Archivio mensile:maggio 2013

MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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IMPRIMI POTEST
P. JOSEPHUS FILOGRASSI S. J
Preap. Prov. Rom.
Romae, die 2 ottob. 1927
IMPRIMATUR
+ANTONIUS M. JANNOTTA
Episcopus Sorae, Aquini et Pontiscurvi
Sorae, 20 oct. 1927

GIORNO PRECEDENTE (AL 1° GIUGNO)

I. La Santa riceve da Gesù Cristo l’in­carico d’insegnarci ad amare l’adorabile suo Cuore.

– Nostro Signore fece un giorno a lei udire queste parole: « Io voglio che tu mi serva di strumento per attirare i cuori all’amor mio. – Non posso intendere, o mio Dio, come si possa ciò fare, ella ri­spose. Ed egli: Per la mia onnipotenza, la quale ha fatto il tutto dal nulla. Non di­menticarti, mai del tuo niente, e come tu sei la vittima del mio Cuore e devi essere però sempre disposta ad immolarti per la vitrità. Laonde il mio amore non rimarrà oziosa in te, ma sempre faratti operare o patire; senza pretensione di ascriverne la minima parte a tuo conto; di quel modo che il lavoro punto non appartiene allo Strumento onde l’artefice si servì per compierlo. Ma in cambio tu possederai, secondo ti ho già promesso, i tesori del mio Cuore, con facoltà di usarne a tuo grado in favore delle anime ben disposte. Tu non devi punto appropriarti queste grazie, nè con riserva, distribuirle agli altri; poichè a me piacque servirmi del tuo cuore, come di canale per diffonderle giusta i miei disegni nelle ani­me, molte delle quali saranno per tal ma­niera ritratte dall’ abisso di perdizione, conte io ti farò vedere in appresso ».
Delle quali grazie risovvenendosi la Beata, scriveva: « Quando il Signore mi im­pegnò in modo speciale all’amore del suo sacro Cuore, mi mostrò insieme quanto avrei da soffrire per questo amore, e come le grazie apparecchiatemi non erano tanto per me, quanto per coloro ch’egli a me­ menerebbe, ai quali io dovrei semplicemente rispondere ciò ch’egli mi porrebbe in mente; mentre egli vi applicherebbe l’unzione della sua grazia, con che attirar molti cuori al­l’amor suo ».

II. Mirabile contrasto fra Gesù e la sua, Sposa.

– Ci volle l’autorità divina per indurre la Beata ad accettare il sublime ufficio impostole. « Ohimè, Dio mio, escla­mava ella, io sento la mia fiacchezza, temo di tradirvi e di veder troppo male in sicuro i vostri doni presso di me. Oh l’unico amor mio, perchè non mi lasciate voi nella vita comune alle Figlie della Visitazione? Mi avete forse menata in questo luogo a per­derrni? Tali preziose grazie concedete a quelle anime elette che vi corrisponderanno, glorificando voi assai meglio; mentre io non faccio che resistervi. Per me non vo­glio altro che la vostra croce e il vostro amore: tanto mi basta per esser buona re­ligiosa, ciò che io solo desidero ». Ma il divino, Signore le rispose: « Com­battiamo, figliuola mia; io ne sono conten­to; ma vedremo poi di chi sarà la vittoria, se del Creatore o della creatura, della forza o della debolezza, della onnipotenza o della impotenza ». Le quali parole, dice la Beata, mi posero in gran confusione; quindi egli soggiunse: « Sappi che io non mi tengo punto offeso da tutti questi contrasti ed opposizioni che tu mi fai per obbedienza; ma voglio che tu apprenda come io sono il padrone assoluto de’ miei doni e delle mie creature, nè cosa può al mondo impe­dirmi di compiere i miei disegni ». Altre volte il Signore le disse ancora: « Io regnerò malgrado de’ miei nemici, e verrò a termine del disegno a cui ti ho scelta, per quanti facciano sforzi gli oppo­sitori. Passeranno il cielo e la terra; ma le mie parole non rimarranno senza effetto». Quindi la Beata coll’ordinaria sua fiducia: «O Salvator mio amabilissimo, quando dunque verrà questo felice momento! Intanto affido a voi la cura di difendere la vostra causa, mentre io patirò in silenzio ».

