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Il Papa all’udienza generale del "12 Gennaio 2011" parla di Santa Caterina da Genova: il Purgatorio non è un luogo ma un fuoco interiore


◊   Santa Caterina da Genova, una laica vissuta a cavallo tra la metà del 15.mo secolo e il primo decennio del 16.mo, è stata questa mattina al centro dell’udienza generale di Benedetto XVI in Aula Paolo VI. Il Papa si è soffermato in particolare sulla descrizione che la Santa fece del Purgatorio, da lei indicato come una condizione interiore dell’anima che risale gradualmente all’originaria purezza divina. Al termine dell’udienza, Benedetto XVI ha ribadito che l’epoca attuale mette in luce per i cristiani “l’urgenza” di annunciare il Vangelo “con la loro vita”. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Non un luogo di tormenti sottoterra, ma un fuoco interiore che purifica l’anima. Cinquecento anni fa, così una donna genovese – che di mestiere faceva la direttrice del più grande ospedale cittadino dell’epoca – descrisse il Purgatorio. Nessuna scena apocalittica, come sarebbe stata più in tono con la sensibilità del tempo, ma l’immagine semplice e moderna di una fiamma che, consumando il peccato, riporta l’interiorità di un essere umano alla primitiva lucentezza. Ai novemila fedeli assiepati in Aula Paolo VI, Benedetto XVI ha riproposto la visione per cui la Santa di Genova passò alla storia, inquadrandola all’interno della sua vita di moglie e persona socialmente in vista, tentata da un decennio di mondanità che produce solo “vuoto” e “amarezza”, fino ad approdare all’incontro cruciale con Gesù, il 20 marzo 1473, durante una confessione bruscamente interrotta:


“Inginocchiatasi davanti al sacerdote, ‘ricevette – come ella stessa scrive – una ferita al cuore, d’un immenso amor de Dio’, con una visione così chiara delle sue miserie e dei suoi difetti e, allo stesso tempo, della bontà di Dio, che quasi ne svenne. Fu toccata nel cuore da questa conoscenza di se stessa, della vita vuota che conduceva e della bontà di Dio. Da questa esperienza nacque la decisione che orientò tutta la sua vita, espressa nelle parole: ‘Non più mondo, non più peccati’”.


Parte da qui, ha proseguito il Papa, la “vita di purificazione” di Caterina, segnata da un “costante dolore” per il peso del peccato, da un profondo contatto con Cristo nella preghiera e dall’acuta percezione della bontà di Dio. In questa esperienza di progressiva “unione mistica” – più tardi raccolta e descritta in un libro dal suo confessore – la futura Santa matura la sua percezione del Purgatorio. Una visione “originale”, ha riconosciuto il Pontefice, che pure non si configura come una vera e propria “rivelazione”:


“Il primo tratto originale riguarda il ‘luogo’ della purificazione delle anime. Nel suo tempo lo si raffigurava principalmente con il ricorso ad immagini legate allo spazio: si pensava a un certo spazio, dove si troverebbe il Purgatorio. In Caterina, invece, il Purgatorio non è presentato come un elemento del paesaggio delle viscere della terra: è un fuoco non esteriore, ma interiore. Questo è il Purgatorio, un fuoco interiore”.


In questa immagine e nei pensieri con i quali Caterina l’accompagna si condensa, ha considerato Benedetto XVI, il raffronto tra il “profondo dolore” patito per le sue personali miserie e l’“infinito amore di Dio” che l’ha perdonata. Anche questo influisce sull’immagine che la Santa genovese ha del Purgatorio:


“Non si parte, infatti, dall’aldilà per raccontare i tormenti del Purgatorio – come era in uso a quel tempo e forse ancora oggi – e poi indicare la via per la purificazione o la conversione, ma la nostra Santa parte dall’esperienza propria interiore della sua vita in cammino verso l’eternità (…) L’anima è consapevole dell’immenso amore e della perfetta giustizia di Dio e, di conseguenza, soffre per non aver risposto in modo corretto e perfetto a tale amore, e proprio l’amore stesso a Dio diventa fiamma, l’amore stesso la purifica dalle sue scorie di peccato”.


La spiritualità dei Caterina da Genova, ha osservato il Papa, si nutre di fonti teologiche antiche, come spesso accade nei Santi che sviluppano un intenso rapporto con il soprannaturale attraverso le letture sacre. Una costante che ha fatto soggiungere al Pontefice:


“I Santi, nella loro esperienza di unione con Dio, raggiungono un sapere’ così profondo dei misteri divini, nel quale amore e conoscenza si compenetrano, da essere di aiuto agli stessi teologi nel loro impegno di studio, di intelligentia fidei, diintelligentia dei misteri della fede, di approfondimento reale dei misteri, per esempio di che cosa è il Purgatorio”.


