Archivio mensile:luglio 2012

Vecanze cristiane

Ferie:

DIECI CONSIGLI UTILI PER UNA VACANZA DA CRISTIANI
Il cattolico si distingue anche dal modo in cui si riposa e si diverte: anche sotto l’ombrellone o in cima a una montagna, la meta della vita non è un pacchetto turistico, ma il Paradiso
di Mario Palmaro
Arriva l’estate e l’uomo moderno si misura con un appuntamento obbligato quasi per tutti: le vacanze. Faccenda profana, ma che ha a che fare con i temi della fede e dell’apologetica. Perché il cattolico si riconosce anche dalle vacanze che fa.
Ovviamente, c’è una grande libertà di scelta tra le molte opzioni che abbiamo a disposizione, in una forbice che va da Borghetto Santo Spirito alle Antille. Ma dentro questa libertà ci sono alcuni punti fermi che ci dovrebbero guidare anche durante le nostre ferie. Proviamo a stilare un piccolo vademecum per “la vacanza cattolica”.

1. CONTINUA A ESSERE CRISTIANO ANCHE IN VACANZA Questo dovrebbe essere il punto di partenza di ogni cattolico che progetta il suo tempo di riposo e di divertimento. Andare tre settimane in Patagonia non è un delitto per un cristiano. Ma lo diventa se uno nemmeno si pone la domanda: e la Messa? In tempi di turismo globale, e di pacchetti turistici che ci portano agevolmente ovunque, bisogna stare attenti a non dimenticarsi l’essenziale: che non è il passaporto, ma Gesù Cristo. Che si incontra innanzitutto a Messa, almeno la domenica e nelle feste comandate.

2. RIPOSA MA NON OZIARE Vacanza è, semplicemente, cambiare attività. Questo è vero anche solo dal punto di vista umano. C’è qualcosa di patologico nell’idea di “bruciare” il tempo delle ferie nel nulla assoluto, in un’abulia senza costrutto che è, notoriamente, l’anticamera del vizio e del peccato. Per questo motivo anche una giornata di vacanza richiede una certa disciplina, cioè un programma di vita nel quale ci siano tanto riposo e divertimento, il fermo proposito di lasciare da parte il lavoro di ogni giorno, ma anche il tempo per gli altri, a cominciare dai nostri familiari.

3. STAI ALLEGRO, DIVERTITI MA NON PECCARE Era uno dei consigli fondamentali di don Bosco. La vacanza è un grande privilegio, che i nostri antenati non hanno praticamente conosciuto. Chi dice che è un diritto, esagera. E’ piuttosto un grande dono, un talento, a patto di saperlo trafficare bene. E’ innanzitutto un tempo di rigenerazione, e quindi di meritato riposo. E’ legittimo anche divertirsi, purchè questo obiettivo non travolga il primo: infatti, quale riposo è possibile se cerchiamo solo la confusione, la folla assordante, il rumore; se, in altre parole, ricreiamo a centinaia di chilometri di distanza lo stesso scenario confuso e dissipato in cui siamo costretti a vivere ogni giorno? Ci sono ambienti e divertimenti che in sé non sono illeciti, ma che costituiscono l’humus ideale per il peccato. Sono le famose occasioni, e già ricercarle e non fuggirle diventa una colpa grave.

4. DATTI DELLE NORME DI VITA Sappiamo benissimo che in vacanza è molto più difficile rispettare un certo ordine nella giornata. Paradossalmente, il lavoro, la scuola e la famiglia impongono un ritmo, degli orari, e dentro questa cornice il cattolico può inserire le sue pratiche di pietà, la Messa, il rosario. Con le vacanze, questi schemi inevitabilmente saltano, e c’è il rischio – spesso la certezza – che vada a farsi benedire anche la vita di fede. Invece che avere più tempo per il Signore, ci dimentichiamo di lui. Anzi: potremmo addirittura aver vergogna di mostrare a parenti e amici che, anche a Cortina o a Ischia, vorremmo andare a Messa in settimana, o prenderci un quarto d’ora per l’orazione. Tenendo sotto controllo l’eccesso opposto – l’ostentazione – dobbiamo invece difendere questi spazi sacri, senza essere d’ostacolo ai legittimi progetti di svago della nostra compagnia.