III. Preghiera al sacro Cuore, per in­tercessione di Maria.

– O santissima, amabilissima e gloriosissima Vergine Madre di Dio, Madre nostra diletta, signora ed avvocata, eccoci di comune accordo pro­strati ai vostri piedi per rinnovare il voto di nostra fedele servitù inverso di Voi, e per supplicarvi che ci offeriate come cosa vostra, ci dedichiate, consacriate; immoliate al Cuore adorabile di Gesù; noi con quanto siamo, con quanto faremo, con quanto patiremo senza veruna riserva; perchè non vogliamo avere altra libertà fuori di amar lui, altra gloria fuori di appartenere a lui quali schiavi e vittime del puro, amor suo!

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Trisagio preghiera SantissimaTrintà.

TRISAGIO
E’ una delle preghiere più belle in onore della Santissima Trinità;

un serto di invocazioni e di lodi prese dalla Sacra Scrittura e dalla Liturgia che aprono il cuore all’adorazione, al ringraziamento e all’amore verso le tre divine Persone; 
un’eco solenne del “Santo– Santo – Santo”che cantano in cielo gli Angeli e i Santi, riempie l’universo e trova gioiosa risonanza nel cuore dell’uomo; “un unico ininterrotto canto di lode e di gloria alla Santa Trinità”.
 
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.


PRIMA PARTE

Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale,
Abbi pietà di noi.

Padre nostro…

A Te lode, a Te gloria, a Te grazie nei secoli, o beata Trinità.
Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
(Le due precedenti invocazioni si ripetono per nove volte)
Gloria al Padre a al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.


 

(La seconda e la terza parte

come la prima iniziando da Dio Santo, Dio Forte…)

 

ANTIFONA:
Benedetta la Santa Trinità, che crea e governa l’universo,
benedetta ora e sempre.
Gloria a te, o Santa Trinità,
Tu ci doni misericordia e redenzione.


 
PREGHIAMO
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini in mistero della tua vita, fa’ che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre Persone.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Conclusione:
In Te credo,
in Te spero,
Te amo,
Te adoro, o beata Trinità.
Antifona finale:
Ave Figlia di Dio Padre,
Ave Maria di Dio Figlio,
Ave Sposa dello Spirito Santo,
Santuario della Santissima Trinità.

Messaggio del 25 maggio 2013

“Cari figli! Oggi vi invito ad essere forti e decisi nella fede e nella preghiera affinché le vostre preghiere siano tanto forti da aprire il cuore del mio amato Figlio Gesù. Pregate figlioli, senza sosta affinché il vostro cuore si apra all’amore di Dio. Io sono con voi,  intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

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Don Puglisi proclamato Beato, martire della fede e della carità educativa

Don Pino Puglisi e’ stato proclamato beato. Circa 80mila le persone presenti oggi alla Messa presieduta all Foro Italico Umberto I di Palermo dall’arcivescovo della diocesi palermitana, il cardinale Paolo Romeo. A rappresentante del Papa è stato il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, che il 15 settembre 1999 diede avvio al suo processo di Beatificazione, e che oggi ha letto la lettera apostolica per la proclamazione della Beatificazione.

“La beatificazione di padre Pino Puglisi – afferma il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone in un messaggio – e’ un momento di festa e di testimonianza per la Chiesa che e’ a Palermo, in Sicilia e nell’Italia intera”. “L’esempio e l’intercessione di don Puglisi – prosegue il messaggio –
sacerdote esemplare, martire della fede e della carita’ educativa, in particolare verso i giovani, continui a suscitare nella comunita’ ecclesiale e civile risposte generose e coerenti alla chiamata di Cristo e al tal fine invoco da Signore abbondanti grazie celesti”.

“Più guardiamo il volto di don Pino Puglisi, svelato solennemente durante il rito di beatificazione, più sentiamo che il suo sorriso ci unisce tutti – ha detto nell’omelia il cardinale Romeo -. Sorride ancora don Pino. La Chiesa riconosce nella sua vita, sigillata dal martirio in odium fidei, un modello di imitare”. “La mano mafiosa che, quel 15 settembre del 1993, lo ha barbaramente assassinato – ha detto – ha liberato la vera vita di questo chicco di grano, che nella ferialità della sua opera di evangelizzazione, moriva ogni giorno per portare frutto. Quella mano assassina ha amplificato oltre lo spazio e il tempo la sua delicata voce sacerdotale, e lo ha donato martire non solo a Brancaccio ma al mondo intero”.[…] 
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/25/Don%20Puglisi%20proclamato%20Beato,%20martire%20della%20fede%20e%20della%20carit/it1-695418
del sito Radio Vaticana 


Inno dedicato a Don Giuseppe Puglisi



COL TUO SORRISO – INNO AL BEATO PINO PUGLISI

Armonizzazione vocale e 
arrangiamento orchestrale:
Giuseppe Sanfratello

(MARTIRIO)
Cantiamo a te, Martire di Cristo,
con la tua vita sei prezioso esempio
di santità che rischiara e rivela a noi
l’amore immenso del Signore.
Col tuo sorriso, o Beato Pino,
hai incarnato il vangelo del Signore:
“Chi mai potrà separarmi dall’amore di Cristo Dio”.
Il tuo sangue feconda questa Chiesa nel suo cammino.

(VOCAZIONE)

Cantiamo a te, Segno di fortezza,
con il tuo sì hai fatto il Suo volere.
Con carità tu sospingi il Regno di Gesù
E annunci la Sua misericordia.

(SACERDOZIO)

Cantiamo a te, Servo del Signore,
con la tua vita incarni il Buon Pastore,
e vita dai per il popolo che ti donò,
il Cristo eterno sacerdote.

(GIOVANI)

Cantiamo a te, Volto di speranza,
per chi ricerca Dio Padre Nostro.
La gioventù non è mai lontana dal tuo amor,
Soave, Dio bussa ad ogni cuore.

(ASSASSINIO)

Cantiamo a te, Testimone vero,
che con prudenza e con temperanza,
il tuo Signor, hai accolto in chi uccideva te,
Stringendo con gioia la tua croce.

(PALERMO)

Cantiamo a te, voce di Giustizia,
la tua Palermo, hai riscattato
mostrando che chi combatte il male con l’amor,
Beato sarà nel regno eterno.
Col tuo sorriso, o Beato Pino,
hai incarnato il vangelo del Signore:
“Chi mai potrà separarmi dall’amore di Cristo Dio”,
Ora dal cielo prega per no – i… Verso la santità!



Vivere cristianamente

Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto tempo fa a una signora attratta dalla vita devota.
Carissima sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita “eremitica” pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone che non ti capiscono. Puoi parlarne solo con persone spirituali e fedeli alla Dottrina Cattolica. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

Gesù è tanto buono e ci vuole bene assai. Se non ci avesse amato, non si sarebbe fatto crocifiggere per noi. Però vedo che Gesù ha un amore speciale per te. Sì, per te! Da cosa lo capisco? Adesso ti spiego. Nulla capita per puro caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Chissà quante tue ex amiche di scuola vivono lontano da Dio, e apparentemente sembrano allegre, felici e senza problemi. In realtà la nostra vera felicità è Dio. I beni del mondo non possono saziare il cuore e non possono salvare la nostra anima. Da cosa capisco che tu sei una prediletta di Gesù buono? Dal fatto che stai soffrendo molto. Le anime nobili soffrono più per i patimenti spirituali che per i patimenti materiali. In tutte le tue lettere, non ti ho mai sentito parlare di problemi materiali, ma solo di problemi spirituali, i quali sono i più tormentosi. Vedo che hai il bel desiderio di vivere un cristianesimo di “stretta osservanza”, come l’eroico San Francesco d’Assisi, ciononostante ti trovi sotto il peso della croce. Questo è un buon segno, significa che Gesù ti ama assai assai. I santi dicevano che Dio castiga quelli che ama. Pensiamo al Santo Giobbe che pur essendo un uomo buono, Dio permise che fosse tribolato da lutti, sciagure, povertà, malattie e solitudine, ma ciò che lo fece soffrire di più fu l’incomprensione del prossimo. Alcuni amici erano andati a trovarlo, ma invece di consolarlo lo accusavano di colpe che non aveva commesso. Le pene spirituali lo fecero soffrire di più delle pene materiali. Ma Dio è infinitamente buono e giusto, e vedendo che il Santo Giobbe gli rimase fedele, lo premiò ridonandogli la prosperità, ma soprattutto dandogli un maggior grado di gloria in Cielo. Una cosa del genere sta avvenendo con te. Dio sta provando la tua fedeltà, e se tu resterai fedele sino alla fine, ti darà un grande premio quando lascerai questa valle di lacrime. Lascia perdere quello che ti suggerisce il diavolo. La bestia infernale ti dice: “Non vedi che la Chiesa Cattolica è infestata dai modernisti? Abbandonala! Non pensare più alla vita di San Francesco e degli altri santi, fai quello che fanno molte tue coetanee, divertiti, vai in discoteca, cerca di accumulare più soldi che puoi, organizza feste mondane, banchetti e viaggi. Tu non sei una suora, quelle sono matte che hanno rinunciato ai piaceri della vita per recludersi nella clausura. Tu sei una laica, sei una persona libera, puoi fare tutto quello che vuoi, non devi più pensare a Dio! Non vedi che tanta gente considera te e quei quattro gatti come te, alla stregua dei pazzi? Abbandona Gesù e io ti farò felice!”

