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La santificazione delle relazioni sociali

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Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 – 1932).
584.   Fin qui abbiamo parlato delle relazioni tra l’anima e Dio, sotto la guida del direttore. Ma è chiaro che siamo obbligati ad aver numerose relazioni con molte altre persone, relazioni di famiglia e d’amicizia, relazioni professionali, relazioni d’apostolato. Ebbene tutte possono e devono essere santificate e contribuire a rassodarci nella vita interiore. Per agevolar questa santificazione, esporremo i principii generali che devono regolare queste relazioni, facendone poi l’applicazione alle principali relazioni.

I. Principii generali.

585.   1° Nel disegno primitivo le creature erano destinate a portarci a Dio, ricordandoci ch’egli è l’autore e la causa esemplare di tutte le cose. Ma, dopo la caduta, esse ci attirano in modo che, se non stiamo all’erta, ci distolgono da Dio o almeno ci ritardano il cammino verso di lui. Bisogna quindi reagire contro questa tendenza, e, con lo spirito di fede e di sacrificio, servirci delle persone e delle cose soltanto come mezzi per andare a Dio.

586.   2° Ora, tra le relazioni che abbiamo con le persone, ve ne sono delle volute da Dio, come le relazioni domestiche o quelle richieste dai doveri del nostro stato. Tali relazioni devono essere mantenute e rese soprannaturali. Infatti non si diventa liberi da questi doveri pel fatto che si aspira alla perfezione; si è invece obbligati a compirli in modo più perfetto degli altri. Bisogna però renderle soprannaturali riconducendole al nostro ultimo fine che è Dio. Il mezzo migliore per farlo sta nel considerar le persone con cui siamo in relazione, come figli di Dio, fratelli in Gesù Cristo, rispettarle e amarle in quanto possedono doti che sono un riflesso delle perfezioni di Dio, e sono destinate a parteciparne la vita e la gloria. Così in esse consideriamo e amiamo Dio.

587.   3° Vi sono invece relazioni pericolose o cattive che tendono a farci cadere in peccato o col destare in noi lo spirito mondano, o coll’attaccarci alle creature per via del piacere sensibile o sensuale che proviamo in loro compagnia e al quale siamo esposti a consentire. Fuggire, per quanto è possibile, queste occasioni è cosa obbligatoria e, se non si può evitar l’occasione, è dovere l’allontanarla moralmente, rafforzando la volontà contro l’affetto disordinato a tali persone. Chi opera altrimenti, compromette la propria santificazione e la propria salute; perchè chi ama il pericolo in esso perisce: “Qui amat periculum, in illo peribit” 587-1. Quanto più dunque si vuol essere perfetti, tanto più si deve fuggire le occasioni pericolose, come spiegheremo più tardi parlando della fede, della carità e delle altre virtù.

588.   4° Finalmente vi sono relazioni che per sè non sono nè buone nè cattive ma semplicemente indifferenti, e che possono quindi, secondo le circostanze o l’intenzione, riuscir utili o nocive: tali sono, per esempio, le visite, le conversazioni, le ricreazioni. Un’anima che tende alla perfezione renderà buone queste relazioni con la purità d’intenzione e con la moderazione che serberà in ogni cosa. Prima di tutto non cercherà se non quelle che sono veramente utili alla gloria di Dio, al bene delle anime o a quel necessario sollievo che è richiesto dalla salute del corpo o dal bene dell’anima. Poi, nell’uso di queste cose utili, praticherà quella prudenza, quella modestia, quella temperanza, che tutto riconduce all’ordine voluto da Dio. Quindi via quelle lunghe conversazioni oziose che sono perdita di tempo e occasione di mancare all’umiltà e alla carità; via quei prolungati e smodati divertimenti che stancano il corpo e deprimono l’anima.
[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 – 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista – Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. – Desclée & Co., 1928]
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No al satanismo! – "Charlie Charlie Challenge" :PROPAGANDA GLOBALE ALLO SPIRITISMO ,PRESENTATO COME INNOCUO GIOCHINO.

“Charlie Charlie Challenge” :PROPAGANDA GLOBALE ALLO SPIRITISMO ,PRESENTATO COME INNOCUO GIOCHINO-GENITORI ,STATE ATTENTI AI VOSTRI FIGLI : NON SI PUO’ ‘GIOCARE’ SENZA DANNI CON L’OCCULTISMO E CON I DEMONI

Si chiama “Charlie Charlie challenge” (La sfida del Charlie Charlie) ,è diventata la nuova moda tra i giovani di tutto il mondo, un fenomeno di seduta spiritica globale, che da qualche giorno si sta espandendo, ora dopo ora, attraverso i social media,è l’evocazione del demone Charlie :UNA PSICOSI DI MASSA,che sta causando la preoccupazione di molti genitori, dato che molti bambini e adolescenti curiosi che vi hanno partecipato finiscono per stare male,avere disturbi nel sonno ,attacchi di ansia o nel peggiore dei casi essere vessati o ossessionati da demoni, come è stato testimoniato da alcuni genitori che hanno riscontrato segni di profonde graffiature ,venute dal nulla,sul corpo dei loro figli e un numero infinito di eventi inquietanti ,anche nelle case e nelle scuole dove i bambini ,di 8 o 9 anni,si sono messi ad evocare il demone Charlie,perchè lo hanno visto fare nei video di youtube…


LA STAMPA DIFFONDE IL VELENO ,ne parla come si trattasse di un simpatico passatempo, contribuendo così all’indottrinamento di massa dei giovani allo spiritismo…


NOTIZIE COME QUESTE SONO GHIOTTE PER I MEDIA,A CUI NON INTERESSA LA VERA SALUTE PSICOFISICA DEI RAGAZZI E PENSANO SOLO ALLA PROPRIA PUBBLICITA’ …


Questo falso ‘gioco’ presume che ‘lo spirito’ risponda alle domande sul futuro ,facendo muovere da sole due matite posizionate su un quaderno su cui sono state scritte le parole ‘si’ e ‘no’,cioè le risposte….All’origine del fenomeno Charlie c’è il “Juego de las lapiceras” (lett. “Gioco delle penne “) già diffuso in Sud America e conosciuto come la tavola Ouija dei poveri.
Lo scopo del “gioco delle penne ” è lo stesso della tavola Ouija e delle sedute spiritiche dei medium (la pretesa illusoria di conoscere il futuro ottenendo risposte dall’aldilà) ed il rito è esattamente uguale, ma questa volta lo spirito evocato ha un nome proprio (Charlie) la cui provenienza, al momento, è misteriosa.


SOLO SCHERZI E SUGGESTIONE ? Nonostante qualcuno parli di forza di gravità, di movimenti dovuti al vento o di persone suggestionate , il fenomeno non sembra avere spiegazioni naturali: nella maggioranza dei casi ,le penne o matite si spostano all’evocazione del demone ,niente trucchi, niente vento, niente magneti sotto il tavolo, niente fili trasparenti nè effetti ottici; inoltre data l’enorme quantità di video amatoriali pubblicati da diverse parti del mondo è difficile pensare a un lavoro di editing digitale di alta qualità.
Il fenomeno di Charlie non è creato dalla capacità tecnologica di chi ha pubblicato il video ma l’unica spiegazione plausibile rimanda ad una vera e propria seduta spiritica con l’intervento di una entità spirituale, presente ma invisibile. E’ preoccupante l’ossessione che si sta creando nei più giovani ,che presi dalla ‘gara’ e dal ‘gioco’ ,ne vengono assuefatti e condizionati…
In ogni caso,che uno creda o no all’esistenza dei demoni ,giocare con l’occultismo e lo spiritismo è deleterio per la psiche ,degenera sempre in dipendenza patologica ….e devastazione spirituale.
Fonte http://catolicosalvatualma.blogspot.it/2015/05/alerta-juego-satanico-charlie-charlie.html

IL MONITO DEI SACERDOTI ESORCISTI E DEGLI PSICHIATRI
La diffusione del rito spiritista tra i giovani americani è allarmante: dal 24 maggio 2015 ,in 48 ore, l’hashtag (parola chiave di Twitter) charliecharliechallenge è stata utilizzata da più di due milioni di persone. E’ questa diffusione massiva che ha spinto il sacerdote Stephen McCarthy, cappellano del liceo cattolico SS. Neumann and Goretti Catholic High School in Filadelfia, a scrivere una LETTERA PER METTERE IN GUARDIA I SUOI ALUNNI da questo gioco “affatto innocente”:
“Sono venuto a sapere che circola un gioco molto pericoloso nei social media che incoraggia apertamente i giovani più sensibili a evocare demoni.Vorrei ricordare a tutti voi che non esiste modo di ‘giocare innocentemente coi demoni’.
Per favore abbiate cura di NON parteciparvi e di incoraggiare gli altri ad evitare di parteciparvi.
Capisco quanto possa tentare la curiosità, ma il problema di aprirsi all’attività dei demoni è che si sta aprendo una finestra di sul mondo dell’occultismo che non sarà facile da chiudere.
Se vorrete ‘sperimentare’ qualcosa convocando enti spirituali, posso raccomandarvi la Messa o il Rosario! Penso che, a lungo andare, troverete queste alternative più sicure e molto più gratificanti.
Grazie in anticipo per la vostra cooperazione su questa questione così importante.
Che Dio ci benedica e ci protegga con l’aiuto del nostro angelo custode!”

Più volte nei suoi numerosi libri e interviste, il sacerdote esorcista italiano Padre Gabriele Amorth ha messo seriamente in guardia i suoi lettori sulla serietà e pericolosità dei rituali di spiritismo, “una pratica in forte espansione”. Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, sono molti quelli che, mossi dalla semplice curiosità o dalla volontà di conoscere eventi passati o futuri, cercano il modo di evocare le anime dei defunti tramite medium o sedute spiritiche. Secondo Padre Amorth questo fenomeno è direttamente proporzionale alla crisi di fede e i rischi che si corrono sono di duplice natura;
oltre ai rischi di natura umana come i traumi psicologici (ansia, stress, apprensione, iper sensibilità alle realtà spirituali…)
si corrono dei grossi rischi di natura spirituale dovuti all’intervento del demonio: dai “disturbi malefici” alla vera e propria “possessione diabolica”.
Più volte Amorth ha denunciato la mancanza di una adeguata formazione in materia, anche da parte di sacerdoti e vescovi che hanno la responsabilità di istruire giovani sui pericoli di queste pratiche spiritiche invitandoli a considerare la serietà di questi fenomeni e, dunque, a non scherzare col fuoco!

Il noto esorcista spagnolo Jose Antonio Fortea ha avvertito i genitori che ‘la sfida di Charlie’ non è un gioco innocuo, perché comporta la pratica occulta di “invocare spiriti” e perché “alcuni di quelli che giocano saranno tormentati da spiriti.”
Alcune persone hanno già testimoniato eventi drammatici ,dopo la partecipazione all’evocazione di ‘Charlie’ ,avvertendo che il gioco può causare “gravi disturbi psichiatrici o tendenza all’autolesionismo e al suicidio”.

Padre Fortea afferma che coloro che praticano questo ‘apparente gioco’ di spiritismo ,possono incorrere anche nell’infestazione del luogo ,”perchè lo spirito evocato può rimanere nella casa. ”
Egli ha anche avvertito che la pratica occulta dello spiritismo ,anche se fatta per scherzo, “può rendere le persone coinvolte in una vera e propria dipendenza dallo spirito,in una comunicazione sempre più lunga e più frequente. E quelle persone possono subire conseguenze ancora peggiori dai demoni ,come la vessazione e possessione”.

Come ha ricordato lo psichiatra Valter Cascioli, portavoce ufficiale dell’Associazione Internazionale Esorcisti, le pratiche di occultismo “aprono la strada all’attività demoniaca straordinaria.
Certamente, il numero delle persone che si rivolgono a queste pratiche con gravi danni sociali, psicologici, spirituali e morali, è in costante aumento e questo ci preoccupa perché, di rimando, abbiamo anche un aumento dell’attività demoniaca straordinaria, in modo particolare vessazioni, ossessioni e soprattutto possessioni diaboliche.

I pericoli, continua lo psichiatra sono spesso sottovalutati:
“Infatti occorre una maggiore vigilanza. Del resto, viviamo in un momento storico particolarmente critico, dove la fretta, la superficialità, l’individualismo esasperato, la secolarizzazione, sembrano quasi dominare la nostra società. La lotta contro il male e il maligno sta diventando sempre di più un’emergenza.
Questo chiaramente è dovuto, oltre che all’azione diretta del nemico di Dio, all’affievolirsi della fede, all’anomia, cioè alla mancanza di valori, e al relativismo culturale ormai dilagante.
Per altri versi, assistiamo al continuo proliferare di messaggi mediatici, libri, programmi televisivi, programmi cinematografici, che in qualche modo sulla scia del sensazionalismo e dello spettacolare incentivano, soprattutto le nuove generazioni, ad occuparsi dell’occultismo, del satanismo, e talvolta a praticarlo….
Sappiamo che colui che divide – il diavolo – non soltanto ci separa da Dio, ma separa le persone, le famiglie; separa inoltre anche dalla realtà, perché a volte abbiamo delle situazioni di alienazione, anche mentale, che sono secondarie all’attività demoniaca straordinaria”.
Fonte http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/messaggio-papa-francesco-associazione-internazionale-esorcisti.aspx

IPOTESI CHARLIE EBDO nella ‘ Charlie Charlie Challenge’-
Esclusa l’improbabile ipotesi che ‘Charlie’ sia un demone messicano : María Elena Navez corrispondente messicana della BBC ha smentito categoricamente il legame tra il Charlie e la mitologia messicana :il presunto demone,qualora fosse di origine messicana, si sarebbe chiamato con nomi aztechi o maya ,oppure col nome spagnolo Carlitos . L’origine del nome Charlie resta un mistero ancora non risolto oppure non svelato.
Certo, è perlomeno curioso che ritorni il nome che qualche mese fa era sulla bocca di tutti dopo gli attentati parigini del 7 gennaio 2015 alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo.
La strage, costata la vita a dodici persone, ha ottenuto una risonanza mondiale senza paragoni anche grazie ai social networks che hanno aiutato alla diffusione del motto “Je suis Charlie” come gesto di solidarietà con le vittime dell’attentato; anche l’immagine della matita, simbolo della ‘libertà di espressione’ dei disegnatori satirici, (che ridicolizzavano tutte le religioni ,anche Gesù Cristo: l’insulto è istigazione all’odio ,non è mai libera espressione) è stata presa come icona di una campagna globale.
Ora è inquietante pensare il fatto che è proprio attraverso delle matite che uno spirito chiamato Charlie si manifesti in una ‘ catena globale’ ….MA NON C’E’ DA FARE SATIRA CON UN NOME CHE RICORDA UNA RECENTE TERRIBILE STRAGE E SOPRATTUTTO NON C’E’ DA SCHERZARE CON LO SPIRITISMO E CON TUTTE LE FORME DI MAGIA E OCCULTISMO.

-Chris-

AMARE VUOL DIRE..

Tutto si gioca sull’amore. Nella comunità cristiana si possono fare tante belle discussioni e mettere in atto tanti bei programmi, ma alla fine saremo giudicati da quanto abbiamo veramente amato.
L’amore non è un concetto astratto, ha ben poco a che fare con il sentimentalismo e non è qualcosa di soggettivo. Nella Bibbia l’amore è definito in modo oggettivo e trova nella Persona ed opera di Gesù Cristo la massima esemplificazione. L’unità della comunità di Corinto sarà preservata non solo dalla retta dottrina, dalla retta amministrazione delle ordinanze di Cristo, dall’esercizio della disciplina e dalla mediazione fra le diverse correnti di pensiero al suo interno, ma soprattutto dall’imitazione dell’amore di Cristo. Che cosa vuol dire amare? Paolo ne da numerosi esempi e ciascuno di essi potrebbe essere ulteriormente amplificato.
Amare vuol dire avere pazienza con gli altri, sopportarli pazientemente.
Amare vuol dire essere disposti ad atti di generosa benevolenza, essere sempre autenticamente gentili, affabili e cortesi, pronti ad aiutare anche “se costa” o sembra che l’altro “non se lo meriti”.
Amare vuol dire non essere invidiosi e gelosi. Non importa se l’altro sembra avere più successo di noi o maggiori beni e vantaggi. Ci si accontenta di quel che si ha e lo si valorizza.
Amare vuol dire essere umili, non pretendere riconoscimenti o vantare quel che si è o si possiede mettendosi a confronto. Essere o avere di più di altri comporta maggior impegno e responsabilità, come pure disponibilità alla condivisione ed al servizio.
Amare vuol dire essere sempre corretti nel modo in cui parliamo ed agiamo, corretti secondo lo standard morale della sapienza divina. Agire in modo sconveniente rispetto alla vocazione che abbiamo ricevuto vuol dire parlare o agire in modo incompatibile con il carattere di Cristo che, come cristiani, dobbiamo sempre riflettere. 
Amare vuol dire non cercare il proprio esclusivo interesse, anzi, “dimenticare” noi stessi. Significa servire prima gli altri, ingegnarsi a far loro del bene.
Amare vuol dire essere “lenti all’ira”, non dare soddisfazione a chi ci provoca, “gettare acqua sul fuoco”delle contese. 
Amare vuol dire “non pensare sempre al male”, “concedere il beneficio del dubbio”, non sospettare sempre negli altri cattive intenzioni, essere più pronti a giustificare che ad accusare e condannare.
Amare vuol dire non avere senso di vendetta e di rivalsa verso gli altri, quand’anche cifacessero del male; non rallegrarsi nel vederli cadere ed essere condannati; mettere sempre in evidenza negli altri ciò che è positivo rispetto a quel che è negativo. 
Amare vuol dire rallegrarsi ogni qual volta la verità è affermata e prevale; quando gli altri sono scagionati dalle accuse loro rivolte. 
Amare vuol dire sapere quando è meglio sopportare e soffrire in silenzio anche i torti che si ricevono. 
Amare vuol dire pensare sempre bene degli altri e presumerli veraci e in buona fede. 
Amare vuol dire continuare a sperare quando gli altri hanno perduto ogni speranza. Il mondo spesso considera tutto questo “stupidità” e “debolezza” ma alla fine si rivela forza, la forza di amare.
Preghiera.Signore, insegnami ad amare come Cristo ha amato ed ha insegnato ai Suoi primi discepoli. Aiutami a vedere come sarà questo amore a sempre trionfare alla fine. Amen.