5. FAI LA VACANZA PROPORZIONATA AL TUO TENORE DI VITA Non è una questione di dottrina ma di buon senso. Quanti soldi è giusto investire nelle nostre vacanze? Ovviamente non esiste una tabella o una soglia dell’esagerazione. C’è però un criterio sempre buono: evitare gli eccessi, mantenendo una proporzione fra il nostro tenore di vita ordinario e l’investimento per il viaggio di piacere o la settimana al mare o ai monti. Inseguire una vacanza al di sopra delle proprie normali possibilità può essere il sintomo di un’esistenza triste, nella quale si passa l’anno aspettando quei quindici giorni come se fossero l’unica ragione per cui vale la pena vivere. Gli eccessi sono sempre ingiustificati, per ragioni morali e di stile. Inoltre, chi esagera si priva della possibilità di fare, con quel denaro, qualche opera di bene per la Chiesa e per i poveri.

6. NON LASCIARE CHE I TUOI FIGLI VADANO DOVE VOGLIONO E CON CHI VOGLIONO Vacanze autonome per i figli? Anche qui, mode e abitudini contemporanee talvolta fanno a pugni con le esigenze della morale. Ad esempio, è assolutamente da riprovare la leggerezza con cui i genitori tollerano o incoraggiano le vacanze congiunte di ragazzi e ragazze; prassi che diviene addirittura “istituzionale” quando due giovani sono più o meno fidanzati. Mandare in vacanza un gruppo di ragazzi e ragazze significa incoraggiarli alla promiscuità; mandarci due fidanzati è “istigazione al peccato”. Significa costruire una generazione di persone senza forza di volontà, appassita prima di fiorire nella freschezza degli anni più belli della vita. Pianificare vacanze cristiane significa anche far ragionare i nostri figli sulla opportunità di certe comitive, e sul primato che comunque la famiglia merita – almeno fino a una certa età – anche in materia di vacanze. Si dice: durante l’anno non c’è nemmeno il tempo per guardarsi un po’ in faccia. Ma se poi arrivano le vacanze e i figli vanno da una parte, e i genitori dall’altra, quando la famiglia sta insieme? E chi l’ha detto che ognuno deve andare in vacanza solo dove ci sono i divertimenti adatti alla sua età, sennò “che vacanza è?” Non conformarsi alla mentalità del tempo, come ammonisce San Paolo, significa anche spezzare questi luoghi comuni e re-imparare a stare insieme nel tempo delle ferie.

7. FAI LETTURE UTILI ED EDIFICANTI In vacanza si cerca un po’ di evasione, anche nei libri. Naturale. Tuttavia è consigliabile portarsi al mare o ai monti almeno una lettura edificante che ci faccia conoscere meglio la nostra fede: la vita di un santo, un romanzo apologetico, il saggio di un autore cattolico affidabile, un testo sulla preghiera o sulla dottrina, il Vangelo, il Timone. Insomma: c’è molta scelta, basta volerlo.

8. VISITA I LUOGHI DELLA FEDEAlcuni trascorrono le loro vacanze in un monastero o in un’oasi di preghiera. Bello, ma praticamente impossibile per molti, e certamente per una famiglia. Si può però inserire sapientemente in ogni vacanza la visita ai luoghi della fede più vicini al nostro soggiorno estivo: un santuario, una cattedrale, la città di un grande santo, una comunità di religiosi, un sacerdote amico o il parroco del paesino di villeggiatura. Un modo semplice per insegnare anche ai propri figli che il nostro cuore è con Cristo anche quando ci stiamo rilassando e divertendo.

9. RICORDATI DEGLI ALTRI La vacanza ci fa pensare che stiamo “incassando” una ricompensa meritata con un anno di lavoro stressante, o di studi faticosi, e guai a chi ce la tocca. C’è il rischio di guardare solo a sé stessi e di abbandonarsi all’egoismo; il mondo ci sussurra suadente che ci meritiamo un po’ di attenzione tutta per noi, e gli altri si arrangino. Ma il cristiano non può dimettersi durante le vacanze: San Josemaria Escrivà scriveva che “la santità e l’autentico desiderio di raggiungerla non si concede né soste né vacanze” (Cammino, n. 129). Allora, teniamo lo sguardo vigile e attento sugli altri, chiediamoci che cosa possiamo fare per aiutarli e se possibile mettiamo loro davanti alle nostre aspirazioni. Gesù ci ripagherà con vacanze bellissime, dove la gioia degli altri diventa la nostra gioia.

10. NON TRALASCIARE I SACRAMENTI Durante l’anno diciamo sempre: non ho tempo. Di pregare, di fare direzione spirituale, di confessarmi, di fare una visita in chiesa. In vacanza non abbiamo alibi, e allora approfittiamone. Non c’è fede cattolica senza sacerdote e senza sacramenti. Parafrasando una vecchia, celebre pubblicità di un’agenzia di viaggi, potremmo concludere dicendo: “Cristiano fai da te? No Chiesa? Ahiahahiahi!”

Fonte: Il Timone, luglio-agosto 2012
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Preghiere a Santi Gioacchino e Anna

 

I Nonni di Gesù

Sant’Anna e San Gioacchino,
rappresentano un pezzo fondamentale della storia della salvezza.
Davvero preziosa è la loro eredità,
se essa è costituita dalla persona stessa del Verbo incarnato!
Il loro nipote è Gesù Cristo,
Dio generato nella carne umana da Maria.
Gesù dice “Dai frutti conoscerete la pianta”
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, Immacolata fin dal concepimento,
colei che doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo,
deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.

Celebrare la festa dei “nonni” di Cristo,
significa per la Chiesa prendere sul serio, fino in fondo,
l’inserzione di Dio stesso nelle generazioni umane.


PREGHIERA A SAN GIOACCHINO
O grande e glorioso san Gioacchino,
quanto sono felice pensando che fosti eletto fra tutti i santi
a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo
della Madre di Dio, Maria Santissima!
Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo
presso la Madre e il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.
Con tale fiducia ricorro alla tua protezione e ti raccomando
tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali;
ti raccomando inoltre la grazia particolare che desidero
e che attendo dalla tua paterna intercessione…(chiedere la grazia)
e poichè fosti modello perfetto di vita interiore,
ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri
di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.
Ti prego d’implorare per me all’ Eterno Padre devozione
e obbedienza sincera alla santa Chiesa e al sommo Pontefice che la governa,
e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire
nella fede, speranza e carità perfette,
invocando i nomi Santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi.
Amen.

PREGHIERA A S.ANNA

O benedetta fra le madri,
gloriosa Sant’Anna che aveste per figliola
a voi soggetta ed obbediente la Madre di Dio,
ammiro l’altezza di vostra elezione
e le grazie di cui adornò l’Altissimo !
Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine
nell’onorarvi, nell’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela.
A Gesù, a Maria ed a Voi consacro tutta la mia vita
come un umile tributo della mia devozione;
Voi ottenetemi che passi per me santa e degna del Paradiso. Così sia.

Fra Biagio Conte Ultimo tra gli ultimi nel 2012

L’estate è ormai nel pieno del suo svolgimento, c’è chi la vive e può permettersi spostamenti, giorni di riposo e di divertimento, c’è chi vive nella sofferenza e se non per il clima caldo, si rende conto che sia estate, perché come tutti i giorni dell’anno si trova a dover far fronte a situazioni di disagio e di vita quotidiana. Gli ultimi. Quante volte sentiamo parlare degli ultimi della società, non basta andar lontani dalle nostre città, dai nostri quartieri per renderci conto come siano numerosi i nostri fratelli bisognosi non solo di assistenza fisica, quanto di amore.

Oggi vi voglio raccontare la storia di una figura a me molto cara, Siciliano come me e con una fede, che lo ha portato all’età di 26 anni a diventare missionario. È Fra Biagio Conte, che da più di vent’anni ormai, ha lasciato la “tradizionale” vita fatta di beni e di agiatezza per seguire l’esempio del poverello d’Assisi. A 26 anni decide di abbandonare tutto, di condurre inizialmente una vita da eremita, che lo porterà prima a camminare per lontani luoghi della Sicilia e dell’Italia, tra cui Assisi, luogo che più di tutti ha rappresentato la lanterna che gli ha fatto luce nel mondo degli inferi della Sicilia, fra i poveri, i tossicodipendenti, le prostitute, gli ultimi di quella Sicilia da cui lui stesso si era allontanato e in cui Dio l’ha riportato per servirli e amarli.

Abbandona un lavoro, una famiglia, inizia a recarsi alla stazione di Palermo, inizia ad assistere i poveri, li lava e li veste, come lui stesso racconta, inizialmente nelle fontane limitrofe perché non aveva sedi in cui portarli. Tutti alla stazione si ricordano di lui e in tutta Palermo non c’è persona che non abbia a cuore il sorriso di un missionario con la barba e gli occhi azzurri follemente innamorato di Gesù e del prossimo. E se vent’anni fa Fra Biagio era solo, oggi ha creato con forza, amore e tanta preghiera nei pressi della stazione la “Missione di speranza e carità”che oggi ospita più di un migliaio di famiglie, con l’appoggio di numerosissimi volontari che operano dentro le sedi e per le strade di Palermo.

Tutto questo vive ogni giorno grazie alla Provvidenza e all’amore per il prossimo in maniera radicale. Chi passa dalla Missione di fra Biagio vede un missionario che si aggira con il suo bastone o con la carrozzina, amato dai suoi fratelli di ogni nazionalità, un tempo ultimi di questa società, oggi parte di una grande famiglia. Insieme a lui si sono consacrati anche alcune donne oggi divenute sorelle missionarie e che si occupano della sezione femminile e un giovane che dopo anni di volontariato ha deciso di indossare il saio come lui a dedicarsi alla missione. I membri di questa grande famiglia che ha oggi diverse strutture a Palermo, partecipano ognuno con le proprie forze, chi come meccanico, chi come idraulico, muratore , cuoco ecc.

C’è una frase molto bella che mi piace di ricordare di questo piccolo, grande, uomo. “Molte persone passano da qui, dicendomi che vogliono andare in Africa, poi si guardano intorno e ci rimangono per sempre, puoi amare il prossimo e farlo sentire tuo fratello anche qui e in ogni parte della terra, non ci sono posti specifici per amare”.

Grazie Fra Biagio per essere uno strumento nelle mani di Dio e come dici sempre tu “nel mondo e non del mondo”.

http://www.pacepace.org sito della Missione


Fonte: http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/2012/07/26/fra-biagio-conte-ultimo-tra-gli-ultimi-nel-2012/

Messaggio del 25 Luglio 2012

Messaggio del 25 Luglio 2012

“Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinché nel  vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza perché siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perché non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Fonte testo e immagine: www.medjugorje.hr
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PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

preghiera per le vocazioni
PREGHIERA  PER  LE  VOCAZIONI  
Signore Gesù,
ai tuoi Apostoli, come Risorto, hai affidato un prezioso mandato:
“Andate ed ammaestrate tutte le nazioni…”, rassicurando loro e noi:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Hai chiesto ai tuoi discepoli di farsi carico del bisogno delle folle,
a cui volevi offrire non solo il cibo per sfamarsi,
ma anche rivelare il cibo “che dura per la vita eterna”.  
Da questo tuo sguardo di amore sgorga per tutti noi,
ancora oggi, il tuo invito:
“Pregate dunque il padrone della messe,
perché mandi operai nella sua messe”.
Aiutaci a comprendere, o Signore,
che corrispondere alla tua chiamata significa
affrontare con prudenza e semplicità ogni situazione di difficoltà
e sofferenza nella vita, perché “un discepolo non è da più del suo maestro”.  
Grazie, o Signore, per le “testimonianze commoventi”
che sempre ci doni, capaci di ispirare tanti giovani
a seguire a loro volta Te, che sei la Vita,
trovando così il senso della “vita vera”.
Grazie per questi “testimoni della missione”,
liberi di lasciare tutto, per annunciare Te
con profonda originalità e umanità.
Santa Maria, Regina degli apostoli, Madre della speranza,
insegnaci a credere, sperare e amare con te.
Stella del mare, brilla su di noi, rendici “missionari della speranza”
e guidaci nel nostro cammino!  Amen

 (Papa Benedetto XVI)

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preghiera vocazionale
      Vieni e seguimi!
        (Preghiera di un giovane in ricerca) 
Signore Gesù, sono un giovane d’oggi.
Mi piacciono le comodità,
mi attraggono le scelte facili.
Sono un figlio del mio tempo. 
Oggi però, tra mille vociSento anche
la tua, inconfondibile:
“VIENI E SEGUIMI!”.
In un attimo sconvolgi i miei sogni,
rovesci i miei progetti.
Hai bisogno di me, del mio entusiasmo,
della mia generosità,
delle mie energie da giovane.
Cosa vuoi da me, dove mi porti, Signore? 
Donami il coraggio di partire,
di lasciare le mie cose,
la mia casa,la mia terra, la mia gente.
Sono cosi incerto e giovane Signore!
preghiera voc  
  Non temere, non dire:
  “sono giovane”, ma và… Io sarò con te sempre
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Signore Gesù,
che continui a chiamare con il tuo sguardo d’amore
tanti giovani e tante giovani, che vivono nelle difficoltà del mondo odierno,
apri la loro mente  riconoscere ,
fra le tante voci che risuonano intorno ad essi,
la voce inconfondibile, mite e potente, che ancora oggi ripete:
“ VIENI e SEGUIMI!” 
Muovi l’entusiasmo della nostra gioventù alla generosità
e rendila sensibile alle attese dei fratelli
che invocano solidarietà e pace, verità e amore. 
Orienta il cuore dei giovani verso la radicalità evangelica,
capace di svelare all’uomo moderno le immense ricchezze
della tua carità.  
Chiamali con la tua bontà, per attirarli a Te!
Prendili con la tua dolcezza, per accoglierli in Te!
Mandali con la tua verità, per conservarli in Te! 
 Amen                                        
(Giovanni Paolo II)  
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Giovani di Europa Preghiera per i giovani di Europa
Signore Gesù Cristo,
che guidi la tua chiesa per le strade del mondo,
volgi il tuo sguardo sull’ Europa, terra generosa, da cui lungo i secoli,
partirono schiere  di missionari  per  recare il tuo Vangelo
in ogni angolo della terra, e che oggi, a sua volta,ha bisogno di chi annunci
con coraggio e fedeltà la tua parola di salvezza. 
Figlio di Dio, suscita nel cuore di tanti giovani
la prontezza di accogliere la tua chiamata,
vincendo la comprensibile trepidazione davanti ad un impegno senza riserve.
Ripete loro l’invito forte e suadente che indusse Pietro a risponderti
“Sulla tua parola getterò le reti”.
La tua grazia sia per essi fiamma che illumina e riscalda,
roccia salda che sostiene e da sicurezza,
sorgente di fiducia  e di sempre nuovo entusiasmo. 
Ti preghiamo per i genitori, tuoi collaboratori nel dare ai figli l’esistenza,
perché li introducano alla scoperta della vita come dono da condividere.
Ti raccomandiamo i sacerdoti, i consacrati e le consacrate,
perché testimonino con gioia la bellezza di appartenere totalmente a Te, Dio della vita.
Ti affidiamo i catechisti e gli educatori, perché orientino efficacemente i giovani
ad assumere la missione che da sempre Tu hai pensato per ciascuno di loro.

Fonte:  http://www.consom.org/preghiera-voc.html