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"Non dialogare con la tentazione"


COLTIVARE L’ORRORE PER IL PECCATO
“Non dialogare con la tentazione”
Che ansia di riformare hanno molti! Non sarebbe meglio che ci riformassimo, tutti, singolarmente, per compiere fedelmente ciò che è comandato? (Solco, 132)


Dobbiamo alimentare nelle nostre anime un vero orrore per il peccato. Signore ripetilo con cuore contrito , non voglio offenderti mai più!

Ma non ti meravigliare se noti il peso del tuo povero corpo e delle umane passioni: sarebbe sciocco e ingenuamente puerile che ti accorgessi solo ora che «questo» esiste. La tua miseria non è di ostacolo, bensì di sprone per unirti di più a Dio, per cercarlo con costanza, perché è Lui che ci purifica.
(Solco, 134)

Non dialogare con la tentazione. Lascia che te lo ripeta: abbi il coraggio di fuggire; e la forza di non soppesare la tua debolezza, pensando fino a che punto potresti arrivare. Taglia, senza fare concessioni!
(Solco, 137)

Non hai scuse. La colpa è solamente tua. Se sai ti conosci quanto basta che, per questa strada con queste letture, con questa compagnia… , puoi finire nel precipizio, perché ti ostini a pensare che forse questa è una scorciatoia che facilita la tua formazione o fa maturare la tua personalità?

Cambia radicalmente progetto, anche se ti comporta maggior sforzo, meno svaghi a portata di mano. Ormai è ora che ti comporti da persona responsabile. (Solco, 138)  

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LASCIA FARE A ME!

LASCIA FARE A ME!
Lascia fare a me!, 
Non temere, io sono la luce vera quella che illumina ogni uomo (Gv1,9), il tuo fondamento, “sono la pietra scartata, diventata testata d’angolo” (Mt 21,42) io ti amo, conto su di te!
Questo non ti basta? Se lascerai fare a me, hai tutto l’aiuto necessario, non ti mancherà nulla.
Solo se sarai capace di abbandonarti totalmente a me, io potrò servirmi di te; questo  è  il segreto della felicità, dell’amore.
Lascia fare a me! Desidero che la tua vita sia un canto d’amore, tutta e solo amore. 

Non avere paura, conosco il tuo cuore, nulla mi è nascosto di te!
Conosco i tuoi sforzi, il tuo impegno, i tuoi desideri, le tue attese, le tue speranze. Mi sono noti i tuoi turbamenti, le tue cadute, le tue incertezze, vedo quando soffri a causa dello scoraggiamento, dei tuoi fallimenti, delle incomprensioni, sei vulnerabile lo so, ma tu hai dimenticato che per quanto ti affanni, da solo non puoi riuscire a far fronte a tutto.
A volte ti comporti come se tutto dipendesse da te eppure non puoi aggiungere un’ora soltanto alla tua vita; (Lc12,25) non temere piccolo mio e lascia fare a me!
Ti senti debole,solo, dimenticato, ti sono vicino,dimoro in te, non ti abbandono neanche per un istante, ti ho forse guidato in strade sbagliate? Non temere, ti indicherò io la strada da percorrere, ma tu lascia fare a me!
Io sono l’Amore!
Ma tu smettila di ripiegarti su te stesso, sulla tua preghiera, sul tuo impegno, sulle tue azioni, conta sulla mia preghiera, il mio impegno, le mie azioni, abbandonati al mio cuore, abbi fiducia e lascia fare a me!
Anche nella notte più oscura perché continui a temere, confida in me, cercami, chiamami, dimmi “Gesù. Lascio fare a Te! Agisci tu in me!” questo vale più di ogni tua preghiera, ogni tuo impegno, ogni tua azione; tu potrai così trovare rifugio in me.
Lasciati riscaldare dal mio amore, così potrai realizzare il progetto d’amore che è nel cuore del Padre. 
Lascia fare a me che sono mite e umile di cuore (Mt11,29) desidero condividere con te la mia tenerezza, la mia misericordia, come una madre.
Non sono io il buon Pastore? Io non sono un mercenario, ti sei scordato che ho percorso ogni via, sono giunto fino alle porte dell’inferno per ritrovarti e così far scaturire il bene anche dal male.
Eri impaurito, stanco, affamato, ti ho accarezzato, caricato sulle mie spalle, mi sono preso cura di te; tuttavia hai ancora paura di lasciare fare a me!
Non dimenticare che quando piangi io piango con te, quando soffri io soffro con te, quando sei nella gioia io gioisco con te; tutto ciò che tu provi io lo provo con te!
Io sono sempre presente in te, ti tengo stretto a me.
Domandati spesso: Gesù, parla, io ti ascolto. Gesù, cosa vuoi che io realizzi? Gesù, cosa ti attendi da me in questo momento?
Lascia fare a me! Non significa lasciare qualcosa di te a me, ma lasciare tutto te stesso.
Molti lasciano qualcosa di loro, pochi lasciano tutto.
Lascia la tua vita a me ed io ti trasformerò, allora con me rinnoverai il mondo, in quanto darai amore al mondo, di questo hanno bisogno le anime.
Ti stai chiedendo ancora come fare? Lascia fare a me! Confida nel mio amore, apriti alla mia Grazia, con questo desiderio umile, sincero, rimanendo nella tua piccolezza, saprai rispondere alle mie esigenze divine.
Non mi deludere. Basta dire: Gesù sì, ed io mi unirò a te!
LASCIA FARE A ME……..E VEDRAI!
 Don Tiziano Soldavini.