Satana vorrebbe staccarti per sempre da Gesù, ma vedo che tu sei un soldato che ha voglia di continuare la buona battaglia della fede. È vero che nel corso del 2010 ti sei staccata un paio di volte dalla pratica religiosa, ma poi ti sei fatta forza e sei tornata alla sequela di Gesù crocifisso. Lo so che la tua croce è pesante, ma con l’aiuto dello Spirito Santo, il dolce Consolatore delle nostre anime, ce la puoi fare.

Forse a volte ti domandi se ti salverai, anche se non sei più entrata in convento. Ascolta quello che ti dico. Quell’attrazione che sentivi per la vita monastica prima del matrimonio, forse era vocazione, ma forse no. C’è tanta gente che entra in monastero con entusiasmo, ma poi si accorge che non ha una vera vocazione, e se torna a casa. Anche i genitori di Santa Teresa di Lisieux volevano entrare in monastero, ma sono stati respinti e si sono fatti santi nello stato matrimoniale. Del resto io vedo che tu vuoi tanto bene a Gesù buono, e se potessi tornare indietro cercheresti di vagliare meglio la tua attrazione per il monastero. Ormai il passato è passato. Anche se per ipotesi Dio non avesse voluto che tu ti sposassi, comunque lo ha permesso con la speranza di trarne un bene maggiore. Ogni tanto sul mio blog vocazionale riporto qualche esempio di persone che per non aver eseguito la vocazione, hanno condotto nel mondo una vita pessima e sono morte lontano dai sacramenti. Ma io riporto quei fatti per poter svegliare quelle persone che pur avendo la vocazione e la possibilità di entrare in monastero, si illudono di poter vivere cristianamente anche facendo la propria volontà. Ma tu non devi tener in conto quelle cose, perché il tuo caso è diverso. Anche se la tua fosse stata vera vocazione, adesso sei una donna sposata. Dio vede che tu sei pentita di non aver fatto un’esperienza vocazionale, ma vede anche che adesso vuoi amarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze. Il Signore è incapace di discacciare da sé un’anima che supplica il suo aiuto col cuore contrito. Coloro che che si son dannati dopo aver rifiutato la vocazione religiosa, sono andati all’inferno perché non si sono rivolti con fiducia a Gesù e a Maria. Tu invece vuoi tanto bene al Redentore e alla Mediatrice di tutte le grazie, e adesso loro vogliono aiutarti a farti diventare santa nello stato matrimoniale. Lo so che non è facile, ma puoi farcela come ce la fecero Zelia Guérin e Luigi Martin. Solo per il fatto che hai insegnato alla tua bambina il mistero della Presenza Reale, adesso Gesù ti è “debitore” e vuole sdebitarsi per questa opera buona che hai fatto. Oggi molti bambini vivono come pagani, senza conoscere Gesù buono, perché i loro genitori non gli parlano mai delle cose celesti.

Se tu hai il desiderio di essere sposa di Gesù, io ti rispondo con le parole di Sant’Antonio di Padova: “Omnes animae sponsae sunt Christi”, ossia tutte le anime che amano sinceramente Cristo sono sue spose. Anche tu sei sposa di Gesù se lo ami con tutto il cuore. Certo le suore hanno il vantaggio di consacrargli la propria verginità, mentre le persone sposate non possono vivere in castità senza il consenso del proprio coniuge (tranne in casi particolari), tuttavia possono sempre consacragli il proprio cuore, e popolare il Cielo di nuovi cittadini. Io non solo voglio che tu ti salvi l’anima, ma voglio che tu ti faccia santa per dare gusto a Dio. Inoltre voglio che diventino santi anche tuo marito, la tua bambina, i tuoi parenti e tutti coloro che conosci, soprattutto quelli che ti hanno fatto soffrire.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Continua pure a scrivermi ogni volta che vuoi, soprattutto quando ti senti tentata ad abbandonare il Corpo Mistico di Cristo per aderire al paganesimo che dilaga nel mondo. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Chiediamo alla Regina del Cielo di darci la forza di restare fedeli a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter