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La preghiera di Adorazione Eucaristica (A che cosa serve?).

La preghiera di Adorazione Eucaristica


A che cosa serve l’adorazione eucaristica? Che cos’è l’adorazione eucaristica?

Perché è cosi importante per l’evangelizzazione?

Avevamo detto all’inizio che cos’è la preghiera.

La preghiera è il respiro dell’anima, come  il corpo ha bisogno dell’ossigeno per respirare e  vivere, così  l’anima ha bisogno della preghiera.

Noi non possiamo vivere dicendo un “Gloria al Padre” velocemente la mattina, e o magari un eterno riposo prima di andare a letto, la sera.

L’anima ci è stata donata dal Signore, e  il suo futuro è quello di ritornare a Lui, essa  non può vivere se non è in stretto rapporto con Dio e questo stretto rapporto  lo può avere solamente nel momento in cui c’è un colloquio personale o anche comunitario con  Gesù.

Quindi noi vogliamo andare al di là di quando  spesso viene detto: <>. Questo va bene  solo a livello comportamentale, non all’anima.

Ci sono vari tipi di preghiera:la preghiera di richiesta è quella in cui  presentiamo al Signore con  tutte le  nostre necessità; la preghiera di supplica;  la preghiera di lode;  la preghiera di ringraziamento; la letture dei salmi dove a volte nei salmi si loda , si ringrazia il Signore, altre volte si supplica.

La preghiera dell’Adorazione Eucaristica è la preghiera più alta, la preghiera diciamo per eccellenza. E’ la preghiera che racchiude in sé tutte le preghiere, sia quella di richiesta, sia quella di supplica, sia quella di ringraziamento, sia quella di lode.

Se riuscissimo a stare alla presenza di Dio, anche nel semplice silenzio, a fare il vuoto dentro di noi,  ci accorgeremo che con il tempo  Dio sicuramente  si manifesterà a noi individualmente.

Non è piacevole stare davanti al Signore e dire:  <>. Il  Signore sa di che cosa abbiamo bisogno, ancor prima che noi glie ne facciamo richiesta.
All’inizio la preghiera di richiesta ci aiuta senz’altro, è la preghiera a tamburo battente, spesso noi facciamo così davanti all’Eucaristia…ma poi bisogna stare lì e …ascoltarLo!

Le tentazioni elencate nei vangeli, parlano di quando satana nel deserto cercò di  tentare  Gesù , lo condusse con sé su un monte e gli mostrò tutti i regni del mondo e gli disse:  <>.

Noi sappiamo che satana vuole essere adorato e vediamo tante persone  che  conosciamo che cadono nel tranello del  nemico  e  vanno  ad  adorarlo,  e l’adorano anche inconsapevolmente, a volte;  a  volte  con  tutti  i  piedi,  quindi  con  tutta  la   propria volontà, con tutto il proprio cuore e con tutto il proprio essere.

Fanno una scelta di vita, e una scelta di vita che non è molto intelligente, bisogna ammettere che alcune volte non se ne accorgono, perché  pensano solo a voler  raggiungere il potere e il successo personale.

L’unico che ha potere è l’Onnipotente il quale ha potere sulla vita e sulla morte, ha potere se noi abbiamo adesso l’ossigeno nei polmoni per respirare, o se fra mezz’ora dobbiamo avere la nostra dipartita.

Il Creatore ha potere sulle nostre scelte di vita, Lui ha potere di entrare nel nostro cuore, in qualsiasi momento, cosa che, il nemico nella nostra vita più di tanto non può fare. Il nemico sicuramente può crearci qualche ostacolo, metterci addirittura alla prova , oppure insinuare qualche tentazione piccola o grande.

Se noi  rimaniamo incardinati in Cristo, Cristo non permetterà che noi cadiamo, nella vita dei Santi, si nota che se il Signore permette una prova, questa è nella misura in cui serve, perché la fede deve essere  affinata, cioè provata.
Molti Profeti e molti Santi sono stati provati nella fede, e  in questa prova della fede hanno dimostrato la propria santità e hanno avuto il trionfo del progetto di Dio.  

Pensiamo alla prova di Abramo, a cui è stato richiesto di offrire in olocausto quell’unico figlio che gli era stato donato da Dio stesso . Una cosa assurda!!!

Dio ti fa una grazia così grande,  poi un giorno ti dice: <>.  Abramo accetta la prova, non si ribella.

Abramo nella sua infinita fede  si affida totalmente a  Dio, non rifiuta  la richiesta.
Quindi mentre stava per colpire il figlioletto, ecco che Dio, gli invia  un angelo, e l’angelo gli disse: “Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli del male.
Ora so che tu temi Dio. Dio  poi lo benedisse”.

Noi siamo su questa terra, perché tutti siamo chiamati  alla santità e tutti dobbiamo rispondere a questa chiamata, anche se ci costa fatica dobbiamo arrivarci a qualunque sacrificio.
Noi non siamo qui sulla terra per fare gli idolatri,  il Signore non ci ha dato la vita per andare ad adorare chi non ha  potere.

La preghiera di adorazione significa innanzitutto questo: <>.
Il Profeta Ezechiele  vide un angelo di immensa bellezza, lo aveva scambiato per Dio, l’angelo gli disse: <>.

Soltanto di fronte a Gesù Eucaristia noi ci inginocchiamo, solo Lui osanniamo, solo di fronte a Lui mettiamo la testa giù, perché veramente in questa articolazione del nostro corpo   vogliamo ricordare a noi stessi,  che non siamo nulla e che Lui è tutto.

Noi nel prostrarci di fronte a Dio, inginocchiandoci e chinandoci diciamo con quei gesti, che c’è un nostro riconoscere che solo Lui ha potere sopra di noi.

Nel momento in cui contemplavano Dio, molti Santi, andavano in estasi, il Padre nostro non riuscivano a recitarlo neanche  tutto, perché adoravano Dio, nel proprio cuore, con la propria mente, con tutte le facoltà,quindi l’anima va  in estasi perché la sua anima è totalmente dedicata alla contemplazione del Padre; così noi, di fronte a Gesù eucaristia, dovremmo andare tutti in contemplazione e se Dio volesse anche in estasi.
Gesù vero, vivo, il segno tangibile della sua presenza noi l’abbiamo nell’eucaristia, durante la celebrazione eucaristica al momento della epiclesi, quando il sacerdote impone le mani sulle ostie non consacrate e sul vino, in quel momento dell’elevazione avviene la transustanziazione. 

L’acqua e il vino si trasformano in sangue di Cristo, e le ostie di pane e frumento normale diventano veramente corpo e sangue di Cristo.

Noi abbiamo delle prove scientifiche di questo: nei vari miracoli eucaristici come ad esempio nel Miracolo Eucaristico di Lanciano dove un monaco nel VII° secolo, ebbe un dubbio, disse tra sè: <>

Il Signore di fronte a questo dubbio gli ha dato la prova scientifica e concreta, il vino è diventato sangue umano, e l’ostia è diventata un pezzo di carne, scientificamente è stato approvato che trattasi di una fetta di cuore umano.
La scienza, infatti, ha potuto confermare nei vari secoli che è una sezione del cuore, e dalle analisi scientifiche risultano il cardio e  miocardio e quindi che quel pezzetto di ostia, è una fetta del cuore di Gesù.
Noi abbiamo il pezzo di cuore di Dio di fronte a noi, e noi possiamo chiedergli tutto come figli, possiamo stare alla sua presenza nella realtà più assoluta.

Durante l’adorazione, il Signore ci riempie  di carica vitale, di forza,  di gioia, stare con lui non è tempo perso, a volte non lo sappiamo quello che Dio fa per noi in quell’ora di adorazione ma è certo che  non usciremo a mani vuote.

Stare di fronte a lui è come stare di fronte al sole, dopo un’ora esci che sei completamente trasformato, non te ne accorgi subito, perché la sensibilità spirituale si acquisisce un po’ alla volta.
Il Signore risveglia i suoi doni, i suoi carismi, stando in adorazione, si acquistano benefici spirituali, all’inizio potremmo anche non percepire fisicamente e spiritualmente i benefici, ma ci sono senz’altro.
Stare vicino a Gesù, con il tempo ci accorgiamo che le cose materiali che prima impegnavano la nostra mente, non ci interessano più, e dopo che sei stato davanti alla sua luce, magari, quel lavoro di otto ore, si riesce a farlo in due.

Nel momento in cui si fa l’adorazione, avviene anche una rigenerazione dentro di noi, Gesù ci toglie tutte quelle tossine di cui siamo impregnati  tutti i giorni a causa delle nostre mancanze, delle nostre debolezze, del contagio con il peccato, e di tutto ciò che ci circonda, anche  negli ambienti che abitualmente frequentiamo, che purtroppo non sono purificati.

Rimanendo alla sua presenza, lasciandoci riempire da Lui, possiamo veramente essere strumenti di luce e portarla anche dentro i Tribunali; prendendo l’ossigeno dall’adorazione, noi possiamo  andare lì e portare la luce a chi non ne ha, e a chi ne ha bisogno, io ho il dovere di aiutarlo, ad essere anche lui illuminato; è come il massaggio cardiaco che può rimettere in movimento ogni cuore che si è arrestato.

Il vangelo secondo Matteo, ci parla della venuta dei Magi, non è adesso il periodo di Natale, però ho voluto prendere in considerazione questo passo della Bibbia. Mi è venuto in mente  anche una meditazione di Giovanni Paolo II°: <>.  E’ il tema per i giovani a Colonia questa estate.