Ho trovato il mio ideale



“Ho trovato il mio ideale. So dove voglio, dove posso, dove devo arrivare. 
Prima io camminavo senza conoscere lo scopo, e le difficoltà della strada mi affaticavano e mi scoraggiavano: ora so e nulla più mi fermerà. Non avrò più riposo finché non avrò trovato Dio nel profondo del mio cuore. “Trovai l’amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò…” (Cant. 3,4).
L’amore mi darà le ali: “Forte come la morte è l’amore” (Cant. 8,6). Non temerò più le difficoltà perché: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza” (Fil. 4,13).
Se lancio uno sguardo sulla vita passata e se cerco di essere sincero con me stesso, devo confessare che la mia vita spirituale è stata priva d’ideale e che questo è stato il motivo profondo dei pochi progressi fatti.
Io non avevo capito come Nostro Signore desidera le anime e le cerca: le anime che si danno a Lui affinché Lui stesso si possa dare alle anime. Il grado d’intimità al quale Egli ci invita, sarà raggiunto nella misura in cui risponderemo generosamente alla grazia.
Egli non vuole porre limiti al suo amore e cerca solo di darsi interamente. Ha sete di possedere completamente le anime.
Ma le anime hanno paura di Lui a causa delle conseguenze di quest’intimità, che esige da parte dell’uomo dei grandi sacrifici.
D’ora in poi, sarò franco con me stesso.
So dunque, da un lato, che Dio vuole invadere il mio essere interamente e definitivamente, che Egli mi ha predestinato a diventare conforme all’immagine di Gesù. Vuole che io divenga suo figlio adottivo.
Ma so anche, d’altro canto, che Egli non si ferma davanti alla mia indegnità.
E chi si potrebbe credere degno di un tale favore? “Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di Lui un bugiardo, e la sua parola non è in noi”. (1 Gv 1,10).
E c’è di più: Dio non solo ci cerca ”nonostante” la nostra indegnità, ma è proprio ”a causa” della nostra indegnità che Egli vuole gloriarsi di noi.
Più la materia è povera e più l’artista ne riceve gloria se riesce a farne un capolavoro. È questa verità che Nostro Signore ci ha fatto comprendere nel suo Vangelo, nelle parabole del figliol prodigo e della pecorella smarrita.
C’è più allegrezza in cielo per un solo peccatore convertito che per la perseveranza di una folla di giusti.
Se dunque io sono deciso a seguire ora quest’ideale, sono obbligato, in tutte le mie azioni, a confessare, da un lato che io non sono nulla e che nulla posso da me stesso; e dall’altro che Dio è tutto, che Egli può tutto e vuol far tutto per me, affinché io Gli faccia dono totale del mio essere”


Dom Jean Baptiste Porion

ACCETTATI

Non disprezzarti: il Signore ti stima.

Non abbatterti: Lui ti sostiene con la destra vittoriosa.

Non scoraggiarti: Lui è la roccia eterna su cui poggiare i tuoi piedi.

Non rattristarti: Lui è la gioia eterna.

Non fidarti di te: Lui solo è la soluzione ad ogni perché.

Non allontanarti: Lui solo ti può salvare.

Accettati, fa entrare il Suo Amore nel tuo cuore e

scoprirai di essere un prodigio nelle Sue mani.

Lui ti ha creato e Lui non fa scarti: tu sei prezioso ai suo occhi.
Guardati come Lui ti guarda e ti vedrai risplendente della Sua presenza.
Ascoltalo, Lui ti dice: “Io ti stimo, Io ti amo: sei il mio figlio prediletto”.

Don Salvatore Tumino – dal Libro AMARE E’……

Come pecore in mezzo ai lupi

Meditazione
Sant’Ignazio d’Antiochia (? – ca 110), vescovo et martire 

Lettera a Policarpo, (69-155, santo, vescovo e martire), 1-3 ; SC 10



Come pecore in mezzo ai lupi

    Ti esorto, per la grazia di cui sei rivestito, a proseguire nel tuo cammino e ad incitare tutti a salvarsi. Dimostra la tua dignità episcopale con vigilanza continua nella carne e nello spirito. Preoccupati dell’unità di cui nulla è più bello. Sopporta tutti, come il Signore sopporta anche te; sostieni tutti nella carità, come già fai. Prega senza sosta; chiedi una saggezza maggiore di quella che hai; veglia possedendo uno spirito insonne. Parla a ciascuno nel modo conforme a Dio. Sostieni come perfetto atleta le infermità di tutti (cfr Mt 8,17). Dove maggiore è la fatica, più è il guadagno.

    Se ami i discepoli buoni, non hai merito; piuttosto devi vincere con la bontà i più riottosi. Non si cura ogni ferita con lo stesso balsamo. Calma le esacerbazioni (della malattia) con bevande infuse. In ogni cosa sii “prudente come un serpente” e sempre “semplice come la colomba”. Tu che sei di carne e di spirito, tratta con amabilità quanto appare al tuo sguardo; per ciò che è invisibile prega che ti sia rivelato. Così non mancherai di nulla e abbonderai di ogni dono dello Spirito.

    Il tempo presente esige che tu tenda a Dio, come i naviganti invocano i venti e coloro che sono sbattuti dalla tempesta il porto. Come atleta di Dio sii sobrio; il premio è l’immortalità, la vita eterna in cui tu credi. … E’ proprio del grande atleta incassare i colpi e vincere. Dobbiamo accettare ogni cosa per amore di Dio, perché anche lui ci accetti. Raddoppia il tuo zelo. Discerni i tempi. Aspetta chi è al di sopra del tempo, eterno, invisibile, per noi (fattosi) visibile, colui che, intangibile e incapace di soffrire, per noi ha sperimentato la Passione e sopportato ogni sorta di dolori.




Vivere cristianamente

Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto tempo fa a una signora attratta dalla vita devota.
Carissima sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita “eremitica” pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone che non ti capiscono. Puoi parlarne solo con persone spirituali e fedeli alla Dottrina Cattolica. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

Gesù è tanto buono e ci vuole bene assai. Se non ci avesse amato, non si sarebbe fatto crocifiggere per noi. Però vedo che Gesù ha un amore speciale per te. Sì, per te! Da cosa lo capisco? Adesso ti spiego. Nulla capita per puro caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Chissà quante tue ex amiche di scuola vivono lontano da Dio, e apparentemente sembrano allegre, felici e senza problemi. In realtà la nostra vera felicità è Dio. I beni del mondo non possono saziare il cuore e non possono salvare la nostra anima. Da cosa capisco che tu sei una prediletta di Gesù buono? Dal fatto che stai soffrendo molto. Le anime nobili soffrono più per i patimenti spirituali che per i patimenti materiali. In tutte le tue lettere, non ti ho mai sentito parlare di problemi materiali, ma solo di problemi spirituali, i quali sono i più tormentosi. Vedo che hai il bel desiderio di vivere un cristianesimo di “stretta osservanza”, come l’eroico San Francesco d’Assisi, ciononostante ti trovi sotto il peso della croce. Questo è un buon segno, significa che Gesù ti ama assai assai. I santi dicevano che Dio castiga quelli che ama. Pensiamo al Santo Giobbe che pur essendo un uomo buono, Dio permise che fosse tribolato da lutti, sciagure, povertà, malattie e solitudine, ma ciò che lo fece soffrire di più fu l’incomprensione del prossimo. Alcuni amici erano andati a trovarlo, ma invece di consolarlo lo accusavano di colpe che non aveva commesso. Le pene spirituali lo fecero soffrire di più delle pene materiali. Ma Dio è infinitamente buono e giusto, e vedendo che il Santo Giobbe gli rimase fedele, lo premiò ridonandogli la prosperità, ma soprattutto dandogli un maggior grado di gloria in Cielo. Una cosa del genere sta avvenendo con te. Dio sta provando la tua fedeltà, e se tu resterai fedele sino alla fine, ti darà un grande premio quando lascerai questa valle di lacrime. Lascia perdere quello che ti suggerisce il diavolo. La bestia infernale ti dice: “Non vedi che la Chiesa Cattolica è infestata dai modernisti? Abbandonala! Non pensare più alla vita di San Francesco e degli altri santi, fai quello che fanno molte tue coetanee, divertiti, vai in discoteca, cerca di accumulare più soldi che puoi, organizza feste mondane, banchetti e viaggi. Tu non sei una suora, quelle sono matte che hanno rinunciato ai piaceri della vita per recludersi nella clausura. Tu sei una laica, sei una persona libera, puoi fare tutto quello che vuoi, non devi più pensare a Dio! Non vedi che tanta gente considera te e quei quattro gatti come te, alla stregua dei pazzi? Abbandona Gesù e io ti farò felice!”

Satana vorrebbe staccarti per sempre da Gesù, ma vedo che tu sei un soldato che ha voglia di continuare la buona battaglia della fede. È vero che nel corso del 2010 ti sei staccata un paio di volte dalla pratica religiosa, ma poi ti sei fatta forza e sei tornata alla sequela di Gesù crocifisso. Lo so che la tua croce è pesante, ma con l’aiuto dello Spirito Santo, il dolce Consolatore delle nostre anime, ce la puoi fare.

Forse a volte ti domandi se ti salverai, anche se non sei più entrata in convento. Ascolta quello che ti dico. Quell’attrazione che sentivi per la vita monastica prima del matrimonio, forse era vocazione, ma forse no. C’è tanta gente che entra in monastero con entusiasmo, ma poi si accorge che non ha una vera vocazione, e se torna a casa. Anche i genitori di Santa Teresa di Lisieux volevano entrare in monastero, ma sono stati respinti e si sono fatti santi nello stato matrimoniale. Del resto io vedo che tu vuoi tanto bene a Gesù buono, e se potessi tornare indietro cercheresti di vagliare meglio la tua attrazione per il monastero. Ormai il passato è passato. Anche se per ipotesi Dio non avesse voluto che tu ti sposassi, comunque lo ha permesso con la speranza di trarne un bene maggiore. Ogni tanto sul mio blog vocazionale riporto qualche esempio di persone che per non aver eseguito la vocazione, hanno condotto nel mondo una vita pessima e sono morte lontano dai sacramenti. Ma io riporto quei fatti per poter svegliare quelle persone che pur avendo la vocazione e la possibilità di entrare in monastero, si illudono di poter vivere cristianamente anche facendo la propria volontà. Ma tu non devi tener in conto quelle cose, perché il tuo caso è diverso. Anche se la tua fosse stata vera vocazione, adesso sei una donna sposata. Dio vede che tu sei pentita di non aver fatto un’esperienza vocazionale, ma vede anche che adesso vuoi amarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze. Il Signore è incapace di discacciare da sé un’anima che supplica il suo aiuto col cuore contrito. Coloro che che si son dannati dopo aver rifiutato la vocazione religiosa, sono andati all’inferno perché non si sono rivolti con fiducia a Gesù e a Maria. Tu invece vuoi tanto bene al Redentore e alla Mediatrice di tutte le grazie, e adesso loro vogliono aiutarti a farti diventare santa nello stato matrimoniale. Lo so che non è facile, ma puoi farcela come ce la fecero Zelia Guérin e Luigi Martin. Solo per il fatto che hai insegnato alla tua bambina il mistero della Presenza Reale, adesso Gesù ti è “debitore” e vuole sdebitarsi per questa opera buona che hai fatto. Oggi molti bambini vivono come pagani, senza conoscere Gesù buono, perché i loro genitori non gli parlano mai delle cose celesti.

Se tu hai il desiderio di essere sposa di Gesù, io ti rispondo con le parole di Sant’Antonio di Padova: “Omnes animae sponsae sunt Christi”, ossia tutte le anime che amano sinceramente Cristo sono sue spose. Anche tu sei sposa di Gesù se lo ami con tutto il cuore. Certo le suore hanno il vantaggio di consacrargli la propria verginità, mentre le persone sposate non possono vivere in castità senza il consenso del proprio coniuge (tranne in casi particolari), tuttavia possono sempre consacragli il proprio cuore, e popolare il Cielo di nuovi cittadini. Io non solo voglio che tu ti salvi l’anima, ma voglio che tu ti faccia santa per dare gusto a Dio. Inoltre voglio che diventino santi anche tuo marito, la tua bambina, i tuoi parenti e tutti coloro che conosci, soprattutto quelli che ti hanno fatto soffrire.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Continua pure a scrivermi ogni volta che vuoi, soprattutto quando ti senti tentata ad abbandonare il Corpo Mistico di Cristo per aderire al paganesimo che dilaga nel mondo. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Chiediamo alla Regina del Cielo di darci la forza di restare fedeli a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter