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Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?

 I doni spirituali sono benedizioni o capacità date tramite Dio ai Suoi figli mediante il potere dello Spirito Santo. I doni dello Spirito sono dati per benedire e dare giovamento a coloro che amano il Signore e cercano di osservare i Suoi comandamenti. 

Domanda: “Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?”

Risposta: Ci sono somiglianze e differenze tra talenti e doni spirituali. Entrambe sono doni da Dio. Entrambe crescono nella loro efficacia quando li utilizziamo. Entrambe sono intesi come strumenti da usare per gli altri e non per scopi egoistici. 1 Corinzi 12:7 afferma che i doni spirituali sono dati per il beneficio di altri e non per noi stessi. Alla luce del fatto che i due grandi comandamenti hanno a che fare con amare Dio ed il prossimo, ne consegue che dobbiamo usare i nostri talenti per questi due scopi. Ci sono tuttavia differenze tra chi riceve doni spirituali e talenti e tra quando vengono ricevuti. Una persona (a prescindere se crede in Dio o in Cristo) riceve dei talenti naturali come risultato di una combinazione genetica (c’è chi ha abilità musicali, artistiche o matematiche naturali) e del suo ambiente (chi cresce in una famiglia musicale sarà incoraggiato a sviluppare un talento musicale), oppure perché Dio ha scelto di dotare certi individui con determinati talenti (per esempio Besaleel in Esodo 31:1-6). I doni spirituali sono dati a tutti i credenti attraverso lo Spirito Santo (Romani 12:3,6) al momento in cui mettono la loro fede in Cristo per il perdono dei propri peccati. In quel momento lo Spirito Santo conferisce la nuovo credente uno o più doni spirituali in base a ciò che Lui desidera per quella persona.

Romani 12:3-8 elenca i seguenti doni spirituali: profezia, ministero, insegnamento, esortazione, dare, presiedere, fare opere di misericordia. 1 Corinzi 12:8-11 elenca i seguenti doni: parola di sapienza (saper comunicare sapienza spirituale), parola di conoscenza (capacità di comunicare verità pratiche), fede (fiducia insolita in Dio), potenza di operare miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue (capacità di parlare una lingua che non è mai studiata), e interpretazione delle lingue. Una terza lista si trova in Efesini 4:10-12 che dice che Dio ha dato alla Chiesa apostoli, profeti, evangelisti e pastori-dottori. C’è anche una domanda su quanti doni spirituali esistono, dato che nessuna di queste liste è identica. E’ possibile che le liste bibliche non siano esaurienti, e che esistano doni spirituali aggiuntivi oltre quelli menzionati dalla Bibbia.

Mentre, nel caso dei talenti, è possibile svilupparli e dirigere i propri hobby o la propria professione in accordo con essi, nel caso dei doni spirituali essi sono dati dallo Spirito Santo per l’edificazione della chiesa di Cristo e tutti i Cristiani devono svolgere un ruolo attivo nel far progredire il vangelo di Cristo. Tutti sono chiamati ed equipaggiati ad essere coinvolti “nell’opera del ministero” (Efesini 4:12). Tutti hanno doni tali da poter contribuire alla causa di Cristo come segno di gratitudine per tutto ciò che Egli ha fatto per loro. Nel farlo, trovano anche una realizzazione nella vita attraverso il loro impegno per Cristo. Le guide della chiesa devono aiutare ad edificare i santi in modo che essi possano essere meglio equipaggiati per il ministero al quale Dio li ha chiamati. Il risultato voluto da Dio dei doni spirituali è che la chiesa nel suo insieme cresce ed è fortificata da ciò che ogni membro del corpo di Cristo contribuisce.

Per riassumere, ecco le differenze tra i doni spirituali e i talenti: 1) Un talento è il risultato di genetica e/o di addestramento, mentre i doni spirituali risultano dal potere dello Spirito Santo. 2) Chiunque potenzialmente può avere un talento, che sia Cristiano o non, mentre i doni spirituali sono solo per i Cristiani. 3) Sia talenti e doni spirituali vanno usati per la gloria di Dio e per il servizio del prossimo, ma i doni spirituali sono esclusivamente dedicati a questo scopo, mentre i talenti possono essere anche usati per scopi non-spirituali.

 http://www.gotquestions.org/Italiano/chi-siamo.html

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L’ unzione dello Spirito Santo

La Bibbia afferma che tutti i cristiani, in quanto tali, all’atto della nuova nascita, nel momento in cui diventano figli di Dio “con il battesimo” e poi “confermati dalla cresima”, vengono unti, ma quell’unzione non basta, poiché nella vita cristiana di tutti i giorni bisogna imparare a scorrere nell’unzione, ossia nella manifestazione della personalità dello Spirito Santo, nella grazia divina che fornisce le abilità e la forza necessaria per compiere le Sue opere.