In questa riflessione del Santo Padre c’era proprio questo richiamo dei Magi, che vedono la stella cometa: <>.

Ecco che i Magi vanno a chiederlo ad Erode. Che cosa strana!!
Con tanta gente proprio da uno che non crede in Dio!

Allora Erode, chiamò in segreto i Magi, si fece dire loro il tempo in cui era apparsa la stella: <>.

I Magi riescono a trovare la stella cometa che indicava il punto dove il bambino era nato, vengono immediatamente avvertiti in sogno, di non tornare da Erode, presero un’altra strada e fecero ritorno al loro paese.

Si nota in questo passo come le forze delle tenebre cercano di confondere i figli della luce, Erode voleva uccidere il bambino. Accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, andò su tutte le furie e mandò i suoi soldati ad uccidere tutti i bambini di Betlemme dai due anni in giù.

lI Magi si sono mossi, perché avevano avuto una rivelazione, avevano avuto una mozione interiore, quindi diciamo che erano stati chiamati, quella stella indicava la venuta del Messia.

I Magi erano andati veramente per adorarlo! Quindi, quando ciascuno di noi si muove per andare incontro al Signore per adoralo, anche se dovesse incappare per la strada in briganti, in ladri e massoni, non fa niente, lo Spirito Santo viene in nostro aiuto e ci illumina.

Perché io vengo in adorazione?

Perché voglio cambiare il mio cuore. Come i Magi; una volta incontrato  e conosciuto Gesù non  si può ripercorrere la stessa strada, la strada dei peccati, la stessa strada dei  limiti, la stessa strada delle  debolezze dove ci si cade  tutti i giorni e si continua a cadere.

La conversione è un cambiare strada anche se è un cammino che dura  tutta la vita, è un cammino di ogni giorno.
Molti dicono: <>. Uccidere non significa semplicemente prendere un arma e uccidere qualcuno, uccidere è anche quando non concedi il perdono, non perdonare significa tenere incatenato qualcuno  e anche te.

Durante l’adorazione ci vengono fuori le ispirazioni, le profezie, i doni di conoscenza, i doni carismatici, i doni che servono, per la nostra vita personale, per la vita comunitaria, per il nostro gruppo, per l’evangelizzazione, ci dà quella spinta come  fosse un potente energetico.

Questo è l’effetto benedicente che ha Gesù quando stiamo di fronte a Lui.

Gesù parla in silenzio nel Mistero dell’Eucaristia

per contemplare qualche minuto in silenzio
clicca qui

Gesù anche questa sera si dona a noi nell’Eucaristia,
condivide il nostro stesso cammino,
anzi si fa cibo,
il vero cibo che sostiene la nostra vita
anche nei momenti in cui la strada si fa dura, gli ostacoli rallentano i nostri passi.
E nell’ Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada,
quella del servizio, della condivisione, del dono,
e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo,
se condiviso,
diventa ricchezza,
perché la potenza di Dio, che è quella dellamore,
scende nella nostra povertà
per trasformarla.

(Papa Francesco, Corpus Domini 2013)


[Inviato da Dony su “ Innamorati della Lode – ML“]

Notizie storiche sulla festa del Corpus Domini

Venne istituita l’11 agosto 1264 da papa Urbano IV con la Bolla Transiturus de hoc mundo, promulgata da Orvieto ove il pontefice risiedeva. L’anno precedente si era anche verificato un evento prodigioso nella diocesi orvietana, presso Bolsena (miracolo di Bolsena, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto). La venerazione del Santissimo Sacramento nacque in Belgio nel 1246 come festa della diocesi di Liegi. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. L’introduzione di questa festività nel calendario cristiano la si deve principalmente ad una donna, suor Giuliana di Cornillon, una monaca agostiniana vissuta nella prima metà del tredicesimo secolo. Da giovane avrebbe avuto una visione della Chiesa con le sembianze di una luna piena, ma con una macchia scura, ad indicare la mancanza di una festività.

Nel 1208 ebbe un’altra visione, ma questa volta le sarebbe apparso Cristo stesso, che le chiese di adoperarsi perché venisse istituita la festa del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il Sacramento dell’eucarestia. Dal 1222, anno in cui era stata nominata priora del convento di Mont Cornillon, chiese consiglio ai maggiori teologi ed ecclesiastici del tempo per chiedere l’istituzione della festa. Scrisse una petizione anche ad Ugo di Saint-Cher, all’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon (futuro Urbano IV) e a Roberto de Thourotte, vescovo di Liegi. Furono proprio l’iniziativa e le insistenti richieste della monaca a far sì che, nel 1246, Roberto de Thourotte convocasse un sinodo ed ordinasse, a partire dall’anno successivo, la celebrazione della festa del Corpus Domini. All’epoca i vescovi avevano infatti la facoltà di istituire festività all’interno delle loro diocesi.
Si dovette aspettare però il 1264, alcuni anni dopo la morte di suor Giuliana e di Roberto de Thourotte, perché la celebrazione fosse estesa a tutta la Chiesa universale.Durante il periodo delle guerre di religione in Francia (in verità tra il 1540 e il 1600, cioè in un arco temporale leggermente più lungo), la processione del Corpus Domini fu un’occasione di gravi perturbazioni della pace. Infatti per i Calvinisti (noti in Francia come Ugonotti) la transustanziazione è una leggenda priva di fondamento, e persino offensiva nei confronti della reale religione evangelica. Gli Ugonotti facevano la processione oggetto di numerose provocazioni, e veri e propri attacchi alle immagini e all’ostia (che spesso si trasformavano in battaglie), oppure semplicemente dimostravano la loro diversità religiosa (non stendendo alla finestra le tovaglie che, tradizionalmente, le famiglie cattoliche francesi mettevano in mostra in omaggio alla processione, lavorando ostentatamente alle finestre o davanti agli usci ecc.). Sovente inoltre le folle cattoliche si radunavano per la processione e poi attaccavano i protestanti in massa, sia con omicidii che con “semplici” bastonature, e magari saccheggi e torture, oppure chiedevano il perdono e la benedizione ecclesiastica per le violenze che avevano perpretrato nei giorni precedenti proprio in occasione del Corpus Domini.
Fino alla metà del ‘600 in certe zone della Francia la processione del Corpus Domini fu quindi accompagnata da massici schieramenti di forza pubblica, e con i fedeli in genere armati e pronti a difendere l’ostia da eventuali profanazioni.

Data della solennità

Questa festa è di precetto e viene celebrata il giovedì della II settimana dopo la Pentecoste.
A Orvieto, dove fu istituita e a Roma la celebrazione, dov’è presieduta dal Romano Pontefice, si svolge infatti il giovedì dopo la solennità della SS. Trinità nell’Arcibasilica Cattedrale di S. Giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione tradizionale fino alla basilica di Santa Maria Maggiore; il Santo Padre la presiede in quanto Vescovo di Roma. Nella stessa data (giovedi dopo la Santissima Trinità) si celebra in quei paesi nei quali la solennità è anche festa civile: nei cantoni cattolici della Svizzera, in Spagna, in Germania, Irlanda, Croazia, Polonia, Portogallo, Brasile, Austria e a San Marino.

Invece in Italia, e in quelle nazioni dove essa non è festa di precetto, si celebra la domenica successiva, in conformità con le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario.
In Italia, il senatore della Svp Oskar Peterlini ha presentato alla Camera e al Senato un disegno di legge per il ripristino del Corpus Domini quale giorno festivo a tutti gli effetti civili, così come succede in altri Paesi europei (Camera ddl. n. 1647 e Senato n. 940).
Il 29 aprile 2008 è stato ripresentato di nuovo tale disegno di legge al nuovo Parlamento. Nella riforma del rito ambrosiano, promulgata dall’Arcivescovo di Milano il 20 marzo 2008, questa festività è stata riportata obbligatoriamente il giovedì della II settimana dopo Pentecoste con la possibilità, per ragioni pastorali, di celebrarla anche la domenica successiva. Numerose diocesi, in Italia, continuano a proporre ai fedeli la Celebrazione e la Processione Eucaristica, a livello diocesano, il giovedì lasciando per la domenica la Celebrazione e la Processione parrocchiale alla domenica (vedi arcidiocesi di Milano.
Nel 1977, in Italia la Conferenza episcopale decise di spostare i festeggiamenti alla seconda domenica dopo Pentecoste perchè con legge 5 marzo 1977, n. 54, cessarono di essere considerate festive in Italia, agli effetti civili, oltre al giorno del Corpus Domini: l’Epifania (6 gennaio), il giorno di San Giuseppe (19 marzo), il giorno dell’Ascensione, il giorno dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno) e furono spostate rispettivamente alla prima domenica di giugno ed alla prima di novembre le celebrazioni della Festa della Repubblica (giorno 2 giugno) e dell’Unità Nazionale (ex Festa della Vittoria della prima guerra mondiale, 4 novembre). Otto anni dopo, con il D.P.R. 792/1985, veniva ripristinata, sempre agli effetti civili, la festività dell’Epifania e, limitatamente al Comune di Roma, quella dei Ss. App. Pietro e Paolo.

Con la L. 336/2000 dal 2001 ridivenne festivo anche il giorno 2 giugno, al quale fu riportata la celebrazione della Festa della Repubblica.


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