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Pensiero del Cardinale Carlo Maria Martini

“Anche a noi capita spesso di pregare e di non sapere esprimere al Signore i desideri del nostro cuore. È vero che le parole non sono sempre necessarie per pregare, ci sono dei silenzi carichi di amore che possiedono una intensità ancora più grande delle parole, che sono soltanto il supporto dei nostri sentimenti verso Dio. Ci sono però dei giorni in cui abbiamo bisogno di sentirci aiutati e sostenuti dalla preghiera.
(Carlo Maria Martini)

Carlo Maria Martini – il Cardinale del dialogo



Il giorno 8 settembre 1999, in occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria, il Vescovo ha presentato in Duomo alla diocesi la nuova lettera pastorale.
Lettera pastorale.
…In una fine secolo e fine millennio percorsa da tanta ansia di pace e tormentata da tante violenze, 
io vorrei che noi avessimo il coraggio di ritenere che è anzitutto la nostra vita personale e comunitaria e tutta la nostra azione pastorale che è chiamata, nella forza dello Spirito Santo, ad essere un’autentica opera d’arte, un annuncio della pace che viene da Dio. Maria, di cui oggi celebriamo la natività, e con lei la Chiesa, è il capolavoro di Dio.
Lo Spirito Santo che è disceso su Maria susciti in tutti noi quella grazia e quei “momenti di grazia” che ci portano a far risplendere nel mondo qualcosa della bellezza divina, quella bellezza che salva e che fa della Chiesa l’icona della Trinità sulla terra, il luogo della riconciliazione e della pace.
+ Carlo Maria Cardinal Martini
Arcivescovo di Milano

Ricordiamo il Cardinale Martini

Un profeta di speranza:

E’ morto il Cardinale Carlo Maria Martini. Lo ricordiamo uniti nella preghiera, al di là di ogni ideologia, cultura e religione, perché questo è il mondo in cui crediamo: un mondo che sa andare oltre ogni divisione. Un mondo che Cristo ci ha insegnato a costruire.

Ho letto alcuni libri del Cardinale Martini. Ma uno, in particolare, mi ha colpito e segnato profondamente: “Conversazioni notturne a Gerusalemme”.

In questo libro, parlando dell’infelicità, del male, delle miserie umane sulla terra, il Cardinale offre una riflessione che non può fare a meno di toccare la nostra anima: “Come contribuisco io all’infelicità e come ne sono responsabile? (…) Qual è la mia parte, e come posso io cambiare la situazione? E ancora: a quale limitazione e a quale rinuncia sono disposto affinché cambi qualcosa?”.

Queste bellissime parole ci fanno capire che oggi, più che mai, c’è bisogno d’impegno e di testimonianza. Non di pregiudizi e di barriere. Non di lamenti e di rese. C’è bisogno di uno sforzo comune per rinunciare ai tanti idoli, alle catene che ci legano, alle tentazioni dell’arroganza, dell’arrivismo e dell’accumulo esagerato ed egoista di beni materiali su questa terra.

Oggi, nel giorno in cui il Cardinale Martini ci ha lasciato, proviamo a fare una piccola pausa di silenzio. Poniamoci queste domande: qual è la mia parte? Quale sforzo concreto sono disposto a fare per cambiare il mondo?
Negli ultimi anni, in vari modi, nella società in cui viviamo, si è cercato di cancellare un valore fondamentale ed immenso: la cultura dell’impegno. Senza impegno non può esistere amore e non può esistere un futuro per tutti noi.

L’amore vero si basa sullo sforzo, sul sacrificio quotidiano, sulla voglia di comprendersi, di dialogare, di uscire dal nostro piccolo guscio per abbracciarci e costruire un’umanità diversa.
Per questa ragione io vedo nel Cardinale Martini un profeta di speranza, che mi ha insegnato a credere in un mondo diverso. Un mondo che sarà il frutto di tutto ciò che noi faremo oggi, con le nostre piccole mani di esseri fragili e imperfetti.

http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/2012/08/31/il-cardinale-martini-un-profeta-di-speranza/