La parola ‘unzione’ deriva dall’ebraico mashyach, che indica chi è stato unto per un ufficio o per una funzione speciale. Nella lingua ebraica viene usata la forma ‘Jeshua Machyach’ per indicare che Gesù è il Messia, l’Unto per eccellenza, Colui che avrebbe adempiuto la profezia fatta dal  profeta Isaia. In Luca 14:18 sono riportate le funzioni per le quali Egli fu unto dallo Spirito Santo e per cui viene unto ogni cristiano. 


 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».

Per avere l’idea di cosa sia l’unzione, basta conoscere il suo corrispettivo dell’Antico Testamento. L’unzione veniva fatta con un olio speciale preparato, su espresse istruzioni divine, con cinque ingredienti, uno dei quali era l’olio d’oliva e gli altri quattro erano aromi che avevano significati ben precisi.


 

Esodo 30:23

«Procurati anche i migliori aromi: cinquecento sicli di mirra liquida, duecentocinquanta, cioè la metà, di cinnamomo aromatico e duecentocinquanta di cannella aromatica, 24 cinquecento sicli, in base al siclo del santuario, di cassia e un hin di olio d’oliva. 25 E ne farai un olio per l’unzione sacra, un profumo composto con arte di profumiere: sarà l’olio per l’unzione sacra.


Il numero cinque indica la grazia e i cinque ingredienti con cui veniva preparato l’olio dell’unzione rappresentavano la futura manifestazione della grazia divina, infatti quell’olio descriveva profeticamente ciò che lo Spirito Santo avrebbe fatto nella nostra vita. Quando qualcuno guarisce in seguito alla nostra preghiera, è perché Dio ha agito attraverso di noi, ha messo sulla nostra bocca le parole giuste, ci ha dato la giusta attitudine e la giusta unzione per compiere quel miracolo.

Ma che cos’è l’Unzione dello Spirito Santo?

E’ un dono di Dio, una grazia carismatica.

Potremmo osare dire che è ” il Dono dei doni“.

L’unzione è una libera manifestazione dello Spirito, sta a indicare una forza particolare, che avvolge e ricolma l’unto, in modo che questi possa compiere opere impegnative, sia immune dagli attacchi dei nemici e sia vittorioso e potente.


Tale forza proviene a lui dalla presenza e dall’azione dello Spirito di Dio, per cui l’unto è l’uomo che possiede lo Spirito di Dio, è guidato e illuminato da Lui.
Per questo motivo egli è dotato di sapienza particolare, che gli consente di avere intuizioni e vedute chiare nel governare la propria vita e nell’annunciare con verità e con efficacia la parola di Dio. Tutto questo comporta in lui una relazione con Dio molto intensa, per cui vive in intima unione con Dio ed è “sacro”, cioè appartiene a Dio.

 
Si riconosce un’unzione del tipo della manifestazione che essa produce ; per esempio, un’unzione di guarigione libererà la potenza di operare delle guarigioni, un’unzione di consolazione comunicherà la consolazione nei cuori, ecc.

L’unzione spirituale è data dallo stesso Spirito Creatore, Colui che è dolce e soave e che rende dolci e soavi coloro che lo ricevono.Ma per poterlo ricevere degnamente, bisogna prima “rompere il vasetto di alabastro” cioè rompere la nostra indole umana, in parole povere, morire a se stessi.

Gesù dice nel vangelo di Giovanni : ” Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito ” (Gv 3, 8), quando parla a Nicodemo gli dice che “deve rinascere dall’alto”, riferendosi alla nuova nascita nello Spirito.

Gesù, fonte di Acqua Viva, che purifica, lava, dona nuova vita.

Questa unzione è dunque davvero una libera e gratuita manifestazione dello Spirito Santo. Detto ciò, questa grazia carismatica può riposare su un luogo di grazia, come il Cenacolo (At 4, 31), su una persona unta, come il re David o il profeta Eliseo (1Sam 16, 13 ; 1Re 19, 16), o ancora su un oggetto, che da questo punto di visto sarà anche veicolo d’unzione, come i fazzoletti di Paolo negli Atti degli apostoli (At 19, 11-12). 

Ora, noi sappiamo di aver già ricevuto lo Spirito Santo attraverso i Sacramenti del Battesimo e poi della Cresima detta anche Confermazione, che è il sigillo di Dio, impresso nella nostra anima, qualcosa di indelebile che ci fa appartenere per sempre a Dio.

Ma come dunque ravvivare in noi ciò che già possediamo!

Con la preghiera fiduciosa al Padre, preghiera filiale, perchè non ce lo dimentichiamo, noi siamo figli di Dio.
Se desideriamo avere l’unzione di Dio nella nostra vita dobbiamo innanzitutto vivere nell’ubbidienza di fare la volontà di Dio ed avere perseveranza. Se perseveriamo nella fede anche durante le tentazioni, saremo riconosciuti come figli di Dio. L’unzione di Dio può fluire nella vita di ogni persona che desidera fare la Sua volontà!

Ogni figliolo di Dio ha lo Spirito Santo dentro di sè, ma non tutti hanno lo stesso livello di unzione: ci sono persone battezzate di Spirito Santo, altre ripiene di Spirito Santo, ed altre ancora camminano nella potenza dello Spirito Santo. Ma tutti dovremmo desiderare di avere il massimo livello di unzione di Spirito Santo.

A volte affrontiamo le situazioni con l’attitudine sbagliata, ed è per questo che non camminiamo nella potenza dello Spirito Santo.

L’unzione di Dio deve fluire con potenza nella nostra vita, non per noi, ma per fare del bene agli altri.

Noi, infatti, siamo graziosi agli occhi delle altre persone perchè dentro di noi c’è la presenza di Dio.

Otto verità sull’ unzione


1. È Dio che unge:Come Dio abbia unto…”.
  Nelle chiese c’è chi aspira ad avere un incarico o una posizione, ma questo è il livello più basso di leadership, perché a fare la differenza tra i leaders è l’unzione, che non viene dagli uomini, ma da Dio. Gli uomini possono costituirci in autorità, ma non possono darci l’unzione.
 Saul era re, ma non scorreva nell’unzione di Dio e perdette il regno; Davide non era re, ma aveva l’unzione di Dio e salì al trono.  
Anche noi dobbiamo aspirare alle cose che vengono dall’alto e non a quelle che vengono dagli uomini. Giovanni Battista disse: “L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo”
(Giovanni 3:27), e quando qualcosa ci viene dal cielo risulta evidente a tutti.

   2.     Dio unge persone: “… Gesù di Nazaret…”
Anche se nato a Betlemme di Giuda, Gesù viene indicato come “Gesù di Nazaret” in quanto lì crebbe e lì era conosciuta la sua umanità. Come unse Lui, Dio unge anche noi. Egli rilascia la Sua unzione solo sulle persone, per abilitarle a svolgere un compito, e noi abbiamo bisogno della Sua unzione anche per predicare l’Evangelo. Dio non ha mai unto alcun angelo, quindi gli angeli non possono compiere opere che sono esclusiva prerogativa umana.

 Numeri 18:8 L’Eterno disse ancora ad Aaronne: «Ecco, io vi affido pure la cura delle mie offerte elevate, di tutte le cose consacrate dei Figli d’Israele; le do a te e ai tuoi figli, come uno statuto perpetuo a motivo della vostra unzione.

 Dio dice che l’unzione serve per rappresentarLo. Aronne ricevette l’unzione divina per potere svolgere il ruolo di sommo sacerdote e potere entrare nel luogo santissimo, Gesù di Nazaret fu unto per svolgere il Suo ministero sulla terra e noi abbiamo bisogno dell’unzione divina per potere continuare la Sua opera e predicare il Suo Evangelo. Possiamo farlo solo grazie all’unzione dello Spirito Santo, infatti è Lui che ci dà le parole giuste al momento giusto per aiutare le persone, noi dobbiamo solo avere la sensibilità di cogliere le Sue ispirazioni.

   3.   Dio unge con lo Spirito Santo: “…con lo Spirito Santo
Molte volte non ci accorgiamo della presenza di Dio che ci avvolge come un mantello, che era il simbolo dei profeti. Lo Spirito Santo può venire su di noi come un fuoco, come un vento, come un senso di benessere o una gioia incontenibile. Viene per equipaggiarci, per mettere su di noi il Suo sigillo, per riempirci e pur essendo invisibile ci è indispensabile. È Lui che fa la differenza, perché dove c’è Lui manifesta la Sua presenza, ci parla, fa segni e miracoli, risponde ai nostri bisogni, ci dà rivelazioni.

   4.   Dio unge con potenza: “…e di potenza…”  
Dio manifesta la Sua potenza nella nostra debolezza. Egli può servirsi di noi e fare cose grandi e gloriose solo quando ci sentiamo deboli, mentre se ci sentiamo forti, bravi e capaci, se abbiamo l’attitudine a prendere per noi la gloria di ciò che riusciamo a fare, non può usarci.
Siamo consapevoli che per compiere le cose che sono nella volontà di Dio abbiamo bisogno della Sua potenza? Abbiamo l’umiltà di riconoscerLo? Gli chiediamo di aiutarci? Solo così Dio può rilasciare su di noi la Sua unzione e la Sua grazia, consentirci di dialogare con lo Spirito Santo e di collaborare con Lui nelle situazioni pratiche della vita quotidiana.

   5.   L’unzione abilita le persone a fare il bene: “…il quale andò attorno facendo del bene“.
Anche per fare il bene è necessaria l’unzione, poiché non possiamo farlo senza l’intervento dell’unico che è buono! Per fare il bene abbiamo bisogno di Lui, della Sua ispirazione, ma abbiamo anche bisogno di stare con persone che fanno il bene, poiché stare con chi ha attitudini vendicative, aggressive, astiose, ci influenza a fare tutt’altro che il bene.

      6.   L’unzione permette di portare frutto nella guarigione: “…e sanando tutti coloro…”  
      A guarire i malati non siamo noi, è l’unzione dello Spirito Santo; fu necessaria anche a Gesù per compiere miracoli; da parte nostra però dobbiamo permetterle di fluire attraverso di noi e non bloccarla con riflessioni e ragionamenti che innescano dubbi e ostacolano l’iniziativa di Dio.
Attraverso l’unzione, lo Spirito Santo vuole restituire alle persone quanto il nemico ha loro rubato.

Restituisce la salute del corpo:
Matteo 14:36 e lo pregarono che potessero toccare almeno il lembo della sua veste, e tutti quelli che lo toccarono furono perfettamente guariti.
Restituisce la salute mentale:
Marco 5:15 Giunti che furono da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
  Guarisce dalle ferite dell’anima, ristora dalle violenze subite, dai traumi, dalle angosce.
1Pietro 1:22 Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito, per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione, amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore.

Oltre a guarire il corpo, la mente e l’anima, l’unzione dello Spirito Santo rigenera lo spirito umano dandogli la natura divina.

    7. L’unzione libera dall’oppressione del diavolo: “…tutti coloro che erano oppressi dal diavolo…”.
Opprimere vuol dire fare pressione allo scopo di spingere a compiere ciò che è sbagliato, che si oppone al bene e che fa stare male; vuol dire distruggere ciò che è giusto, buono e santo. Ad opprimere è uno spirito distruttivo e Gesù, grazie all’unzione che era su di Lui, è venuto per distruggere tutte le opere del diavolo.

1Giovanni 3:8 Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

L’unzione ci rilassa, distrugge il giogo, ci libera dai pesi che gravano sulle nostre spalle, se solo crediamo e deponiamo ai piedi della croce tutto ciò che ci appesantisce.
Isaia 10:27 In quel giorno avverrà che il suo carico sarà allontanato dalle tue spalle e il suo giogo dal tuo collo; il giogo sarà distrutto dall’unzione dell’olio».
  
   8.  L’unzione è la prova che Dio è con noi: Perché Dio era con lui“.
     Gesù fece tutte le cose di cui abbiamo notizia perché Dio era con Lui. Allo stesso modo quando le persone operano tramite il ministero dello Spirito Santo, abbiamo la prova che Dio è con loro. 
Se  entriamo in una chiesa in cui avvertiamo l’assenza dello Spirito Santo perché non c’è nulla di divino e tutto avviene per iniziativa umana, ci stanchiamo e non vediamo l’ora di andare via, mentre dove c’è la presenza dello Spirito Santo, l’atmosfera è completamente diversa, non ci si accorge del tempo che passa, tutto è bello, interessante e glorioso, c’è l’evidenza che tra noi c’è Dio.
 Da cosa possiamo riconoscere che Dio è con noi? Dalla Sua presenza e dalla Sua unzione!
Nel libro dell’Esodo Mosè chiarisce cosa avrebbe fatto riconoscere il popolo di Dio dagli altri popoli: la presenza di Dio! 

Esodo 33:16 Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi? Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».

Qual è la differenza tra le religioni e il Vangelo, tra lo spirito religioso e la presenza di Dio? 
A fare la differenza e a contraddistinguere il popolo di Dio è la Sua presenza, che si può percepire e che dà sicurezza, è lo Spirito Santo con la Sua unzione. La presenza e l’unzione di Dio sono la testimonianza che si è nella verità. Chi è abituato alla presenza di Dio, alla Sua unzione, alla Sua grazia, ai Suoi doni, alla Sua manifestazione, alle Sue benedizioni, alla Sua pace e alla Sua gioia, avverte subito quando tutto questo manca.

 1Giovanni 3:24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio, ed egli in lui; e da questo sappiamo che egli dimora in noi: dallo Spirito che egli ci ha dato.
La presenza e l’unzione di Dio sono la testimonianza che Egli è vicino a noi ed è con noi per riempirci, per benedirci, per parlarci, guarirci e ristorarci.

Vieni, alito di vita…

Vieni, alito di vita,
scuoti la nostra pigrizia,
sostienici tu con potenza,
anima in noi la preghiera.

Vieni, Fuoco d’Amore,
con rovente carbone purificaci,
la viva tua fiamma ci scaldi,
al tuo ardente calore plasmaci.

Vieni, Maestro interiore,
svelaci i misteri della fede,
le nostre ignoranze illumina,
parlaci dell’eterna Sapienza.

Vieni, Sorgente d’acqua viva,
irrora i deserti dell’anima,
la sete d’Eterno soddisfa,
rigenera chi è morto alla grazia.

Gloria a te, Spirito Santo,
consacraci tempio vivente
per la lode del Padre e del Figlio,
ora e sempre, nei secoli. Amen.

san Luigi M. da Montfort
ispirato al C 141

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L’acqua viva dello Spirito Santo



L’acqua viva dello Spirito Santo

Nuova specie di acqua che vive e zampilla, ma zampilla solo per chi ne è degno. Per quale motivo la grazia dello Spirito è chiamata acqua? Certamente perché tutto ha bisogno dell’acqua. ‘acqua è generatrice delle erbe e degli animali. L’acqua della pioggia discende dal cielo. Scende sempre allo stesso modo e forma, ma produce effetti multiformi. Altro è l’effetto prodotto nella palma, altro nella vite e così in tutte le cose, pur essendo sempre di un’unica natura e non potendo essere diversa da se stessa. La pioggia infatti non discende diversa, non cambia se stessa, ma si adatta alle esigenze degli esseri che la ricevono e diventa per ognuno di essi quel dono provvidenziale di cui abbisognano.

    Allo stesso modo anche lo Spirito Santo, pur essendo unico e di una sola forma e indivisibile, distribuisce ad ognuno la grazia come vuole. E come un albero inaridito, ricevendo l’acqua, torna a germogliare, così l’anima peccatrice, resa degna del dono dello Spirito Santo attraverso la penitenza, porta grappoli di giustizia. Lo Spirito appartiene ad un’unica sostanza, però, per disposizione divina e per i meriti di Cristo, opera effetti molteplici.

    Infatti si serve della lingua di uno per la sapienza. Illumina la mente di un altro con la profezia. A uno conferisce il potere di scacciare i demoni, a un altro largisce il dono di interpretare le divine Scritture. Rafforza la temperanza di questo, mentre a quello insegna la misericordia. Ispira a un fedele la pratica del digiuno, ad altri forme ascetiche differenti. C’è chi da lui apprende la saggezza nelle cose temporali e chi perfino riceve da lui la forza di accettare il martirio. Nell’uno lo Spirito produce un effetto, nell’altro ne produce uno diverso, pur rimanendo sempre uguale a se stesso. Si verifica così quanto sta scritto: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune» (1 Cor 12, 7).

    Mite e lieve il suo avvento, fragrante e soave la sua presenza, leggerissimo il suo giogo. Il suo arrivo è preceduto dai raggi splendenti della luce e della scienza. Giunge come fratello e protettore. Viene infatti a salvare, a sanare, a insegnare, a esortare, a rafforzare e a consolare. Anzitutto illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri.

    E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all’apparire improvviso del sole riceve la luce nell’occhio del corpo e ciò che prima non vedeva, vede ora chiaramente, così anche colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell’anima e, elevato al di sopra dell’uomo, vede cose che prima non conosceva. 
Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo

(Catech. 16, sullo Spirito Santo 1, 11-12. 16; PG 33, 931-935. 939-942)

Invochiamo lo Spirito Santo sul Conclave : *Veni Sancte Spiritu*.

Spirito Santo, eterno amore, vieni coi tuoi ardori e infiamma il cuore dei Cardinali elettori.


Eterno Padre, in nome di Gesù Cristo e per l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, manda lo Spirito
Santo sui Cardinali elettori, riuniti in Conclave per eleggere il Romano Pontefice.


Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono della sapienza.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono dell’intelletto.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono del consiglio.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono della fortezza.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono della scienza.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono della pietà.

Vieni, Spirito Santo e dona loro il dono del santo timore di Dio.
3 Gloria al Padre


Preghiera a Maria, Madre della Chiesa
Rivolgiamoci a lei affinché accompagni con materno amore
la Chiesa in questo momento così solenne e la protegga nel cammino verso la patria, fino al giorno glorioso del Signore.
O Vergine santissima, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, tu che insieme agli Apostoli in preghiera sei stata nel Cenacolo in attesa della venuta dello Spirito di Pentecoste,
 invoca la sua rinnovata effusione su tutti i Cardinali chiamati a eleggere il Santo Padre, affinché come tralci della vera vite, portino molto frutto per la vita del mondo.
Apri i loro cuori alle immense prospettive del regno di Dio e dell’annuncio del Vangelo a ogni creatura.
 Nel tuo cuore di madre sono sempre presenti i molti pericoli e i molti mali che schiacciano gli uomini e le donne del nostro tempo.
Ma sono presenti anche le tante iniziative di bene, le grandi aspirazioni ai valori, i progressi compiuti nel produrre frutti abbondanti di salvezza.
Vergine coraggiosa, ispira ai Cardinali forza d’animo e fiducia in Dio, perché sappiamo superare tutti gli ostacoli che incontreranno nel compimento del loro compito di eleggere il Sommo Pontefice.
Vergine Madre, guidali e sostienili perché, come autentici figli prediletti della Chiesa di tuo Figlio, possano contribuire a stabilire sulla terra la civiltà della verità e dell’amore, secondo il desiderio di Dio e per la sua gloria.
Amen.
 

SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO .

Vieni, Santo Spirito
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
 Vieni, padre dei poveri,
 vieni, datore dei doni,
 vieni, luce dei cuori.
 Consolatore perfetto;
 ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
 nella calura riparo,
 nel pianto conforto.
 0 luce beatissima,
invadi nell’intimo
 il cuore dei tuoi fedeli.
 Senza la tua forza
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
 Lava ciò che è sordido,
 bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
 Piega ciò che è rigido,
 scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
 i tuoi santi doni.
 Dona virtù e premio,
dona morte santa,
 dona gioia eterna.


Con tutta la Chiesa, unita nella preghiera,
invochiamo la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo. Il Signore diriga i passi dei Cardinali elettori nella via della verità, affinché per intercessione della Beata sempre
Vergine Maria, dei santi apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi, facciano sempre ciò che gli è gradito
.


 Pro eligendo Summo Pontifice

Preghiamo

Ti supplichiamo umilmente, o Signore, onde la Tua immensa pietà conceda alla Sacrosanta Romana Chiesa un Pontefice il quale Ti sia sempre gradito per il santo zelo verso di noi e sia sempre degno di riverenza presso il Tuo popolo per il suo salutare governo a gloria del Tuo nome. Per il Nostro Signore Gesù Cristo ….. Così sia.
Contra persecutores Ecclesiae
Preghiamo

Accogli placato, Ti supplichiamo o Signore, le preghiere della Tua Chiesa: affinché sradicati tutti gli errori e distrutte tutte le avversità, Essa possa servirTi in sicura libertà. Per Cristo Nostro Signore. Così sia.
Pro tempore Passionis
Preghiamo
Volgi il Tuo sguardo, o Signore, sopra questa Tua famiglia, per la quale il nostro Signore Gesù Cristo non esitò a lasciarsi consegnare nelle mani dei carnefici e a subire il tormento della Croce. Per Cristo Nostro Signore. Così sia.


Mater Ecclesiae, ora pro nobis
Sancte Joseph, ora pro nobis


Sancte Pie X, ora pro nobis


 Parce Domine, parce populo tuo…

Spirito Santo, eterno amore,
vieni coi tuoi ardori
e infiamma il cuore dei Cardinali elettori.