Archivio mensile:gennaio 2011

>Le beatitudini

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Le beatitudini
Beati i poveri in spirito, di essi è il regno dei ciel

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti perché erediteranno la terra. 
Beati quelli che han fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. Bea – ti.

Beati i misericordiosi, troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 

Beati i costruttori di pace, saran chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia,

di essi è il regno dei cieli. Bea – ti.Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa,
nei cie – li, nei cie – li. Bea – ti, bea – ti.
Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù, per capirle bisogna lasciar parlare il testo.
Innanzitutto Gesù sale sulla montagna e pronuncia il discorso circondato dai dodici e dalle folle: si tratta di una folla venuta da ogni dove, persino dalla decapoli e da oltre il Giordano. Il discorso, quindi, non è rivolto solo ai dodici o al popolo giudaico, ma a tutti.
Certo le beatitudini rimandano a Gesù. Ma quale significato egli vi attribuì? Pensiamo di riassumere il suo pensiero in tre affermazioni.
– Le beatitudini sono una proclamazione messianica, un annuncio che il Regno di Dio è arrivato. I profeti hanno descritto il tempo messianico come il tempo dei poveri, degli affamati, dei perseguitati, degli inutili. Gesù proclama che questo tempo è arrivato. Per i profeti le beatitudini erano al futuro, una speranza. Per Gesù sono al presente: oggi i poveri sono beati.
– C’è un secondo aspetto: con le beatitudini Gesù non solo proclama che il tempo messianico è arrivato, ma proclama che il Regno è arrivato per tutti, che di fronte all’amore di Dio non ci sono i vicini e i lontani, non ci sono emarginati: anzi, coloro che noi abbiamo emarginato sono i primi.
– Infine va detto che Gesù non solo proclamò le beatitudini, ma le ha vissute. Ecco perché la proclamazione delle beatitudini, è preceduta da un’annotazione generale che riassume l’attività di Gesù (4, 23-24): lo circondavano ammalati di ogni genere, sofferenti, indemoniati, epilettici. Ha cercato i poveri e li ha amati, preferiti. Egli fu povero, sofferente, affamato: eppure amato da Dio.
Sta qui il paradosso delle beatitudini: la vita di Cristo dimostra che i poveri sono beati, perché essi sono al centro del regno e perché – contrariamente alle valutazioni comuni – sono essi, i poveri, i crocifissi, che costituiscono la storia della salvezza.
Esaminiamo ore le singole beatitudini.

Beati i poveri. La differenza tra il “povero” di Luca e il “povero nello spirito” di Matteo non cambia nella sostanza. Matteo non intende certamente riferirsi a coloro che, benché ricchi, sono spiritualmente staccati dalle loro ricchezze. Molto probabilmente la frase echeggia Is 61,1 (v. Lc 4,18). Entrambi le beatitudini (di Mt e Lc) designano la classe povera che costituiva la grande maggioranza della popolazione del mondo ellenistico. Il “povero in spirito” di Matteo pone l’accento più che sulla mancanza letterale di ricchezze, sulla bassa condizione dei poveri: la loro povertà non permetteva l’arroganza tipica delle persone ricche, ma imponeva loro un rispetto servile. Sono questi  “poveri nello spirito” che ora sono “beati”.

Beati gli afflitti. Riecheggia in questa beatitudine la situazione descritta in Is 61,1. La beatitudine si riferisce a coloro che non hanno alcuna gioia in questo mondo, e in questo senso essa sarebbe molto vicina e simile alla prima e terza beatitudine. Si intendono qui molto probabilmente coloro che piangono per i mali d’Israele dovuti ai suoi peccati. La loro consolazione consisterà nell’esperienza della salvezza messianica.

Beati i miti. Questi fanno parte della stessa classe dei “poveri in spirito”, che non sono in grado di essere aggressivi. L’ideale della mitezza è descritto in termini concreti in 5, 39-42: “Se uno ti percuote la guancia destra…”. I miti possederanno la terra escatologica d’Israele, recuperata mediante le opere salvifiche di Dio. La frase riecheggia le promesse della terra fatte ai patriarchi dell’A.T.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia. La “giustizia” di cui bisogna aver fame e sete è un termine assai pregnante. In Mt essa designa la condizione di buoni rapporti con Dio, ottenuti con la sottomissione alla sua volontà. Nel giudaismo farisaico si pensava che questa condizione venisse garantita mediante l’osservanza minuziosa della legge secondo i modelli farisaici. Gesù afferma con insistenza che i suoi discepoli devono sforzarsi di attuare qualcosa di più perfetto: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e farisei …” (Mt 5,20).

Beati i misericordiosi. La misericordia è una caratteristica di Dio; Dio è fedele nonostante le infedeltà degli uomini. L’ ideale della misericordia o compassione ricorre spesso in tutti i vangeli. La beatitudine è illustrata dalla parabola del servitore spietato (Mt 18, 23-35). Le due opere di misericordia maggiormente sottolineate in Mt sono l’elemosina e il perdono. La ricompensa della misericordia è di ricevere misericordia.

Beati i puri di cuore. La purezza di cuore è contrapposta alla purezza levitica esteriore ottenuta mediante l’abluzione rituale: è questo un punto di numerose diatribe tra Gesù e i farisei. Ciò che si intende per “purezza di cuore” è spiegato in Mt 5, 13-20 (“Voi siete il sale della terra… La luce del mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone…). La ricompensa della purezza di cuore è di vedere Dio. Ciò non significa ciò che in teologia è chiamato la “visione beatifica”, ma l’ammissione alla presenza di Dio (v. Mt 18,10: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio”).

Beati gli operatori di pace. Questa parola ebraica “i pacificatori” significa “coloro che compongono i dissidi”. La riconciliazione è un compito spesse volte raccomandato nei vangeli: Mt 5,23-26 “Se presenti la tua offerta all’altare… và prima a riconciliarti”. La ricompensa è  di essere chiamati figli di Dio. E’ questo un titolo attribuito a Israele nell’A.T.; coloro che compongono dissidi sono israeliti autentici.

Beati i perseguitati per la giustizia. La persecuzione subita per amore della giustizia è la persecuzione che viene accettata allo scopo di mantenere i buoni rapporti con Dio mediante la sottomissione alla sua volontà (v. commento a 5,6). In questo ampliamento (5,11-12) della beatitudine Gesù viene identificato con la giustizia. Egli sostituisce la legge quale unico mezzo sicuro per mantenersi in buoni rapporti con Dio. Tale rapporto causerà certamente la persecuzione (descritta in termini dell’esperienza della Chiesa primitiva), ma la ricompensa supererà ogni ricompensa precedente. La Chiesa succede ai profeti che furono perseguitati dal loro stesso popolo. La persecuzione a cui si allude qui è molto probabile l’offensiva scatenata dai giudei contro la comunità cristiana.

>Piccolo figlio mio.

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Piccolo figlio mio, ti amo.

Ecco, Io vengo a ripetere quanto ho già detto, ma che tu tendi a dimenticare.

Vengo a dirti il mio Amore senza inizio e senza fine, perché sempre sussistente.

Ti amo perché sono Amore.

Ti amo perché sono Misericordia.

Ti amo perché ti ho voluto come figlio.

Ti amo perché voglio amarti come sei oggi.

Ti amo perché tu possa amarmi, ora e per sempre.

Ti amo perché voglio che tu sia felice, ora e per sempre.

Ti amo perché voglio essere felice con te, ora e per sempre.

Ti amo perché voglio che, insieme, noi diventiamo Amore Eterno.

Troppe volte tu pensi di non essere degno del mio Amore e, come logica conseguenza, tendi a rifiutarlo. Tu credi che il mio Amore debba essere guadagnato, ma non è così. Il mio Amore è preveniente e quindi del tutto gratuito. Non sono necessari presunti meriti per godere del mio Amore. Ti ho creato per amarti e perché nel mio Amore tu potessi vivere la gioia senza fine. Ti amo perché esisti ed esisti perché Io da sempre ho voluto amarti e voglio amarti per sempre.

E’ proprio perché ti amo che voglio valorizzarti, per mezzo del mio Amore che ti trasforma, fino a completare in te quel capolavoro originale e perfetto, che corrisponde al Progetto che ho su di te fin da prima che tu nascessi. Voglio che tu ti realizzi come figlio e collaboratore mio, perché la tua collaborazione è per me preziosa e insostituibile.

Camminiamo insieme: tu donami la tue debolezze ed Io ti dono la mia Potenza, per vincere i nemici della gioia vera. Sii piccolo e cammina umilmente con Me, il tuo Papà Celeste.

Ancora oggi ti fidi troppo di te stesso e rimani deluso e triste a piangere sui tuoi progetti non riusciti. Non credi forse che il mio Progetto su di te possa essere migliore dei tuoi progetti? Io voglio costruire la tua vita insieme a te e portare a compimento il tuo essere, che è in continua evoluzione. Questo lo voglio fare con te, che sei meravigliosamente libero di vivere insieme a Me, lasciandoti plasmare dal mio Amore, che dissolve le molte contraddizioni che ancora sussistono nella tua vita e che lacerano il tuo cuore. Puoi lasciarti guidare dal mio Santo Spirito, ma puoi anche rifiutare l’Amore che ti offro. Io ti dico che fai le tue scelte continuamente, mettendo te stesso al centro della tua vita, oppure mettendo il tuo Dio. Fai attenzione alle tue scelte, perché in ogni caso avranno le loro conseguenze.

Io sempre ti accolgo e sempre ti perdono per le tue infedeltà. Io sono Amore Eterno.

Non sono sdegnato per i tuoi tradimenti, perchè il mio Amore è infinitamente più grande di quanto oseresti sperare. Lasciati perdonare sempre e impara anche tu a fare altrettanto con il tuo prossimo.

Io sono Gioia Eterna: lasciati plasmare dal mio Amore, per diventare un raggio della mia Gioia infinita. Io sono Luce: lasciati illuminare e porta ovunque la mia Luce, perché si diffonda.

Io sono Pace: lasciati conquistare dalla mia Pace e vivi in essa, per esserne trasmettitore.

Io, con Gesù e lo Spirito Santo, sono il Regno di Dio: quella realtà soprannaturale che cerca dimora nel cuore di tutti gli uomini. Io sto alla porta e busso: aprimi. Meglio ancora sarebbe se mi consegnassi le chiavi di casa (del tuo cuore) perché il Regno della gioia prenda possesso del tuo essere e per sempre con la tua attiva collaborazione. Sii umile e perseverante.

Voglio che tu partecipi della nostra Gioia, perché sei un figlio della Gioia, della Pace e dell’Amore. Voglio che tu realizzi appieno la tua vocazione: l’amore.

Piccolo figlio mio, ti amo. Lasciati amare oggi e sempre.

Dio, tuo Padre





















>Il giorno della memoria "La Shoah "

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27 gennaio: il Giorno della Memoria. Per sapere, per non dimenticare e per scegliere la giustizia, la tolleranza e la pace. “Shoah” è un termine ebraico che significa “annientamento”, “sterminio”.
Esso si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti, poco più di sessant’anni fa, stabilirono, attraverso leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli nei campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro “razza”, ritenuta inferiore.
La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, considerata superiore e pura.

Oggi a noi può sembrare impossibile e incredibile che possano essere successi quei fatti e che donne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas: ma è tutto tragicamente vero e ogni uomo appena ragionevole si vergogna ancora oggi di quello che successe.
E non dobbiamo pensare che i nazisti e i fascisti fossero tutti dei pazzi: sarebbe troppo facile liquidare lo sterminio accusando uno o due pazzi responsabili. I loro capi erano persone istruite e di normale intelligenza: sapevano quello che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suo fianco, lo sapeva Mussolini e il re d’Italia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gli Ebrei italiani. Lo sapevano tutti coloro che obbedirono a quelle leggi sbagliate e crudeli.

Il “GIORNO DELLA MEMORIA” che viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l’impegno di tutti noi.

Disse Primo Levi a proposito di Anna Frank:
“Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere”.

Dal web. 


La preghiera di papa Giovanni Paolo II al muro del pianto
“Dio dei nostri padri, 
tu hai scelto Abramo e i suoi discendenti
per portare il tuo Nome fra i popoli.

Siamo profondamente rattristati per il comportamento di coloro
che nel corso della storia hanno provocato sofferenze a questi tuoi figli
e chiedendo il Tuo perdono vogliamo impegnarci
in una fratellanza sincera con il popolo dell’Alleanza”

>MESSAGGIO DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE DEL 25 GENNAIO 2011

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“Cari figli! Anche oggi sono con voi e vi guardo,

vi benedico e non perdo la speranza
che questo mondo cambierà in bene
e che la pace regnerà nei cuori degli uomini.
 La gioia regnerà nel mondo
perché vi siete aperti
alla mia chiamata e all’amore di Dio.
Lo Spirito Santo cambia
la moltitudine di coloro che hanno detto si.
 Perciò desidero dirvi:
grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Fonte: http://www.medjugorje.hr/

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Troverai la luce.

 

Nella solitudine, quando gli altri ti dimenticheranno ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

Ti sentirai Gesù vicino.

 

Nella lotta contro le tentazioni ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

Troverai la vittoria.

 

Nello scoraggiamento ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

Ti sentirai sollevato.

 

Nell’angoscia e nel timore ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

Sarai consolato

 

In ogni difficoltà che ti si presenta ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

Troverai la forza per vincerla.

 

Nell’ansietà per i tuoi cari ripeti:

SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!
Saranno protetti. 
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Gesù a San Faustina Kowalska

 

“Le anime con una fiducia illimitata in Me sono le ladre delle mie grazie”

Nei dubbi ripeti:SACRO CUORE DI GESU’, CONFIDO IN TE!

>L’alfabeto di DIO

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L’alfabeto di DIO

A – Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi somiglierai.

B – Benedici sempre, perché tu sei una benedizione di Dio.

C – Chiamami Padre, solo così potrai chiamare tutti gli altri fratelli.

D – Dona con gioia. I musi lunghi sono figli delle tenebre.

E – Esci dal guscio del tuo egoismo: troverai un mondo che ti aspetta.

F – Fa’ della tua vita una sinfonia di gioia; darai frutti saporiti.

G – Gira l’ago della tua calamita sempre dove ti porta il cuore: sempre e solo a Dio.

H – Hai un dono straordinario, per cui mi assomigli: l’amore; sfruttalo con gioia.

I – Intorno a te c’è tanta morte, odio e tenebre; ma tu sii sole che illumina e riscalda.

L – La terra non è la tua patria. Sei di terra, ma hai la mia vita: guarda allora in alto.

M – Metti la tua vita nel cuore di mio Figlio e di Maria: sarai dono d’amore.

N – Non permettere che il maligno deturpi la tua libertà. Aggrappati a me e sarai libero.

O – Odia il peccato, ma ama il peccatore: impara a perdonare e ama chi sbaglia, lo conquisterai.

P – Porta la pace di Dio col tuo sorriso: c’è bisogno di un raggio di sole e luce negli occhi.

Q – Quadro stupendo ti ho dipinto col sangue dell’Agnello; sei il mio capolavoro.

R – Resta un po’ con me, figlio, quando si fa sera: io ti guardo e tu mi guardi ed è pace.

S – Senza il tuo mattone, la costruzione è vuota. Sii strumento docile nelle mie mani.

 
T – Tutto ho messo nelle tue mani, sei il signore della natura: conservala senza macchia.

U – Unisci cuore e mente: con la mente progetti, ma è col cuore che salvi e realizzi.

V – Vuoi essere felice? Sgombra tutto ciò che ti impedisce di volare e sciogli le vele.

Z – Zaino di Eucaristia, preghiera e servizio sarà il tuo compagno di viaggio: farai miracoli. 


>Scopri l’amore

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Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa’ bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)