplicati i tentativi di rappresentare l’immagine della Vergine. Numerosi tentativi sono risultati in contrasto con quello che i veggenti avevano detto. Per far ordine in tutto questo Fra Janko, nonostante la sua età (è nato nel 1913), ha deciso di fare un altro tentativo. Ha consegnato a tutti i veggenti un elenco di domande che riguardano l’immagine della Vergine. La maggior parte dei veggenti ha accettato il tentativo di Fra Janko (Ivan Dragićević, Vicka Ivanković, Marija Pavlović, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragićević). Tutti hanno controfirmato le proprie risposte il 23 luglio 1992. Jakov Čolo non ha risposto al questionario per giustificati motivi, ma è d’accordo con quello che hanno detto gli altri veggenti e non ha nulla da aggiungere.

Riportiamo di seguito l’elenco di domande ed in breve le risposte dei veggenti.

1. Innanzitutto ditemi: Voi che La vedete di persona quanto ritenete che sia alta la Vergine?
Circa 165 cm – tanto quanto me. (Vicka)

2. Vi sembra slanciata o…?
Sembra slanciata.

3. Quanto potrebbe pesare?
Circa 60 kg.

4. Quanti anni Le dareste?
Da 18 a 20.

5. Quando è insieme al Bambino Gesù sembra più vecchia?
Sembra sempre la stessa, uguale.

6. Quando la Vergine è con voi è sempre presente o …
E’ sempre presente!

7. Dove si trova?
Su una piccola nube.

8. Di che colore è questa nube?
La nube è biancastra.

9. L’avete mai vista in ginocchio?
Mai! (Vicka, Ivan, Ivanka…)

10. Naturalmente la vostra Madonna ha un viso. Com’è? Tondo o allungato – ovale?
E’ piuttosto allungato – ovale – normale.

11. Di che colore è il Suo viso?
Normale – è bianco e roseo sulle gote.

12. Di che colore è la Sua fronte?
Normale – bianca come il Suo viso.

13. Come sono le labbra della Vergine – carnose o sottili?
Normali – belle – piuttosto sottili.

14. Di che colore?
Rosate – un colore naturale.

15. La Vergine ha delle fossette in viso, così come tutti gli altri uomini?
Solitamente non ne ha – forse un po’ quando sorride. (Mirjana)

16. Normalmente si nota un sorriso sul Suo viso?
Forse – si tratta piuttosto di una beatitudine indescrivibile – il sorriso sembra come un qualcosa sotto pelle. (Vicka)

17. Di che colore sono gli occhi della Madonna?
Sono meravigliosi! Spiccatamente azzurri. (tutti)

18. Normali o…?
Normali – forse un po’ più grandi. (Marija)

19. Come sono le Sue ciglia?
Delicate – normali.

20. Di che colore sono le sue ciglia?
Normali – non sono di un colore particolare.

21. Sottili o…
Regolari – normali.

22. Naturalmente la Madonna ha anche un naso. Com’è? Appuntito o …?
Bello, piccolo (Mirjana) – normale, proporzionato al viso. (Marija)

23. E le sopracciglia della Madonna?
Le sopracciglia sono delicate – normali – nere.

24. Com’è vestita la vostra Madonna?
Indossa un semplice abito da donna.

25. Di che colore è il Suo abito?
L’abito è grigio – forse un po’ grigio-azzurro. (Mirjana)

26. L’abito è stretto intorno al corpo o cade liberamente?
Cade liberamente.

27. Fin dove arriva il Suo abito?
Arriva fino alla nuvola su cui si trova – si perde nella nuvola.

28. E fino a che punto attorno al collo?
Normale- fino all’inizio del collo.

29. Si vede una parte del collo della Vergine?
Si vede il collo, ma non si vede nulla del suo busto.

30. Fin dove arrivano le maniche?
Fino alle mani.

31. L’abito della Vergine è orlato?
Non, non lo è.

32. La vita della Madonna è cinta da qualcosa?
No, nulla.

33. Per quello che voi potete vedere, sul corpo della Vergine si scorge la femminilità del Suo corpo?
Naturalmente sì! Ma nulla di particolare. (Vicka)

34. La Vergine ha qualcos’altro oltre all’abito appena descritto?
Ha un velo sul capo.

35. Di che colore è questo velo?
Il velo è bianco.

36. Tutto bianco o….?
Tutto bianco.

37. Cosa le copre il velo?
Il velo Le copre il capo, le spalle e tutto il corpo, la schiena ed i fianchi.

38. Fin dove Le arriva?
Fino alla nuvola, come l’abito.

39. E davanti fin dove La copre?
Le copre la schiena ed i fianchi.

40. Il velo sembra più consistente dell’abito della Vergine?
No – è simile all’abito.

41. Su di esso ci sono gioielli?
No, nessun gioiello.

42. E’ bordato?
Non, non lo è.

43. La Vergine indossa gioielli in generale?
Nessun gioiello.

44. Ad esempio sul capo o attorno al capo?
Sì, sul capo ha una corona di stelle.

45. Ha sempre le stelle attorno al capo?
Normalmente le ha – le ha sempre. (Vicka)

46. Anche quando appare con Gesù?
Anche allora.

47. Quante stelle la circondano?
Dodici.

48. Di che colore sono?
D’oro – dorate.

49. Sono unite tra loro?
Sono unite in qualche modo – come se fossero ferme. (Vicka)

50. Si vedono i capelli della Vergine?
Si vedono un po’ di capelli.

51. Dove si vedono?
Un po’ sopra la fronte – sotto il velo – sul lato sinistro.

52. Di che colore sono?
Neri.

53. Si vedono le Sue orecchie?
No, non si vedono mai.

54. Come mai?
Il velo Le copre le orecchie.

55. Cosa guarda di solito la Madonna durante le apparizioni?
Solitamente guarda noi – talvolta qualcos’altro, quello che indica.

56. Come tiene le mani?
Sono libere, liberamente aperte.

57. Quando tiene le mani giunte?
Quasi mai – forse qualche volta durante il “Gloria al Padre”.

58. Le muove o gesticola durante le apparizioni?
Non gesticola, a meno che non indichi qualcosa.

59. Quando le Sue mani sono aperte, com’è rivolto il palmo?
I palmi solitamente sono rivolti verso l’alto – anche le dita sono distese.

60. Si vedono anche le unghia?
Si vedono in parte.

61. Come sono – di che colore?
Un colore naturale – bianche candide.

62. Avete mai visto i piedi della Madonna?
No – mai – sono nascosti dall’abito.

63. Ed infine, la Vergine è davvero bella come dite?
In realtà non ti abbiamo detto niente a riguardo- la Sua bellezza è indescrivibile – non è una bellezza come la nostra – è qualcosa di paradisiaco – qualcosa di celeste – qualcosa che vedremo solo in Paradiso – e questa è una descrizione molto limitata.


Grazie ad Enzo per la segnalazione

PADRE PIO – DIALOGHI CON MARIA

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MADRE MIA, MARIA

Madre di misericordia, abbi pietà di me! Dovreste intendere, Madre mia cara, che se lo feci, lo feci unicamente per ubbidire! « Non ti impensierire che gli altri pensano sul tuo conto tante stranezze, noi abbiamo preso a difenderti; fin’ora se l’hanno presa con te, adesso se la devono intendere con noi».

Epistolario 1,361-362

VERGINE IMMACOLATA

Santissima Vergine immacolata e Madre mia Maria, a te che sei la madre del mio Signore, la regina del mondo, l’avvocata, la speranza, il rifugio dei peccatori, ricorro oggi, io che sono il più miserabile di tutti. Ti venero, o gran Regina, e ti ringrazio di quante grazie mi hai fatto finora, specialmente di avermi liberato dall’inferno, tante volte da me meritato. Io ti amo, Signora amabilissima, e per l’amore che ti porto, prometto di volerti sempre servire e di fare quanto posso acciocché tu sii amata anche dagli altri. Io ripongo in te tutte le mie speranze, tutta la mia salute. Accettami per tuo servo e accoglimi sotto il tuo manto, o Madre di misericordia. E giacché sei così potente con Dio, tu liberami da tutte le tentazioni; oppure ottienimi forza di vincerle sino alla morte. A te domando il vero amore a Gesù Cristo. Da te spero di fare una buona morte. Madre mia, per l’amore che porti a Dio, ti prego di aiutarmi sempre, ma più nell’ultimo punto della mia vita. Non mi lasciare fintanto che non mi vedrai già salvo in cielo a benedirti e a cantare le tue misericordie per tutta l’eternità! Amen.

TI SUPPLICO, MADRE MIA

O celeste Tesoriera di tutte le grazie, madre di Dio e madre mia Maria, poiché sei la figlia primogenita dell’eterno Padre e tieni in mano la sua onnipotenza, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia di cui fervidamente ti supplico… Ave Maria…

O misericordiosa Dispensatrice delle grazie divine, Maria santissima, tu che sei la Madre dell’eterno Verbo incarnato, il quale ti ha coronata della sua immensa sapienza, considera la grandezza del mio dolore e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno… Ave Maria…

O amorosissima Dispensatrice delle grazie divine, immacolata Sposa dell’eterno Spirito santo, Maria santissima, tu che da lui hai ricevuto un cuore che si muove a pietà delle umane sventure e non può resistere senza consolare chi soffre muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia che io aspetto con piena fiducia nella tua immensa bontà… Ave Maria…

Sì, o Madre mia, Tesoriera di tutte le grazie, Rifugio dei poveri peccatori, Consolatrice degli afflitti, Speranza di chi dispera e Aiuto potentissimo dei cristiani, io ripongo in te ogni mia fiducia e sono sicuro che mi otterrai da Gesù la grazia che tanto desidero, qualora sia per il bene dell’anima mia. Salve Regina…

TI SALUTO, MARIA

Ti saluto, o Maria, figlia diletta dell’eterno Padre. Ti saluto, o Maria vergine Madre del Figlio di Dio. Ti saluto, o Maria, Sposa immacolata dello Spirito santo. Ti saluto, o Maria, tempio vivo della santissima Trinità. Ti saluto, o Maria, concepita senza alcuna macchia di peccato, tutta pura e tutta santa. Ti saluto, o Maria, Vergine purissima prima del parto, nel parto, dopo il parto. Ti saluto, o Maria, Madre addolorata, Regina dei martiri, cuore dei cuori che penano. Ti saluto, o Maria, Stella del nostro cammino, Fonte della nostra speranza, Sorgente purissima di gioia, Porta del paradiso. Ti saluto, o Maria, Consolatrice degli afflitti, Madre del bello e casto amore delle anime vergini, Porto sereno di pace. Ti saluto, o Maria, Mediatrice potentissima e pia di tutte le grazie, Aurora sospirata del giorno eterno, Preludio soavissimo sulla terra della meravigliosa armonia dei cieli.Ti saluto, o Maria, Regina degli angeli e dei santi, Regina nostra, sovrana Patrona dell’Ordine serafico. Ti saluto, o Maria, Rifugio dei peccatori, Madre dolcissima. Ti amo assai assai, o Mamma bella, o Mamma mia, conservami puro. Portami a Gesù. Salve, o Maria.

QUESTA CREATURA

«Affido a te questa creatura. E’ una pietra preziosa allo stato grezzo: lavorala, levigala, rendila più lucente possibile perché un giorno voglio adornarmene. Non dubitare, sarà lei che verrà da te, ma prima la incontrerai in S. Pietro». Epistolario 4,1029