Attorno alla donna, immersa con grande disponibilità nei suoi doveri di responsabile d’ospedale, si coagulano negli anni entusiasmo e seguaci. Dio e il nosocomio, ha affermato il Papa, diventano i “poli” che riempiono totalmente la sua vita. Ma una vita tutt’altro che persa dietro e dentro fantasticherie interiori:


“Cari amici, non dobbiamo mai dimenticare che quanto più amiamo Dio e siamo costanti nella preghiera, tanto più riusciremo ad amare veramente chi ci sta intorno, chi ci sta vicino, perché saremo capaci di vedere in ogni persona il volto del Signore, che ama senza limiti e distinzioni. La mistica non crea distanza dall’altro, non crea una vita astratta, ma piuttosto avvicina all’altro, perché si inizia a vedere e ad agire con gli occhi, con il cuore di Dio”.


Proprio la particolare dedizione della Santa genovese verso gli ammalati ha suggerito al Papa un pensiero conclusivo:


“Il servizio umile, fedele e generoso, che la Santa prestò per tutta la sua vita nell’ospedale di Pammatone, poi, è un luminoso esempio di carità per tutti e un incoraggiamento specialmente per le donne che danno un contributo fondamentale alla società e alla Chiesa con la loro preziosa opera, arricchita dalla loro sensibilità e dall’attenzione verso i più poveri e i più bisognosi”.


E ai malati, così come ai giovani e ai nuovi sposi, Benedetto XVI ha poi affidato una sua premura al termine dell’udienza generale e dei saluti nelle altre lingue. “Le vicende di questa nostra epoca – ha detto – mettono ben in luce quanto sia urgente per i cristiani annunciare il Vangelo con la vita”. Siate dunque, ha concluso…


“…seminatori di speranza e di gioia (…) a beneficio della Chiesa e del mondo”.


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Preghiera per i defunti – 2


De profundis
Dal profondo a te grido, o Signore; *
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti *
alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore, *
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono, *
perciò avremo il tuo timore.

Io spero nel Signore, *
l’anima mia spera nella sua parola.
L’anima mia attende il Signore *
più che le sentinelle l’aurora.

Israele attenda il Signore, *
perché presso il Signore è la misericordia,
grande è presso di lui la redenzione; *
egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

Preghiera per i defunti
(Tradizione Bizantina)

Dio degli spiriti e di ogni carne, che calpestasti la morte e annientasti il diavolo e la vita al tuo mondo donasti; tu stesso o Signore, dona all’anima del tuo servo N. defunto il riposo in un luogo luminoso, in un luogo verdeggiante, in un luogo di freschezza, donde sono lontani sofferenza, dolore e gemito.
Quale Dio buono e benigno perdona ogni colpa da lui commessa con parola, con opera o con la mente; poiché non v’è uomo che viva e non pecchi; giacché tu solo sei senza peccato, e la tua giustizia è giustizia nei secoli e la tua parola è verità.

Poiché tu sei la risurrezione, la vita e il riposo del tuo servo N. defunto, o Cristo nostro Dio, noi ti rendiamo gloria, assieme al Padre tuo unigenito, con il santissimo buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Riposino in pace. Amen.

INDULGENZE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

 INDULGENZE PER LE ANIME DEL PURGATORIO
IL GIORNO DEI MORTI
I fedeli possono lucrare un’Indulgenza Plenaria applicabile solo alle anime del Purgatorio alle seguenti condizioni:
        -visita di una chiesa (tutte le chiese o oratori)
        -recita del Pater e del Credo
        -confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi)
        -comunione
        -preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave e Gloria)
DAL 1° all’8 NOVEMBRE
Alle solite condizioni, i fedeli possono lucrare (una al giorno) una Indulgenza Plenaria applicabile alle anime del Purgatorio:
        -visitando il cimitero
        -pregando per i defunti
PREGHIERE PER I DEFUNTI
L’Eterno riposo
L’eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace. Amen.


 

La vita eterna dona loro, o Signore,
fà che per essi splenda la luce perpetua,   
e che vivano nella pace.

La commemorazione dei fedeli defunti appare già nel secolo IX, in continuità con l’uso monastico del secolo VII di consacrare un giorno completo alla preghiera in suffragio per le anime purganti di defunti.
Amalario, nel secolo IX, poneva già la memoria di tutti i defunti il 2 novembre, successivamente a quelli dei Santi che erano già in cielo (1° novembre).
E’ solo con l’abate benedettino sant’Odilone di Cluny che questa data del 2 novembre fu dedicata ufficialmente alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, per i quali già sant’Agostino lodava la consuetudine di pregare anche al di fuori dei loro anniversari, proprio perché non fossero trascurati quelli senza suffragio.
La Chiesa è stata sempre particolarmente fedele al suffragio e al ricordo dei defunti.
Nella professione di fede del cristiano noi affermiamo: “Credo nella santa Chiesa cattolica, nella comunione dei Santi…”. Per “comunione dei santi” la Chiesa intende l’insieme e la vita d’assieme di tutti i credenti in Cristo, sia quelli che operano ancora sulla terra sia quelli che vivono nell’altra vita in Paradiso ed in Purgatorio.
In questa vita d’assieme la Chiesa vede e vuole il fluire della grazia, lo scambio dell’aiuto reciproco, l’unità della fede, la realizzazione dell’amore. Dalla comunione dei santi nasce l’interscambio di aiuto reciproco tra i credenti in cammino sulla terra i i credenti viventi nell’aldilà, sia nel Purgatorio che nel Paradiso.
Il 2 Novembre è il giorno che la Chiesa dedica alla commemorazione dei defunti.
Ma anche nella messa quotidiana, sempre riserva un piccolo spazio, detto “memento, Domine…”, che vuol dire “ricordati, Signore…” e propone preghiere universali di suffragio alle anime di tutti i defunti in Purgatorio.
La Chiesa, infatti, con i suoi figli è sempre madre e vuole sentirli tutti presenti in un unico abbraccio. Pertanto, mediante e durante la celebrazione del Sacrificio Eucaristico della Santa Messa prega in suffragio dei morti, come per i vivi, perché anch’essi sono vivi nel Signore. Per questo possiamo dire che l’amore materno della Chiesa è più forte della morte.
Nessuno può entrare nella visione e nel godimento di Dio, se al momento della morte, in grazia di Dio, non ha raggiunto la perfezione nell’amore.
Per particolari pratiche, inoltre, come alcune preghiere, la pratica di alcune celebrazioni e le buone opere, la Chiesa offre lo splendido dono delle indulgenze, parziali o plenarie, che possono essere offerte in suffragio delle anime del Purgatorio.
Un’indulgenza parziale o plenaria offre alla persona interessata una parziale o plenaria riduzione delle pene, dovute ai suoi peccati, che sono già stati perdonati. Tale riduzione può essere fruita anche dai defunti, i quali possono essere liberati dalle loro pene parzialmente o totalmente. La commemorazione dei defunti ebbe origine in Francia all’inizio del decimo secolo.
Nel convento di Cluny viveva un santo monaco, l’abate Odilone, che era molto devoto delle anime del Purgatorio, al punto che tutte le sue preghiere, sofferenze, penitenze, mortificazioni e messe venivano applicate per la loro liberazione dal purgatorio. Si dice che uno dei suoi confratelli, di ritorno dalla Terra Santa, gli raccontò di essere stato scaraventato da una tempesta sulla costa della Sicilia; lì incontrò un eremita, il quale gli raccontò che spesso aveva udito le grida e le voci dolenti delle anime purganti provenienti da una grotta insieme a quelle dei demoni che gridavano contro lui, l’abate Odilone.
Costui, all’udire queste parole, ordinò a tutti i monaci del suo Ordine cluniacense di fissare il 2 Novembre come giorno solenne per la commemorazione dei defunti. Era l’anno 928 d. C. Da allora, quindi, ogni anno la “festa” dei morti viene celebrata in questo giorno.
Da allora quel giorno rappresenta per tutti una sosta nella vita per fare un esame di coscienza, e ricordare con una certa nostalgia il passato, vissuto con i nostri cari che il tempo e la morte han portato via, il bene che coloro che ci hanno preceduti sulla terra hanno lasciato all’umanità.
Il 2 Novembre, poi, con un tremendo monito, ci riporta alla realtà delle cose richiamando la nostra attenzione sulla caducità della vita e alla salvezza della nostra anima. Questo pensiero richiama il fluire del tempo intorno a noi e in noi. […]
E ricorda che la morte può arrivare senza alcun preannunzio, improvvisamente. Si dice che la morte sia spaventosa: ma non è tanto la morte in sé a terrorizzarci, quanto piuttosto l’atto del morire ed il giudizio susseguente di dannazione o di salvezza eterna.
E’, infatti, il terrore di un attimo e non dell’eternità a spaventarci. Dunque sorgono molte domande: come sarà quel momento? Quanto durerà? Chi mi assisterà? Sarò solo? Dove sarò? In casa, per strada, al lavoro, mentre prego o sono distratto in altre faccende? Quando mi sorprenderà? Il pensiero di trovarsi soli, faccia a faccia con la morte, vittima ed esecutore, può produrre disagio e paura mentre si è in vita. Eppure per i veri cristiani non dovrebbe essere così. […]
Per questo, vista nella luce di Dio la morte diventa o dovrebbe diventare un dolce incontro, non un precipitare nel nulla, ma il contemporaneo chiudersi e aprirsi di una porta: la terra e il cielo si incontrano su quella porta. Del resto il pensiero della morte ritorna ogni volta che ci rivolgiamo alla Madonna con la preghiera del Rosario: “Santa Maria, madre di Dio prega per noi, adesso e nell’ora della nostra morte”. Si è detto che la morte sia la prova più dura della vita, ma non è vero.
E’ l’unica cosa che tutti sanno di dovere affrontare! Il giovane e il vecchio centenario, l’intelligente e l’idiota, il santo ed il peccatore, il papa e l’ateo. Come passiamo dall’infanzia alla giovinezza, dalla giovinezza alla maturità e poi alla vecchiaia, così si passa dalla vita alla morte. Vista nella luce di Dio la morte diventa un dolce incontro, non un tramonto, ma una bellissima alba annunciatrice della vita eterna con Dio insieme agli angeli e ai santi che ci hanno preceduto in terra.
tratto da un opera di Don Marcello Stanzione
fonte: santiebeati.it

Orazioni per i nostri defunti

clip_image002PREGHIERA DETTATA DA GESU’ A S. MATILDE PER I DEFUNTI

Padre nostro che sei nei cieli Io ti prego, o Padre celeste, perdona alle povere anime del purgatorio, perché esse non hanno amato Te, loro Signore e Padre, che Tu, per pura tua grazia, hai fatto tue figlie, e non ti hanno reso quell’onore, che ti dovevano, ma Ti hanno allontanato col peccato dal loro cuore, dove Tu volevi abitare sempre. Per lavare quei debiti io Ti offro quell’amore e onore, che il Tuo Unigenito Figlio Ti ha reso durante tutta la sua vita sulla terra, e tutte le azioni e gli atti di penitenza e soddisfazione, con cui Egli ha lavato i peccati degli uomini e li ha espiati. Amen! 

Sia santificato il tuo nome Io Ti supplico incessantemente, o buonissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre hanno degnamente onorato il Tuo Santo nome, ma invece così spesso lo hanno avuto superficialmente sulla bocca e con una vita di peccato si sono rese indegne del nome di cristiane. In riparazione di questi loro peccati, io Ti offro tutto l’onore, che il Tuo amatissimo Figlio Ti ha reso sulla terra con la sua predicazione e le sue opere per il Tuo Nome. Amen!

Venga il tuo regno Io Ti prego, amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre e con grande desiderio hanno cercato Te e il tuo regno con premurosa diligenza. Per riparazione della loro superficialità nel fare il bene, io Ti offro i santi desideri di Tuo figlio, con i quali Egli desidera e chiede, che anch’esse siano coeredi del suo Regno. Amen!

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra Io Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime perché non sempre hanno sottoposto la loro volontà alla Tua e non hanno cercato di compierla in tutte le cose, ma troppo spesso sono vissute secondo il proprio volere e così hanno agito. Per la loro disubbidienza io Ti offro la perfetta unione dell’amorosissimo Cuore di Tuo Figlio con la Tua santissima volontà, e la sua profonda sottomissione con cui Egli Ti fu ubbidiente fino alla morte in croce. Amen!

Dacci oggi il nostro pane quotidiano Io Ti prego, Amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché non sempre hanno ricevuto il Santissimo Sacramento dell’altare con profondo desiderio, ma spesso senza devozione o perfino indegnamente, oppure hanno trascurato di riceverlo. Per questi loro peccati io Ti offro la grande Santità e la devozione di Gesù Cristo, Tuo Figlio, come pure il suo grande amore con cui Egli ci ha fatto questo santissimo dono e ci ha dato questo altissimo Bene. Amen!

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori Io Ti prego, buonissimo Padre perdona alle povere anime del purgatorio tutti i debiti, che esse si sono assunti su di se con i sette peccati capitali, e soprattutto, perché esse non hanno amato i loro nemici e non hanno voluto perdonare loro. Per questi peccati io Ti offro l’amorosa preghiera, che Tuo Figlio ti ha rivolto sulla Croce per i suoi nemici. Amen!

E non ci indurre in tentazione Io Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse tanto spesso non hanno opposto alcuna resistenza alle tentazioni e alle loro passioni, ma hanno seguito il maligno nemico e hanno accontentato i desideri della carne. Per questi loro molteplici e diversi peccati io Ti offro la gloriosa vittoria di Gesù Cristo, con cui Egli ha vinto il mondo, e il suo lavoro, le sue fatiche, la sua santissima vita e la sua amara Passione. Amen!

Ma liberaci dal male E per tutti i castighi per i meriti del Tuo amatissimo Figlio, e conduci le povere anime e noi nel Regno dell’eterna gloria, che sei Tu stesso. Amen!

clip_image004ORAZIONE DI S. GERTRUDE

per i defunti

Santa Geltrude, recitando queste orazioni insieme con 1’Ufficio, chiedeva al Signore quanto e come gli fosse accetta l’opera di coloro che così pregavano. Ed il Signore rispose: “La gradisco tanto ed è come se liberassero me stesso dalla prigionia ogni volta che con queste preghiere si libera un’Anima dalle sue pene. Ricambierò al momento opportuno queste opere di carità, secondo l’onnipotenza della mia generosità”.


De profundis: Dal profondo a Te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono: perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella tua parola. L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

PRIMA ORAZIONE
Ti saluto e benedico, dolcissimo Gesù, Ti adoro con tutto il mio cuore e Ti ringrazio per l’amore che ci hai manifestato con la tua incarnazione, la nascita nella povertà e per averci lasciato Te stesso nel Santissimo Sacramento. Ti prego di unire questa mia preghiera, che Ti offro per la cara Anima del defunto (nome) ai meriti della tua santissima vita. Con l’abbondante grazia di tale preghiera desidero supplire e compensare perfettamente ciò che questa Anima ha trascurato nelle tue lodi, nelle preghiere, virtù e buone opere che avrebbe dovuto compiere per tuo amore, avrebbe potuto con la tua grazia e non ha fatto con pura intenzione e perfettamente. Amen. L’eterno riposo. De profundis.

SECONDA ORAZIONE
Ti saluto e benedico, dolcissimo Gesù, Ti adoro e Ti ringrazio per l’amore infinito che ci hai manifestato quando Tu, Creatore dell’universo, per Redimerci Ti sei reso Vittima inerme nelle mani degli uomini che Ti hanno legato, trascinato, battuto, insultato, flagellato, coronato di spine e condannato a morte, spogliato, crocifisso, fino a morire d’una morte terribile sulla croce, con il cuore trafitto da una lancia. Mi unisco al tuo immenso amore offrendoti queste mie orazioni e Ti prego, per i meriti della tua santissima Passione e Morte, di cancellare ciò che l’Anima per la quale Ti prego ha fatto contro la tua volontà ha fatto con pensieri, parole ed opere. Ti prego pure di offrire a Dio Padre i tuoi meriti, ogni pena e dolore del tuo Corpo piagato e della tua Anima addolorata per riparare alle mancanze commesse da quest’Anima e soddisfare così la tua giustizia. Amen. L’eterno riposo. De profundis.

TERZA ORAZIONE 
Ti saluto e benedico, dolcissimo Gesù, Ti adoro e Ti ringrazio per l’amore e la bontà con cui Tu, risorgendo ed ascendendo al Cielo, glorificasti la nostra umanità già vinta dalla morte, e la collocasti alla destra del Padre. Ora ti prego che l’Anima per la quale Ti supplico possa presto partecipare alla tua gloria e al tuo trionfo. Amen. L’eterno riposo. De profundis.

QUARTA ORAZIONE 
Ti saluto e benedico, dolcissimo Gesù, Ti adoro e Ti ringrazio per tutti i benefici di cui hai colmato la tua gloriosa Madre e tutti i tuoi eletti. Desidero unirmi ora all’amore dei tuoi Santi che Ti glorificano e Ti ringraziano per la salvezza ottenuta per mezzo della tua Incarnazione, Passione e Resurrezione e Ti prego di supplire con i meriti e con le preghiere della tua e nostra Madre Immacolata e dei Santi a quanto manca a quell’anima per giungere nella Patria beata e poter godere per sempre della tua presenza. Amen. L’eterno riposo. De profundis.

Non piangere

– S. Paolo ci esorta a non piangere come i pagani che non hanno speranza. La nostra fede e la nostra unione a Cristo ci confermano la vita eterna.

Un pianto disperato non è cristiano perché si è incapaci di scorge­re la luce di Dio.
– S. Giovanni Crisostomo rimproverava i fedeli che nei funerali erano inconsolabili e piangevano troppo.
– S. Girolamo e s. Gregorio Magno ci hanno lasciato scritto che ai loro tempi non si piangeva anzi si cantava l’Alleluja che è canto di gioia e di fede nell’altra vita.
– Se avremo sempre presente la realtà della vera vita che ci at­tende, verseremo poche lacrime e per il cristiano vero quel giorno di morte si trasformerà in giorno di vita nel Signore.
Con la bontà e con la preghiera otteniamo molto sia per noi
che per le anime del purgatorio.

PREGHIERE PER I DEFUNTI


Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di Te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore,
l’anima mia spera nella sua parola.
L’anima mia attende il Signore,
più che le sentinelle l’aurora.
Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.


PER I CARI
DEFUNTI

Per il mistero della
comunione dei
Santi noi possiamo
venire in aiuto
a quanti sono morti
nel Cristo. Ecco la
Preghiera più semplice e
tradizionale per i defunti.

L’eterno riposo dona loro [donagli / donale], o
Signore, e splenda ad essi [a lui / a lei] la luce perpetua.
Riposino [Riposi] in pace. Amen.



PER TUTTI I DEFUNTI

O Dio onnipotente ed eterno, Signore dei vivi e dei
morti, pieno di misericordia verso tutte le tue creature,
concedi il perdono e la pace a tutti i nostri fratelli
defunti, perché immersi nella tua beatitudine ti lodino
senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SIGNORE DELLA VITA, tu che sei il vero amico
degli uomini, che ti sei commosso di fronte al pianto
della vedova di Naim e le hai resituito il figlio; tu che
hai pianto davanti alla morte del tuo amico Lazzaro
e l’hai restituito all’affetto delle sue sorelle; tu che
nella tua grande amicizia per noi, non hai esitato a
morire sulla croce per riscattarci dal nostro peccato
e dal nostro egoismo, fa che il ricordo di coloro che
ci hanno preceduto e vivono già nella tua casa nel
cielo, non sia per noi fonte di tristezza e di rassegnazione,
ma impegno a servire la vita dei nostri fratelli
che più soffrono e hanno bisogno.
Che il tuo Spirito di vita abiti nei nostri cuori e custodisca
le persone che ci sono state più care, adesso
e per tutti i secoli dei secoli.
Amen



Preghiera per una Buona Morte


Dio di bontà, Padre delle Misericordie e Dio di ogni consolazione,
tu vuoi che nessuno perisca di quelli che credono e sperano inTe:
abbi pietà di mé nella mia ultima ora.
La mia morte sia un passaggio da questo mondo Tè.

Padre che mi hai creato,

Figlio che mi hai redento,

Spirito Santo che mi hai santificato..

Concedimi o Trinità Santissima,
il riposo eterno nel Tuo infinito Amore.

Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre mia,
Raccomandami a tuo Figlio Gesù nel momento della mia morte.

San Giuseppe, patrono dei morenti,
io mi affido alla tua protezione
Tu che sei morto dolcemente tra Gesù e Maria.
Assistimi  nell’ultima ora.
Amen.

Padre nostro, Ave Maria, L’eterno Riposo

 

Novena per le anime del purgatorio

NOVENA PER LE ANIME DEL PURGATORIO


1° giorno: Come ben sappiamo, il motivo per cui tante anime soffrono in Purgatorio è per i peccati commessi in vita. La loro sofferenza nasce dalla consapevolezza dell’entità e del numero dei loro peccati. O Gesù, mio Signore e Salvatore! Con il mio peccato anch’io ho spesso meritato l’Inferno e l’idea di essere dannato per l’eternità mi turba profondamente. Ti amo e Ti adoro per la Tua infinita Misericordia. Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore di averTi ferito e offeso e propongo di migliorare. Concedimi, o mio Dio, il Tuo perdono e la Tua grazia. Abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio. O Maria, madre di Dio, mediatrice di tutte le grazie. Madre dell’Eterna Pace, vieni in aiuto delle anime del Purgatorio mediante la Tua potente intercessione. Per mezzo di essa possa Gesù Cristo, Tuo amatissimo Figlio e nostro Signore, concedere loro di partecipare alla Sua gloria e beatitudine. Pater… Ave… Eterno Riposo.

2° giorno: Le anime del Purgatorio soffrono pensando al tempo perso in vita e che avrebbero potuto impiegare per guadagnarsi meriti per accedere al Paradiso; non è più possibile, infatti, dopo la morte, acquisire ulteriori meriti. O Dio Onnipotente ed Eterno! Cosa ho mai fatto nella mia vita per meritarmi il Premio Eterno? Le cose di questo mondo hanno quasi sempre assorbito i miei sensi ed i miei pensieri. Ti ringrazio perché mi concedi altro tempo per riparare al male compiuto e per guadagnarmi meriti per il Paradiso. Mi dolgo con tutto il cuore per essermi allontanato da Te, o Dio di somma Bontà. O Gesù, Tu hai promesso di abitare con noi per sempre: fa che nulla conti tanto quanto l’amarTi ed il servirTi: abbi pietà di me e dei nostri fratelli del Purgatorio. O Maria, Madre di Dio, piena di grazia, vieni in aiuto alle anime del Purgatorio con la tua potente intercessione! Per mezzo di essa, possa Gesù Cristo, il Tuo amatissimo Figlio e nostro Signore, concedere loro il partecipare alla Sua gloria e alla Sua beatitudine. Pater… Ave… Eterno Riposo.

3° giorno: Grande è l’afflizione delle anime del Purgatorio alla vista spaventosa dei propri peccati che dovranno espiare con sommo dolore in questo luogo di purificazione. Da vivi, infatti, non erano sufficientemente consapevoli dell’entità delle loro colpe che in Purgatorio emergono molto chiare. O Eterno Padre, Dio Santo ed Onnipotente, Dio Santo ed immortale, io Ti amo e Ti adoro sopra ogni cosa poiché Tu sei Misericordia Infinita e mi dolgo con tutto il cuore di averTi offeso. D’ora in poi intendo adoperarmi in tutti i modi per non allontanarmi più da Te. Donami nuovamente, o mio Dio, la Tua grazia. Abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio. O Maria, Maria di Dio, piena di grazia, vieni in aiuto alle anime del Purgatorio con la Tua potente intercessione, per mezzo di essa, possa Gesù Cristo, il Tuo amatissimo Figlio e nostro Signore, concedere loro di partecipare alla Sua gloria e alla Sua beatitudine. Pater… Ave… Eterno Riposo.

4° giorno: Già da questo momento dobbiamo profondamente affligerci per aver offeso Dio, Eterno Amore, così frequentemente. I nostri fratelli del Purgatorio riconoscono molto più chiaramente di noi l’infinita bontà di Dio e quindi Lo amano con tutte le loro forze. Perciò soffrono pene indescrivibili al solo pensiero di avere offeso un Dio così grande nell’amore, queste pene sono più severe di quelle sofferte sulla terra. O Dio Onnipotente ed Eterno, io Ti amo sopra ogni cosa poiché sei Bontà Infinita e mi pento e mi dolgo con tutto il cuore di averTi offeso. Propongo di non offenderti mai più. Aiutami a perseverare in ciò da questo momento. Abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio. O Maria, Madre di Dio, piena di grazia, vieni in aiuto alle anime del Purgatorio con la Tua potente intercessione, per mezzo di essa, possa Gesù Cristo, il Tuo amatissimo Figlio e nostro Signore, concedere loro di partecipare alla Sua gloria e alla Sua beatitudine. Pater… Ave… Eterno Riposo.

5° giorno: Le anime del Purgatorio ignorano quando le loro sofferenze avranno fine. Sono certe, che un giorno ne verranno sollevate. Tuttavia l’incertezza stessa circa questo termine è per loro fonte di grande angustia. O Dio infinitamente buono, Ti amo sopra ogni cosa e mi dolgo e mi pento con tutto il cuore di averTi offeso. Propongo seriamente di darTi gioia. Fa che io riposi, o Dio, nella Tua pace! Eterno Padre, Dio Santo, Dio Santo e Forte, Dio Santo ed Immortale, abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli in Purgatorio. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te per protezione! Santa Maria, Vergine Immacolata e Madre di Dio, con la Tua potente intercessione vieni in nostro soccorso ed in soccorso dei nostri fratelli del Purgatorio. Pater… Ave… Eterno Riposo.


6° giorno: Di grande conforto per le anime del Purgatorio è il pensiero della dolorosa Passione di nostro Signore Gesù Cristo e del Mistero Eucaristico poiché sentono di essere state redente dal Suo Sacrificio e di aver ricevuto, con la Santa Comunione da vive, e di continuare a ricevere, attraverso la comunione della Chiesa militante, tantissime grazie. Altrettanto grande è il loro sconforto al pensiero di essere state così indifferenti in vita di fronte a queste due immense prove dell’amore di Gesù Cristo per ognuna di loro. O mio Signore e mio Dio, Tu moristi in croce per me. Quante volte ti donasti a me nell’ostia consacrata e quante volte Ti ricevetti con poca o nessuna gratitudine e come cosa dovutami! Propongo, o mio grande e santo Dio, di non offenderTi nuovamente. O mio Salvatore, donami il Tuo perdono e il Tuo amore! O mio Dio, mio dono immenso, abbi pietà di me e dei miei fratelli che soffrono nella Chiesa purgante. O Maria, Madre di Dio e di tutti gli uomini, con la Tua potente intercessione vieni in aiuto ai nostri fratelli del Purgatorio.
Pater…Ave… Eterno Riposo.


7° giorno: Il dolore immenso che provano le anime del Purgatorio e che noi possiamo alleviare, aumenta allorché esse considerano gli atti misericordiosi di Dio. In vita ebbero genitori cristiani, il dono della fede fin da piccoli, insomma tutto e quanto di meglio per ricevere le grazie di Dio. Tutto ciò, ai loro occhi, rende il loro peccato di ingratitudine ancora più grave. O Dio Onnipotente, Dio Eterno, fui anch’io creatura ingrata. Tu mi aspettasti con infinita pazienza e rimettesti i miei peccati ripetutamente. Eppure io, dopo reiterate promesse, continuai ad offenderti. O mio Dio, nostro Pasdre nei cieli, abbi pietà di me! Mi dolgo e mi pento di averTi offeso e Ti prometto di riparare le mie colpe. Abbi pietà di me e dei miei fratelli del Purgatorio. Liberali dalla loro colpa e dalla loro condanna. Liberali presto e concedi loro di divenire intercessori per me e per tutte le mie intenzioni. O Maria, nostro aiuto e protezione, vieni in soccorso ai nostri fratelli del Purgatorio con la Tua potente intercessione.
Pater… Ave… Eterno Riposo.


8° giorno: Le anime del Purgatorio che non sono in grado di poter aiutare se stesse, soffrono indicibilmente al pensiero che tanti uomini e donne vivono senza sapere ciò che fanno. Esse trascorrono la propria vita senza mai pensare a Dio, all’eternità e quindi al perché esistono e, di conseguenza, non sono in grado di prepararsi sin d’ora all’incontro finale con il loro Creatore. O Dio onnipotente ed Eterno proteggimi da un cuore apatico ed indolente. Aiutami a riconoscere nella mia esistenza i veri valori, a contare i miei giorni e ad avvicinarmi sempre di più a te fino a vederTi, adorarTi e lodarTi nel Tuo Regno Eterno. O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te per ottenere la Tua protezione. Santa Maria, Madre di Dio, mediatrice di tutte le grazie, vieni a noi ed a tutte le anime del Purgatorio con la Tua potente intercessione. Pater… Ave… Eterno Riposo.


9° giorno: I patimenti delle anime del Purgatorio sono terribili per i loro peccati e per la lunga purificazione. Ma di gran lunga il dolore più grande per loro è quello di essere separati da Dio e privati della Sua vista. O Dio Onnipotente ed Eterno! Come ho potuto accumulare anni su anni di lontananza dalle tue grazie! Perdonami, mio Signore e mio Dio! Non permettere che io perda nuovamente le grazie che mi hai dato! Ti supplico di concedere le Tue grazie e la Tua Misericordia ai fratelli del Purgatorio. Allevia, Ti prego, le loro sofferenze, abbrevia il loro esilio e mostra loro presto la Tua beatitudine. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte. Amen. O Maria, Vergine concepita senza peccato e Madre di Dio, mediatrice di tutte le grazie, Regina di tutti i Santi, vittoriosa in tutte le battaglie di Dio, vieni in nostro aiuto ed in aiuto ai nostri fratelli del Purgatorio con la Tua potente intercessione. Pater… Ave… Eterno Riposo.